Domani è un altro giorno

 

“Domani è un altro giorno” è il remake del film spagnolo pluripremiato: “Truman – Un vero amico è per sempre” di Cesc Gay, del 2015, vincitore di cinque Premi Goya, tra cui Miglior Film dell’anno.

La storia è quella di due vecchi amici, Tommaso (Valerio Mastandrea) e Giuliano (Marco Giallini). Tommaso vive da tempo in Canada, ma torna a Roma per quattro giorni quando scopre che il suo amico Giuliano è condannato da una diagnosi terminale. Dopo un anno di lotta, Giuliano ha deciso di rinunciare alle cure invasive e arrendersi all’inevitabile. Perciò, in questi quattro giorni, i due amici dovranno dirsi addio.

Domani è un altro giorno: una vera “commedia all’italiana”

Come da tradizione, le “commedie all’italiana” sono film che, seppur divertenti, strappano risate amare. E proprio questo fa il film di Simone Spada.

Grazie ad un’ottima sceneggiatura, scritta dalla coppia Ciarrapico-Vendruscolo, il tema della morte viene trattato con leggerezza eppure grande profondità. Il film è privo di patetismi ma ricco di sentimenti. Parla della morte, ma è pieno di vita. Affronta temi scivolosi come l’eutanasia, ma lo fa con semplicità e schiettezza, facendo esporre diversi punti di vista ai personaggi e lasciando il giudizio finale agli spettatori. Tutto viene visto sempre attraverso un’ottica estremamente umana, empatica, chiara e diretta.

La comicità funziona ed è sempre ben bilanciata dai momenti drammatici. Capita spesso, durante la proiezione, di ritrovarsi a sorridere mentre ci si asciugano le lacrime.

Anche la coppia Giallini-Mastandrea funziona alla perfezione. La loro amicizia reale, presente anche fuori dal set, permette ai due attori di raggiungere una sintonia ed una autenticità rare.

Domani è un altro giorno: diretto ed efficace

La regia di Simone Spada, qui alla seconda prova dietro la macchina da presa, è semplice, tutta concentrata sugli interpreti e sulla storia, priva di fronzoli. Tutti gli attori sono in parte. Perfino Nike, la bovara del bernese che interpreta il cane Paco, riesce a commuovere con uno sguardo.

Le musiche sottolineano l’intimità che permea l’intera pellicola, accompagnando le emozioni senza mai diventare invasive. Maurizio Filardo utilizza la chitarra come strumento predominante, donando un senso di familiarità e semplicità alla colonna sonora. Anche le canzoni scelte sono perfette nel contesto, con “Ain’t no sunshine” di Bill Withers ad accompagnare emotivamente le confessioni notturne dei due amici, e la canzone che dà il titolo alla pellicola, cantata da Noemi, a suggellarne il finale.

Un film commovente, che rimarrà a lungo nel cuore di chi lo guarda.

Nicola De Santis, da “ecodelcinema.com”

 

 

Tommaso e Giuliano sono due amici per la pelle. Uno vive in Canada, l’altro a Roma. Uno è taciturno, l’altro esuberante. Uno ha paura dell’aereo, l’altro è capace di improvvisare un’andata e ritorno per Barcellona in giornata. Quando Giuliano, malato gravemente, prende una decisione irreversibile, Tommaso supererà la paura di volare e andrà a trovarlo a Roma per passare insieme quattro giorni di amicizia e condivisione. I due non sono soli: con loro c’è l’inseparabile cane Pato.

Come comportarsi quando il tuo migliore amico è in fin di vita? Come comportarsi quando sei tu, ad essere in fin di vita? Come reagire, in sostanza, a una malattia che non lascia scampo? Ruota tutta intorno a simili interrogativi esistenziali il nuovo, prezioso, film di Simone Spada.

Prezioso non in quanto a originalità – è il remake dell’argentino Truman, ma di film sul tema ne è pieno il cinema, non ultimo Euphoria di Valeria Golino – bensì per il tono che riesce a mantenere dal primo all’ultimo minuto. Un tono smaccatamente tragicomico, come la vita. O come le grandi commedie di un tempo, capaci di far ridere, riflettere e commuovere al tempo stesso.

Il tema è amaro, ma Spada ha il privilegio di consegnarlo a due professionisti capaci di reggere tra le mani senza mai bruciarsi il magma di una storia che ha molto di disperante, eppure alla disperazione nera non cede mai. È un dialogo a due voci malinconico e scanzonato, Domani è un altro giorno, un valzer degli addii che si basa sulla perfetta alchimia della consolidata coppia di amici e colleghi Valerio Mastandrea / Marco Giallini. Quest’ultimo è senza dubbio alla sua miglior prova di attore: dà sfoggio a tutta la sua abilità incredibile – ma sullo schermo credibilissima – nel cambiare continuamente tono ed espressione, passando nel giro di pochi attimi dal riso al pianto, dall’angoscia all’ironia più graffiante.

Voto: 3,5 / 5

Claudia Catalli, da “mymovies.it”

 

 

“Non è colpa tua. Non è colpa mia. E non è nemmeno colpa di Giuliano. Succede”. Il tenero e dolente fatalismo con cui Tommaso si commiata prima di riprendere il volo verso il Canada è la cifra stessa con cui Simone Spada ha deciso di rifare quel piccolo capolavoro diretto da Cesc Gay nel 2015Truman – Un vero amico è per sempre, premiato con 5 Goya, gli Oscar spagnoli, per miglior film, regia, attore protagonista e non protagonista, script originale.

Identico all’originale nella struttura, Domani è un altro giorno ci mostra due amici di vecchia data chiamati ai quattro giorni più difficili della loro amicizia, quelli in cui dovranno dirsi addio.

Uno, Tommaso (Mastandrea), vive da tempo in Canada. L’altro, Giuliano (Giallini), è rimasto a Roma: attore teatrale di fama, seduttore e innamorato della vita, è condannato da una diagnosi terminale e dopo aver lottato senza risultati ha deciso di smettere con le cure. Tommaso, allora, decide di tornare a Roma, dapprima per discutere con lui di questa scelta, poi per trascorrere insieme questo weekend lungo che assumerà i contorni di un “road movie dei ricordi”.

Presenza silenziosa e centrale, come lo era il cagnone eponimo nel film con Darín e Cámara, è qui un bellissimo Bovaro del bernese, di nome Pato: “L’hai chiamato così per il giocatore del Milan?” – “No, per il fratello di Falcao” (che poi la fratellanza con il divino era solo presunta, semmai “di latte”, ma in questa battuta si racchiude il bellissimo, indiscutibile romanismo di regista e interpreti). E provare a capire quale potrà essere la futura sistemazione di quel compagno fedele scandisce le ultime giornate di Giuliano.

Sorretto dalla naturale complicità dei due protagonisti (molto amici anche nella vita reale), il film non sorprende magari come il precedente Hotel Gagarin (film d’esordio di Spada, più “libero” e originale) ma sa emozionare con le armi nobili della buona commedia di casa nostra, quel mix tra ironiche freddure e non detti roboanti che caratterizza anche questo malinconico buddy movie, oltre le fondamenta stesse di un’intera amicizia.

Voto: 3 / 5

Valerio Sammarco, da “cinematografo.it”

 

 

 

Remake dell’argentino TrumanDomani è un altro giorno di Simone Spada ci guida attraverso un sentiero quanto mai difficile da percorrere: la scoperta di una malattia terminale. Ad accompagnarci in questo viaggio malinconico e toccante ci sono Tommaso e Giuliano, ovvero Valerio Mastrandrea e Marco Giallini, due amici molto diversi, ma uniti da un profondo legame che permetterà loro di affrontare, con commovente ironia e intensa condivisione, il dramma della morte, sotto lo sguardo dolce e fedele dell’inseparabile cane Pato.

Nonostante l’idea di partenza non sia del tutto originale, il regista di Hotel Gagarin, al suo secondo lungometraggio, riesce a rispondere, con straordinaria intelligenza e inaspettata profondità, a una serie di interrogativi sicuramente complicati, non solo per impatto emotivo, ma sopratutto per resa cinematografica. Senza cadere nella trappola del melodramma, Simone Spada porta sul grande schermo una pellicola dal gusto nostalgico, colorata da un tono squisitamente tragicomico, perfettamente cucito sugli abiti dei due attori protagonisti, la cui sinergia, dentro e fuori dal set, si manifesta in tutta la sua potenza.

Ecco che ci si ritrova a ridere insieme a loro sul prezzo della bara da acquistare o su un futuro che presto si interromperà, esorcizzando così la crudeltà della morte che improvvisamente viene a bussare alla tua porta proprio nel bel mezzo della festa. Un compito pesante, ma svolto a pieni voti da Mastrandea e Giallini, che dimostrano ancora una volta – magari qualcuno avesse ancora qualche dubbio – di essere due pietre preziose e inestimabili per questo cinema italiano che ci fa gioire, quanto penare.

Domani è un altro giorno è un inno alla vita – e all’amicizia – strillato a piena voce, composto da Ciarrapico e Vendruscolo senza l’arroganza di voler irrompere nel dibattito etico nato intorno alle scelte dei malati terminali, ma con il solo desiderio di raccontarne le atroci difficoltà, senza rinunciare a quelle risate che, anche nella vita reale, possono aiutarci ad addolcire il boccone più amaro.

Martina Amantis, da “abovetheline.it”

 

 

Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea) sono amici da trent’anni e li aspettano i quattro giorni più difficili della loro amicizia. Tommaso vive da tempo in Canada e insegna robotica. Giuliano è rimasto a Roma e fa l’attore. Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estroverso e pirotecnico, Tommaso riservato e taciturno.
Giuliano, l’attore vitalista, seduttore e innamorato della vita è condannato da una diagnosi terminale e, dopo un anno di lotta, ha deciso di non combattere più. Ai due amici di una vita rimane un solo compito, il più arduo, quasi impossibile: dirsi addio. E hanno solo il tempo di un lungo weekend, quattro giorni.
Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute per ritrovare la complicità, quella capacità di scherzare su tutto è fondamentale per esorcizzare l’inevitabile. Inizia così per i due amici un “road movie dei ricordi”. C’è qualche conto da chiudere, ma soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: è lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia.
Con loro “viaggia” un terzo incomodo, Pato, un bovaro bernese dallo sguardo sperduto, che per Giuliano è praticamente un figlio. Il primo dei conti da chiudere è trovare una sistemazione proprio a Pato. I quattro giorni della loro ritrovata amicizia sono finiti. Tommaso sta per prendere l’aereo e non si vedranno mai più. Ma il vecchio istrione Giuliano non può lasciare che l’amico gli rubi la scena neanche una volta ed è suo l’ultimo coup de théâtre…

«Oscar Wilde disse: “Se un amico non mi invita al suo compleanno non importa, ma se non condivide con me un grande dolore allora mi offendo”. Penso che questa frase possa racchiudere il senso del film – afferma il regista Simone Spada -. Tratto da Truman di Cesc Gay, Domani è un altro giorno è un film sull’amicizia, sul suo senso profondo, sul panico che si impossessa di noi quando la vita ci pone davanti alla malattia. È un delicato, a volte ironico, tentativo di esplorare l’animo umano e le possibili reazioni di tutti noi di fronte a uno dei momenti più difficili dell’esistenza stessa. La storia di due grandi amici, amici da sempre, Giuliano e Tommaso, che vivono in due diversi continenti ma che passeranno quattro indimenticabili giorni insieme, a Roma, tra momenti divertenti e altri commoventi. Tra loro un meraviglioso terzo amico, Pato, il cane di Giuliano. Fare un remake di un film che ti ha commosso, colpito al cuore, fatto ri-dere e piangere è una sfida molto interessante per tutti noi – continua il regista -. Insieme agli sceneggiatori Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, abbiamo deciso di reinterpretarla a nostro modo. Mantenendo la struttura e gran parte dei dialoghi, ne abbiamo fatto inevitabilmente un film Italiano, nonostante la storia, a mio modo di vedere sia “universale” e senza confini. Il nostro Domani è un altro giorno vuole essere, fin dal titolo, un invito alla speranza, al futuro, un malinconico e commovente inno alla vita».

da “bitculturali.it”

 

Dopo Hotel GagarinSimone Spada torna alla regia con Domani è Un Altro Giorno, nuova commedia drammatica ispirata al successo francese Truman – Un Vero Amico è Per Sempre di Cesc Gay. Del film originale Spada e gli sceneggiatori Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolomantengono la struttura e gran parte dei dialoghi, optando per una reinterpretazione tipicamente italiana di una storia universale che ha commosso e colpito al cuore milioni di spettatori.

I protagonisti di Domani è Un Altro Giorno sono Giuliano (interpretato da Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea), amici di lunga data che si preparano ad affrontare i quattro giorni più difficili di un’amicizia lunga trent’anni. Quando Tommaso decide di non combattere più contro una malattia terminale, Giuliano – che da anni vive in Canada – capisce che è arrivato il momento di tornare a Roma per riuscire, nell’arco di un lungo weekend, a trovare il coraggio di dire addio al suo più caro amico.

Simone Spada celebra l’amicizia e il suo senso profondo realizzando un film estremamente delicato che, nel tentativo di scandagliare l’animo umano e le infinite contraddizioni dei rapporti interpersonali, non rinuncia ad una spontanea ed ingenua punta di ironia. D’altronde l’ironia è fondamentale per cercare di affrontare al meglio delle nostre possibilità il momento più difficile dell’esistenza stessa (la morte) ed è proprio questo disarmante equilibrio tra registro comico e drammatico a rendere più che riuscito il film.

Domani è Un Altro Giorno con Marco Giallini e Valerio Mastandrea dal 28 febbraio al cinema

La storia di due grandi amici si trasforma per Spada nell’occasione perfetta per raccontare in punta di piedi e senza eccessivi toni sensazionali il panico che ci invade quando la vita ci pone davanti all’evento più tragico di tutti. Se c’è un messaggio che traspare forte e chiaro durante la visione del film è quello di imparare ad esorcizzare l’inevitabile, come traspare dai dialoghi tra Giuliano e Tommaso e dalle situazioni quasi sempre tragicomiche che li vedono protagonisti.

Marco Giallini e Valerio Mastandrea, legati da un’amicizia reale fuori dal set da più di vent’anni (come ama ricordarci anche Spada durante una delle sequenze più vere ed autentiche del film), regalano al pubblico due interpretazioni ricche di sfumature e piene di intensità e sarcasmo, definendo con i caratteri opposti dei loro personaggi – Giuliano è estroverso e spumeggiante, Tommaso è invece riservato e taciturno – le personalità tipiche di una qualsiasi grande amicizia.

I due attori (che di recente abbiamo visto in Non ci resta che il crimine e Moschettieri del re) non sembra che siano stati scelti, ma sembra piuttosto che “si siano scelti” per raccontare questa storia; la storia di un’amicizia ritrovata che, attraverso quegli spazi intatti che contribuiscono a giudicare intaccabile un rapporto duraturo, assume sempre più i contorni di un road movie dei ricordi a mano a mano che i minuti scorrono, tra luoghi da riscoprire e conti in sospeso da chiudere.

Con Domani è Un Altro Giorno (qui il trailer ufficiale), Simone Spada firma una nuova bella pagina della commedia drammatica italiana, quella in grado di raccontare le emozioni con leggerezza senza mai risultare esorbitante. Un film squisitamente intimo, a tratti malinconico ma anche molto divertente, che non è solo un inno all’amicizia e alla vita, ma anche un invito a confidare nella speranza e a fare sempre appello alla nostra capacità di affrontare e superare le difficoltà.

Stefano Terracina, da “moviestruckers.com”

 

 

Domani è un altro giorno (dal 28 febbraio al cinema) diretto da Simone Spada e scritto da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, è un remake del film francese Truman, ed è la storia di due amici di sempre, Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea) il cui rapporto fraterno è giunto al momento più duro. Giuliano ha infatti scoperto di avere un cancro ai polmoni e il medico gli comunica che per lui non ci sono possibilità di guarigione, così Tommaso, che vive in Canada da diversi anni, supera la sua grande paura degli aerei e torna a Roma per stare qualche giorno col suo grande amico.

Da un bel po’ di tempo siamo ormai abituati ai ruoli drammatici di Valerio Mastandrea, che anzi parlando con noi, in sede di conferenza stampa, ci scherza su: “Da ragazzo c’è stato il periodo in cui interpretavo il giovane disagiato di periferia, poi sono passato al ruolo di padre, poi di padre 35enne alle prese coi problemi della famiglia e dei figli, e ora è il momento della malattia.” Diverso invece il discorso per Marco Giallini, poiché a differenza del compagno di merende, sebbene abbia anche recentemente partecipato a film di genere drammatico, come la pellicola NetflixRimetti a noi i notri debiti The Place di Genovese, è da sempre ben disposto a farci ridere o sorridere piuttosto che piangere. In realtà, nonostante il ruolo in questione, l’attore mantiene il suo lato burlone e irriverente, impreziosendo una storia tragica con sfumature comiche grazie anche ad un rapporto di estrema complicità con l’amico – anche nella vita – Mastandrea.

La forza di Domani è un altro giorno è proprio questa, ovvero la capacità di giocare sul filo dell’equilibro, raccontandoci il dramma della morte costruendo però un film sulla vita. I 100 minuti di proiezione sono un denso calderone in cui c’è spazio per tutto, a partire dai ricordi di gioventù dei due amici e della sorella di Giuliano, Paola (Anna Ferzetti), fino a toccare tantissime altre tematiche legate all’amore – inteso in senso universale – e all’abbandono.

Di fronte ad una malattia terminale anche l’uomo più forte e coraggioso si trova costretto a convivere con la paura della morte, e per lui e chi gli è vicino c’è il terrore della separazione, di dover dire presto addio ad una persona importante e che ha sempre fatto parte della propria esistenza.
Parenti, amici ma soprattutto figli, ed allora Domani un altro giorno ci fa venire una stretta al cuore quando vediamo l’abbraccio tra padre e figlio, in cui Giallini alza l’asticella e ci fa emozionare come poche altre volte aveva fatto.

Persone dunque, ma anche animali, come il cane Pato, che per Giuliano è una sorta di secondo figlio e dal quale fa fatica a distaccarsi, soffrendo anche per lui all’idea di come potrebbe gestire il lutto e la conseguente mancanza del suo padrone.

Oltre a questo, agli aspetti drammatici ma toccanti dell’opera, il film di Spada lancia ulteriori spunti di riflessione, svelando l’altra faccia dell’essere umano, ovvero come disgrazie di questo tipo mettano in risalto anche i lati negativi di amici, familiari o colleghi, poiché sono tutti bravi a stare vicino al prossimo nella prosperità, mentre solo pochi restano nel momento del bisogno.

Ciò che conta, alla fine – dice Giuliano/Giallini – è l’amore, i rapporti umani…”. Niente di più, sebbene la vita frenetica di tutti i giorni ci lasci sempre meno spazio per le persone che amiamo e che meritano il nostro tempo e il nostro affetto, e solo quando siamo con le spalle al muro ci accorgiamo del loro valore, e di quello di tante piccole cose. Una lezione, quella del film di Spada e prima ancora dell’originale Truman, di certo abusata e utilizzata da milioni di script, ma che quando sfruttata nel modo adeguato, con la giusta storia e i giusti interpreti, riesce sempre ad abbattere le nostre protezioni e trapassare il nostro cuore come una lama.

Forse Domani è un altro giorno – che ha come soundtrack la celebre canzone di Ornella Vanoni, qui cantata da Noemi – gioca sin troppo coi nostri sentimenti, trasmettendoci inevitabilmente un senso d’angoscia che ci pervade l’animo per un bel po’ anche dopo la visione, ma nel complesso merita più applausi che fischi grazie al costante bilanciamento tra sorrisi e lacrime, dato dalla propensione comica dei protagonisti, attori dalla battuta facile e che in tal senso danno il meglio nei momenti di improvvisazione, abilissimi nel rappresentare un rapporto di amicizia che perdura negli anni e dopo una breve impasse iniziale dettata dalla lontanza, si scioglie e ritrova pian piano la naturalezza di un tempo, amalgamandosi con il lato umano e drammatico della vicenda.

Tiziano Costantini, da “staynerd.com”

 

 

Se avete visto Truman, fortunato e pluripremiato film spagnolo del 2015 diretto da Cesc Gay, Domani è un altro giorno non vi offrirà niente di nuovo. Siamo di fronte al rifacimento pressoché integrale. Cambiano gli interpreti, ovviamente, e l’ambientazione. Il regista Simone Spada e gli sceneggiatori Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo hanno deciso di mantenere inalterata la struttura e anche buona parte dei dialoghi.

A prendere il posto degli ottimi Ricardo Darín e Javier Cámara sono due tra i migliori attori del cinema italiano, Valerio Mastandrea e Marco Giallini, la marcia in più di questa versione italiana. Il cinema italiano, in evidente crisi di idee, attinge sempre più spesso da film stranieri per fare remake nazionali. Dopo l’enorme successo di Benvenuti al sudnel 2010 (dal francese Giù al nord), solo negli ultimi mesi sono arrivati L’agenzia dei bugiardi (da Alibi.com, sempre francese) e 10 giorni senza mamma (da un film argentino). Spesso la trama viene modificata per adattarla alla nostra realtà. Altre volte, come nel caso di Domani è un altro giorno, i cambi sono quasi inesistenti.

Giuliano (Giallini) è un attore con un cancro in fase terminale. Ha deciso di interrompere le cure e di vivere il tempo che gli resta come viene. Il suo migliore amico Tommaso (Mastandrea), che da anni vive in Canada, torna a Roma per quattro giorni. I due dovranno trovare il modo per dirsi addio e garantire il futuro migliore al cane di Giuliano, Pato.

Rispetto al modello spagnolo, in Domani è un altro giorno il cane ha un ruolo minore. Truman, da cui il titolo, era quasi un terzo protagonista. Spada e gli sceneggiatori hanno deciso di sfumarne la presenza concentrandosi sul rapporto umano.

Per il resto, tra Truman e Domani è un altro giorno non ci sono differenze particolari. Entrambi i film riescono a parlare di un argomento delicato come la malattia senza il timore di concedere sorrisi. Entrambi celebrano la vita e l’unione, più che concentrarsi sulla separazione e il dolore. Le scene principali sono le stesse, e pur passando da Madrid a Roma, l’atmosfera è praticamente immutata. Cambiano giusto i dettagli.

Simone Spada ha deciso di andare sul sicuro. Il suo esordio alla regia, Hotel Gagarin, partiva da un’idea interessante ma si perdeva in fretta. Per il suo secondo film si è affidato a un copione già testato con l’aiuto di da due sceneggiatori navigati come Vendruscolo e Ciarrapico (due terzi di Boris,  e registi di Ogni maledetto Natale, tra le altre cose).

L’affiatamento tra i due protagonisti fa la differenza. Amici nella vita, compagni di set da più di vent’anni, Mastandrea e Giallini lasciano che sia la loro intesa personale a dettare il ritmo del film. Iniziano con il piede sul freno, come due vecchi amici che non si vedono da molto tempo. Si sciolgono col passare dei minuti (dei giorni nel film), con una complicità autentica e profonda.

Senza conoscere il film originale, Domani è un altro giorno colpisce senza dubbio il centro del bersaglio. È un film equilibrato, pacato, spinto da due attori straordinari. I distributori italiani puntano forte sullo scarso successo che Truman aveva avuto da noi, ma se conoscete l’originale non vedrete altro che una copia.

Il titolo italiano è ripreso dalla canzone “Domani è un altro giorno”,  già comparsa cantata da Ornella Vanoni in una scena chiave di La prima notte di quiete di Valerio Zurlini (1972). In questo film la reinterpreta Noemi sui titoli di coda.

Francesco Vannutelli, da “flaneri.com”

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