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Il meglio deve ancora venire

Poster Il meglio deve ancora venire

Dalla nascita alla morte. Il duo de La Patellière-Delaporte con Il meglio deve ancora venire realizza un altro film sull’amicizia dopo Cena tra amici. Lì uno spazio chiuso, qui un viaggio. Tra Biarritz e l’India. Ma anche nei luoghi sentimentali dei due protagonisti: un padre con cui si sono tagliati da tempo i ponti; una moglie e una figlia con cui non sembra esserci più nulla da dirsi; una ragazza musumulmana che ha affrontato un cancro.

Arthur (Fabrice Luchini) e César (Patrick Bruel) sono due amici di vecchia data che non si vedono da tempo. Dopo un esame medico a uno dei due viene diagnosticata una malattia terminale. E uno è convinto che è l’altro ad essere in fin di vita e quindi cerca di passarci più tempo possibile.

Il meglio deve ancora venire trova molteplici so...

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Notturno

Dieci minuti d’applauso a Venezia per l’ultimo documentario di Gianfranco Rosi che di nuovo racconta una realtà di confine e, senza retorica, le conseguenze psicologiche della guerra

Il cineasta italiano in attività più titolato e premiato non è Paolo Sorrentino, è Gianfranco Rosi. Nonostante non sia altrettanto noto e nonostante non abbia né gareggiato per un Oscar né di conseguenza ne abbia vinto uno, con quattro film ha portato a casa un Leone d’Oro (Sacro Gra, 2013) e un Orso d’Oro (Fuocoammare, 2016). Il suo quinto è qui alla Mostra del cinema di Venezia, in concorso, e si chiama Notturno. Per ogni film 3 anni circa di ricerca, immersione in totale solitudine e poi il montaggio infinito.

Gianfranco Rosi è un documentarista ed appartiene alla schiera di documenta...

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Non odiare

Presentato alla Settimana della Critica nel corso del Festival di Venezia 2020, l’opera prima di Mauro Mancini parla di temi tosti e attuali, e lo fa con toni misurati e rigorosi, scartando la retorica e scegliendo le strade del dubbio e del silenzio.

Non odiare: la recensione del film

Un uomo sta pagaiando lungo un fiume quando, dall’argine, sente il fragore cacofonico di un incidente automobilistico. Arriva sul posto, trova un uomo gravemente ferito e chiama immediatamente un’ambulanza, qualificandosi come medico. Quando torna a rivolgere la sua attenzione alla vittima, scopre che porta tatuata sul petto una svastica; di fronte alla quale sceglie di non bloccare una grave emorragia e di lasciar morire quello che è chiaramente un nazista.

L’uomo che fa tutto questo di cognome fa Segre (ma questo spiega sol...

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Memorie di un assassino

Grazie al successo di Parasite – e al distributore Academy Two – arriva finalmente nei cinema italiani uno dei primi film del regista coreano: che già nel 2003 dimostrava tutto il suo talento e la sua bravura.

Memorie di un assassino: la recensione del thriller con seriak killer del regista di Parasite Bong Joon-ho

C’ è voluto lo straordinario successo internazionale di Parasite, e la cabarbietà di una distribuzione che ama davvero il cinema come Academy Two (che, va detto, ha preso la decisione di portarlo nelle nostre sale ben prima del trionfo agli Oscar di quel film), perché Memorie di un assassino arrivasse finalmente nei cinema italiani. A diciassette anni dalla sua presentazione in patria.

Non è il primo film di Bong Joon-ho, è la sua opera seconda, ma è il film che ne ha rivelato il grandissimo talento al mondo intero, e che ancora oggi non ha nulla da invidiare a tu...

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