Zerovskij – Solo per Amore

 

Adamo, Eva, Vita, Morte, Amore, Odio, Tempo, Dio: sono i personaggi di Zerovskij – Solo per amore, l’opera pop scritta (con Vincenzo Incenzo), musicata, interpretata e diretta da Renato Zero che si ritaglia il ruolo del titolo, un capostazione intento a dirigere il traffico di anime e di sentimenti di uno scalo ferroviario, a metà fra Tim Burton e Antoine de Saint-Exupéry Zerovskij, versione cinematografica, è la registrazione (di Gaetano Morbioli) di questo spettacolo di “teatro totale” che racconta non solo la storia narrata dal libretto ma anche quella del rapporto pluridecennale fra Zero e i suoi fan, un pubblico eterogeneo per età e provenienza unito dall’amore viscerale verso un cantautore anomalo nel panorama musicale italiano.

I “suoi” temi ci sono tutti: dalla lotta al consumismo a quella alle sostanze stupefacenti, dalla difesa dell’ambiente alla tutela della libertà individuale, dalla centralità dell’amore all’inevitabilità della solitudine, tutto cantato (e a tratti recitato) in stile zerofolle.

I fan che si aspettavano un medley dei suoi successi del passato sono stati presi in contropiede: solo alcune delle canzoni di Zerovskij erano familiari al pubblico, il resto è tutto scritto ad hoc per raccontare zerofilosofia e new age, anelito spirituale e godimento pagano, “scelleratezza creativa” e kitch. Impossibile valutare questo musical sui generis paragonandolo ad altro, impossibile pretendere più asciuttezza, meno melodramma o meno eccesso retorico. Quel che conta, qui, è la coerenza con il percorso artistico e umano del capostazione, e quella è rispettata alla lettera. I fan storici non si sentiranno traditi, anche senza lo sfogo della compilation vintage.

Quello che Zerovskij mette in scena è il loro Renato, eccessivo e trasgressivo, commosso e sincero anche nella più eclatanate delle finzioni. Zero ha l’intelligenza di circondarsi di professionisti di spessore, dal coreografo Bill Goodson all’Orchestra Filarmonica della Franciacorta diretta da Renato Serio al team di validi attori-cantanti su cui giganteggia Roberta Faccani nel doppio ruolo di Morte e Vita. In mezzo scorre Renato lungo una rotaia immaginaria e canta a squarciagola quelle melodie gonfie e struggenti che sono la sua cifra distintiva, quelle strofe piene fino all’orlo, tracimanti convinzione e indignazione, precise nel raggiungere come un dardo d’amore il bersaglio del genuino affetto che gli tributa il suo pubblico.

Voto: 3 / 5

Paola Casella, da “mymovies.it”

 

 

Un binario che si divide, una vetrata decorata e un capostazione: Zerovskij – Solo per amore si presenta così, una semplice stazione ferroviaria in realtà crocevia di vite, uomini, donne, amore, morte. Renato Zero decide di sperimentare ancora una volta, portando in scena un vero e proprio spettacolo, dove tutti gli elementi si fondono perfettamente, accompagnati dalla sua voce inconfondibile e potente.

Dare una definizione di Zerovskij – Solo per amore non è semplice: non è un concerto, non è un musical né una pièce teatrale, ma una vera e propria novità, senza nessun precedente. Una nuova forma di spettacolo, che si basa sull’unione di componenti diversi, come l’orchestra composta da 61 elementi, un coro di 30 voci, 12 ballerini e 7 attori. Tutto, compreso la semplice scenografia, contribuisce al racconto di una storia, la più antica del mondo: la storia dell’uomo.

L’essere umano è il protagonista indiscusso, con le sue debolezze, i suoi vizi ma anche virtù. Il suo passato è presente sul palco nelle figure di Adamo ed Eva, due fuggiaschi in cerca di un nuovo inizio, forse anche da separati, visti i tanti anni di convivenza. I sentimenti dell’essere umano e le sue condizioni sono umanizzate: Odio è un individuo furioso, vestito di verde e con un lungo serpente addosso, pronto a inveire contro chiunque; Amore, di rosso vestito, è costretto ormai sulla sedia a rotelle dopo anni di maltrattamenti da parte dell’uomo; Tempo invece, con i suoi lunghi baffi, ha sempre da ridire contro quei passeggeri della vita che perdono le occasioni importanti, mentre Morteè in cerca della sua prossima vittima. Sul palco però c’è spazio anche per il futuro dell’uomo, impersonato da Enne Enne, un giovane ragazzo abbandonato in stazione, che Zerovskij ha cresciuto. Un figlio di nessuno, alla continua ricerca di una famiglia, di un padre e soprattutto di se stesso.

Gli incontri e soprattutto gli scontri che avvengono in stazione tra tutti questi personaggi sono mediati da Zerovskij, il capostazione che, con il suo fischietto ma soprattutto la sua voce, cerca di mantenere l’ordine, di far riflettere e in qualche modo guidare ogni protagonista verso la sua strada. Renato Zero non parla mai dal vivo, o meglio le sue battute sono tutte registrate. Solo le canzoni sono eseguite live: un repertorio composto dai brani inediti del suo ultimo album, Zerovskij appunto, inseriti perfettamente per completare il racconto, per sottolineare i momenti importanti.

In Zerovskij – Solo per amore Renato Zero racconta l’attualità, nel suo modo unico e a tratti pungente

Zerovskij - Solo per amore, Cinematographe

Adamo ed Eva rappresentano l’uomo, con tutte le sue contraddizioni e difetti. E proprio attraverso i due primi figli di Dio, Renato Zero decide di portare in scena la condizione attuale dell’essere umano. Un uomo che lo stesso Dio vorrebbe disconoscere: la voce di Dio (interpretato da Pino Insegno) infatti apre lo spettacolo, condannando i suoi figli e definendoli il suo unico errore, la sua più grande delusione.

L’uomo è ormai interessato solo ai beni materiali, povera vittima dell’egoismo e dell’odio per gli altri. L’essere umano sembra destinato all’infelicità, in un mondo che lui stesso ha contribuito a rendere ostile. Punto centrale di Zerovskij – Solo per amore infatti è quello di affrontare con semplicità, chiarezza ma soprattutto sincerità i problemi della nostra società. L’abbandono è il tema del primo monologo di Enne Enne, orfano bianco come si definisce lui stesso, destinato a non avere un futuro; Odio invece elogia i falsi dei, tutti quei bisogni che oggi guidano l’uomo, come la ricerca del potere, del denaro, del gioco, del piacere carnale o l’abuso di droghe; non manca poi il terrorismo, con la partecipazione straordinaria di Gigi Proietti nei panni di un maldestro attentatore. Lui, che compare solo in video nei pressi di una stazione reale, è combattuto su ciò che deve fare: farsi esplodere o meno, darla vinta a coloro che lo hanno privato del lavoro, della famiglia, della felicità oppure continuare a vivere?

Nel portare in scena argomenti così importanti e delicati, due sono tuttavia i momenti meglio riusciti di tutto lo spettacolo. Eva, interpretata dall’attrice Alice Mistroni, racconta la condizione della donna, spesso martoriata dalla violenza dell’uomo, ridotta a semplice corpo da sfruttare e maltrattare. Con una frase semplice ma diretta, Eva sfoga tutta la sua rabbia nei confronti di Adamo, impersonando in quel momento tutte le donne vittime di violenza: “A proposito, sono piena di tatuaggi sul corpo e non solo: anche nell’anima … Ecco come ti sei divertito in tutto questo tempo…carogna!”. Sulle note di Un uomo da niente, Eva si spoglia dei costosi vestiti, mostrando un corpo martoriato dalle ferite, per poi cadere inerme a terra, mentre Adamo vigliacco scappa, dopo essersi reso conto di quello che ha fatto.

Dalla penombra invece compare Morte, con il suo lungo abito nero, per raccontare come a volte lei stessa possa essere inaspettatamente fonte di felicità. Con grazia e delicatezza, Renato Zero riesce con il suo spettacolo a parlare anche di eutanasia, portando il pubblico a riflettere su una questione sempre più presente nelle nostre vite: “È più malvagio togliere la vita a chi vuole vivere o negare la morte a chi vuole morire? Ci sono momenti in cui anche io sono desiderata, anelata, attesa come una liberazione“.

Renato Zero, il visionario: con Zerovskij  – Solo per amoreil cantante racconta il nostro mondo

Zerovskij - Solo per amore, Cinematographe

Zerovskij – Solo per amore colpisce in pieno lo spettatore, grazie a tutti gli elementi coinvolti. La semplicità della scenografia (un palco per metà occupato dall’orchestra, con un binario disegnato a terra) non deve ingannare: proprio grazie alla semplicità il capostazione Zerovskij, in realtà angelo mandato sulla Terra da Dio, riuscirà a dare una speranza all’uomo e a tutti i protagonisti del racconto. Sta a loro però impegnarsi per riuscire a raggiungere la felicità e a celebrare così la vita.

Iniziata il 1° luglio 2017, la tournée dello spettacolo è partita dal Centrale Live di Roma, per passare poi ai più grandi palchi italiani, come il Teatro del Silenzio di Lajatico, l’Arena di Verona e il Teatro Antico di Taormina. Dopo aver registrato il sold out in tutte le date, Zerovskij – Solo per amore è pronto per approdare al cinema: il film distribuito da Lucky Red, sarà nelle sale italiane come evento speciale il 19, 20 e 21 marzo.

Margherita Mustari, da “cinematographe.it”

 

 

 

Presso la Stazione Terra vanno e vengono i treni carichi di passeggeri con tutti i loro sogni, mentre l’altoparlante, che è solito proporre stravaganti spot pubblicitari, annuncia che proprio in quel luogo si aggirano due fuggiaschi, Adamo ed Eva. Da quel momento, iniziano a susseguirsi diversi personaggi che fanno della stazione il luogo privilegiato per confessare ai viaggiatori – e a loro stessi – paure, dubbi e ricordi: da Amore ad Odio, dalla Morte a Tempo. Zerovskij è il capostazione che dialoga con ognuno di loro fornendo il suo punto di vista; e proprio nella sua Stazione Terra ritrova Enne Enne, un ragazzo portato in salvo in quel luogo molti anni prima e che sembra aver perso la fiducia nel mondo.
Zerovskij-Solo per amore è un concerto musicale, ma non solo: esso è una forma d’arte a tutto tondo, un “teatro totale” come è stato più volte definito; il tour partito l’1 luglio 2017 da Roma è la cornice entro la quale si sviluppa il resto dello show, che coinvolge un’orchestra di 61 elementi diretti da Renato Serio, 30 coristi, 12 ballerini e i magnifici sette attori che inframezzano con il giusto ritmo i brani interpretati (magnificamente) dallo stesso Zero, e allo stesso tempo offrono allo spettatore, sia del concerto che del film, nuovi punti di vista su temi non sempre così scontati; si parte dai fuggiaschi Adamo ed Eva (Claudio Zanelli Alice Mistroni) che si presentano rispettivamente come un vigliacco e una martire da troppo tempo ferita dall’uomo e dalla vita, per proseguire con Amore (Cristian Ruiz) e Odio (Marco Stabile), i quali formano un’ambigua accoppiata: il primo si trascina su una sedia a rotelle nel suo bel completo rosso e risponde a comando alle richieste dei suoi utenti, mentre il secondo corteggia la platea quasi volesse vendersi in un sobrio abito verde corredato da un serpente, non a caso quintessenza della tentazione. O ancora, Tempo (Leandro Amato) e la sua curiosa barba che rimprovera ai passeggeri di aver perduto ogni punto di riferimento e Morte (Roberta Faccani) un po’ demotivata e alla ricerca di una vittima; il giovane Enne Enne (Luca Giacomelli Ferrarini) sembrerebbe la preda perfetta: con una convincente invettiva contro i genitori che rinnegano i figli ancor prima di metterli al mondo, rende ben in chiara la sua situazione di abbandono e di perenne vagabondare che altro non può portare che alla decisione di togliersi la vita; sarà il capostazione Zerovskij a dare al ragazzo la giusta spinta verso un futuro più roseo.
Durante i suoi 143 minuti di durata, Zerovskij-Solo per amore offre allo spettatore piacevoli soprese visive: la suggestiva visione aerea di Verona, forse ad indicare il punto di vista di Dio (a cui Pino Insegno dà voce) che vuole prendere le distanze dall’umanità corrotta e lontana dalla sua visione originaria; oppure all’interno dell’ Arena, dove si svolge lo spettacolo, che permette allo spettatore seduto in sala di essere immediatamente trasportato nell’atmosfera di quell’evento senza precedenti e di accomodarsi con l’eterogeneo pubblico che pochi cantanti della scena italiana possono permettersi di avere, e tra questi vi è proprio Renato Zero. Nel suo dialogo con i vari personaggi che popolano la Stazione Terra, il cantante  rimane paradossalmente in silenzio, gesticolando soltanto in concomitanza con le battute da lui registrate e riprodotte al momento giusto: volontà di condividere il suo palco con gli attori o semplice bisogno di riprendere fiato tra un brano e l’altro? Difficile a dirsi, ma un suo intervento recitato avrebbe sicuramente completato il suo personaggio. Nonostante ciò, Zerovskij-Solo per amore è un esperimento riuscito, capace di rompere ogni sorta di barriera tra il concerto classico, lo spettacolo teatrale e la pellicola cinematografica; lo spettatore viene rapito non solo da Zero e dalla sua capacità assoluta di intrattenere il pubblico di qualsiasi età, ma anche dalla giostra della vita incarnata dai sette personaggi, o meglio otto se si tiene conto della partecipazione di Gigi Proietti nel ruolo del “Barbone dinamitardo” che compare ad intervalli regolari sul maxischermo. Zerovskij-Solo per amore è distribuito da Lucky Red in associazione con 3 MARYS Entertainment e arriverà nelle nostre sale come evento speciale nei giorni 19-20-21 marzo.
Voto: 7 / 10
Anna Martignoni, da “awardstoday.it”
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