Mathera – L’ascolto dei Sassi

 

Matera è una città senza tempo, dove gli insediamenti del Paleolitico convivono con le nuove strutture adibite a iniziative culturali, in una stratificazione che è un esempio di compresenza e resistenza. Nell’anno in cui è insignita del ruolo di Capitale europea della cultura, Francesco Invernizzi ci racconta Matera dalle sue origini alla sua decadenza, fino a quella rinascita che l’ha resa meta turistica di grande richiamo e polo di attrazione per artisti e intellettuali. E lo fa attraverso immagini intense e raffinate (la fotografia è di Massimiliano Gatti), una narrazione complessa (di Elena BauckeStefano Paolo Giussani e Vito Salinaro, che figura nei titoli anche come coregista) e le testimonianze illustri di Antonio Acito, responsabile del recupero dei Sassi, e Pietro Laureano, entrambi architetti e urbanisti in grado di spiegare la straordinarietà che ha reso Matera celebre in tutto il mondo (anche grazie al cinema, che l’ha ritratta in film come Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini e La passione di Mel Gibson).

Acito e Laureano raccontano non solo le abitazioni scavate nella roccia ma anche lo straordinario sistema idrico che, fin dall’antichità, ha raccolto l’acqua corrente in enormi cisterne distribuendola fra le abitazioni: una canalizzazione capillare che attraversa la città ipogea.

A queste si uniscono le testimonianze del sindaco e dell’arcivescovo della città, di un panettiere e una guida turistica, di muratori e capomastri che sanno trattare la materia di cui è fatta Matera, di un cartapestaio adibito alla realizzazione del carro che, durante la Festa della Madonna della Bruna, viene distrutto coniugando radici pagane e cristiane in una metafora della rinascita della città. Matera infatti non è solo un esempio di bioarchitettura ante litteram, ma è la forza della sua popolazione “tenace e resiliente”: una comunità che è un esempio di inclusione e solidarietà, e il cui senso del vicinato è un valore secolare.

È stata proprio la consapevolezza materana della propria città come bene comune a determinare il successo dell’operazione di recupero avviata dopo gli anni ’70, perché “recuperare Matera significa restaurare un corpo vivo”.

Voto: 3,5 / 5

Paola Casella, da “mymovies.it”

 

 

Matera è la capitale europea della cultura per il 2019. Cosa sappiamo veramente di questa città? Un film targato Magnitudo Film e Chili ci accompagna alla scoperta di un luogo che da sempre incanta tutti, anche i mestieranti del cinema internazionale. Il film Mathera – L’ascolto dei sassi, di Francesco Invernizzi e Vito Salinaro, mostra una città incisa nel tempo, di ieri e di oggi. Insieme a Aleppo e Gerico è una delle più antiche città al mondo, suggerisce sin dai primi minuti la voce narrante. E precisa, “le sue architettura hanno resistito per millenni agli attacchi del tempo e degli uomini”. Mathera – L’ascolto dei sassi arriva nelle nostre sale cinematografiche 21, 22 e 23 gennaio. Un vero evento che mostra il riscatto e la rinascita di Matera dalle sue origini ad oggi.

LUCI E OMBRE DI MATERA

Quanti anni hanno i sassi? È Da qui che parte Mathera – L’ascolto dei sassi. Da una domanda breve e coincisa che serve a farci un’idea sul passato, sul presente e sul futuro che riguarda una città molto nota e, al tempo stesso, tutti noi. Già nel paleolitico diversi nomadi si sono rifugiati nel ventre delle rocce di Matera. Le grotte naturali che ritroviamo qui rappresentano un luogo per eccellenza di arte, simbolismo, la preghiera e spiritualità del passato. Un passato in cui la mano dell’uomo non era ancora prorompente e prepotente verso la natura. Dalle luci dell’alba a quelle del tramonto il docufilm Mathera – L’ascolto dei sassi racconta, con riprese splendide in 8k, la bellezza e il mistero della cultura millenaria di questo luogo. Un film in cui le voci e le testimonianze si mischiano. Da un approccio scientifico della materia a quello politico delle istituzioni, Matera prende forma insieme al suo straordinario fascino. Un fascino messo a dura prova anche da chi Alcide De Gasperi dichiarava e vedeva la città come “vergogna nazionale” e “miserabilità del mezzogiorno”.

mathera foto
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MERIDIONALITA’ E TRADIZIONE

Mathera – L’ascolto dei sassi mostra una immagine anche meridionale. Un affresco cinematografico che riguarda anche uno stop temporale che ha coinvolto il sud del nostro Paese subito dopo il secondo dopoguerra. Si stava con le porte aperte, si giocava per strada, tutti si conoscevano e tutti si aiutavano, raccontano persone nate e cresciute a Matera. “Lo spirito di gruppo”, “si era tutti una famiglia”. Come non restare affascinati da una narrazione che parte dalla roccia, dalle creazioni della natura, per poi posare la sua attenzione sull’uomo e sulla sua storia all’interno di un presepe vivente che tutto il mondo osserva? Matera non è solo passato o architettura, è anche tradizione, come quella che riguarda i Cavalieri della Bruna. Gli abitanti di Matera hanno molta consapevolezza della terra che vivono e che rappresenta la vita agricola e culturale rurale della nostra Italia. Da questa consapevolezza, perfettamente espressa nel film da una serie di aneddoti, deriva il successo dell’operazione di recupero di Matera avviata dopo gli anni 70 e giunta nel 2019 al suo livello più alto.

PAROLA ALLA REGIA

Francesco Invernizzi, già alla regia di Bernini, ha così presentato il film in cui ha un duplice ruolo: “ho fatto anche il regista, oltre che il produttore perché conoscendo la città mi ha trasmesso un’emozione straordinaria, e mettere un autore puramente tecnico non avrebbe sortito questo effetto. L’embrione del progetto è nato qualche anno fa, quando un ragazzo mi contattò, dopo aver visto uno dei nostri film, per dirmi che avrei dovuto conoscere e raccontare Matera. Qualche mese dopo, Vito Salinaro, giornalista di Avvenire, qui autore e co-regista, capitò volesse parlarmi proprio di Matera. Così ho capito che era la città a chiamare, non la Magnitudo a cercarla. Mathera è infatti una vox populi, perché la città non sono i Sassi sono le persone: l’essere Capitale europea della Cultura 2019 riconosce la sua missione di crocevia di culture. Matera è un esempio di rinascita ed è una città che parla al cuore”.

Margherita Bordino, da “artribune.com”

 

Cos’era Matera? E cosa sarà Matera? Dalle sue origini ad oggi, passando per i ricordi di quando venne definita da Togliatti la «vergogna d’Italia», fino al fiorire contemporaneo: il docufilm «Mathera – L’Ascolto dei Sassi» racconta il riscatto e la rinascita di questa antichissima città, Capitale Europea della Cultura 2019. Oggi una delle mete turistiche più gettonate, Matera è al centro di un territorio estremamente dinamico dove tradizione, scienza e tecnologia si intrecciano in un viaggio tra passato, presente e futuro dell’umanità.

Un’ode alla città. E alla sua gente

Il film documentario, distribuito da Magnitudo Film con CHILI, è un’ode alla città, ai suoi volti, suoni, scorci, profumi. Indaga l’epoca dei monasteri, il momento del degrado che subì al pari di Roma, il progresso dell’acqua corrente che conobbe prima di Parigi e Firenze. Nonostante il passato ricchissimo, Matera non è piegata su se stessa ma vive un momento di pieno fermento: si parla di recupero architettonico e di rilancio economico e culturale, di rete 5G e di nuove frontiere per il turismo consapevole. È questa dicotomia a renderla unica e curiosa.

Immagini meravigliose

Il docufilm che Francesco Invernizzi dedica alla Città dei Sassi, è girato in 8k, tra spettacolari riprese aeree e suggestive rielaborazioni di immagini d’epoca inedite. Testimonianze dal mondo della storia dell’arte e dell’architettura si alternano a quelle di chi ha scelto di vivere e lavorare nei Sassi: dal sindaco ai muratori, dalla guida turistica al panettiere, dagli anziani al Cavaliere della Bruna, che partendo da un passato lungo 8 mila anni contribuiscono giorno dopo giorno al riscatto di una città unica al mondo. «Matera non è fatta di sassi, ipogei o arte, ma di persone. Sono loro le protagoniste del film, il nostro racconto è una vox populi», dice  Invernizzi. Che sottolinea: «Non abbiamo voluto ricostruire ogni fase storica ma raccontare Matera come è oggi, con quell’orgoglio contadino che è tenacia verso il futuro». Se nel film l’occhio è puntato al presente, la lunga storia di Matera resta cruciale per capire l’anima di una città solitaria eppure da sempre crocevia di popoli e culture.

Al cinema, ma solo per pochi giorni
«Mathera» sarà visibile in 220 sale italiane nei giorni 21, 22 e 23 gennaio. Il film sarà poi distribuito in oltre 70 paesi, per essere infine presentato negli Usa in aprile in occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni di Francis Ford Coppola, il leggendario regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense la cui famiglia è originaria di Bernalda, in provincia di Matera.

Elmar Burchia, da “viaggi.corriere.it”

 

 

Pochi sono a conoscenza del fatto che Matera è diventata Patrimonio dell’Unesco per il sistema di raccolta delle acque meteoriche, per il suo fluire. Una città piena di vuoti, sorta e risorta scavando, una grande riserva idrica ipogea, una canalizzazione capillare che cristallizza le cose e le consegna al futuro.

L’occhio plana a volo d’uccello sul territorio, partendo dall’altopiano, come fecero le genti di un tempo,fino a scendere e scavare le grotte, le preesistenze.

Matera è una “geologia esistenziale fuori dal tempo e sopra al tempo” come dice il sindaco in una testimonianza della pellicola, un luogo prima morto per poi ritornare alla vita, alle radici. Una città la cui origine si perde nella notte dei tempi, che esiste da sempre, senza peccato e senza redenzione per quel Cristo che si è fermato ad Eboli, come diceva Carlo Levi.

Mathera: un affresco corale esistenziale, Matera parabola viva

La storia di una rinascita, fatta di compresenze e resistenza. Francesco Invernizzi, produttore e regista, attraverso la vox populi penetra attraverso i muri, ne rimane in ascolto, lasciando la voce narrante alle emozioni, ai ricordi ed alla vita della comunità. Lo fa dipanando un fil rouge composto da musiche che danzano di pari passo con le immagini accurate, primi piani dalla luce scolpita e chiaroscurale e panorami luminosi ed intensi. Testimonianze illustri e non e racconti di uomini che convivevano con animali, del vicinato che esprimeva il senso della comune, del pane che dava la vita e riuniva le genti, come la Madonna della Bruna, ancora oggi festa e rituale ancestrale, simbolo di una città.

Mathera, uguale resilienza

“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento” dice un proverbio cinese. Così a Matera soffia l’aria del divenire, un respiro che unisce tutti sotto lo stesso cielo, la stessa consapevolezza, come dice Mogol, che in un cameo chiude la pellicola ” Mathera: la storia dell’uomo in uno sguardo”.

Chiaretta Migliani Cavina, da “ecodelcinema.com”

 

 

 

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