Gli incredibili 2

 

 

Inutile nasconderlo, la Pixar ha realizzato di nuovo il miglior film di supereroi in circolazione.

Si parte ancora una volta con un’intervista, come 14 anni fa. A rispondere alle domande non sono più i giovani mr. Incredible e Elastigirl, con i loro ideali e le speranze per il futuro che sarebbero state frustrate da famiglia, lavoro e società, ma un meno clamoroso interrogatorio, lo stesso significativo per il tema vero del film. Anche stavolta infatti l’azione, i pericoli e le lotte sono lo specchietto che riflette questioni riguardanti il ruolo nella famiglia dei due protagonisti, intenzionati a non mollare quel che sono per quel che la società vuole che siano, e disposti a tentare di rimettere in discussione i loro ruoli nel nucleo.

Stranamente questo sequel ambientato immediatamente dopo il precedente (vediamo cosa accade tra Violetta e il ragazzo che conosceva al termine del primo film) fa la pigra scelta di ricopiarne pedissequamente lo spunto: i supereroi sono ancora illegali e qualcuno promette a Elastigirl e mr. Incredible di tirarli fuori dalla routine “normale” e fargli fare quel che sanno fare meglio. Per giunta un loro fan, proprio come nel primo! La coppia ci ricascherà ma con conseguenze completamente diverse.

È l’unica leggerezza di un film invece sofisticato e complesso, nel quale è facile perdersi nei dettagli, nei due genitori che rievocano cose terribili come la loro casa che salta in aria ma tradiscono eccitazione e divertimento, nei vari gradi di disperazione di Violetta presa in una storia sentimentale acerba o nella dolce eterna insoddisfazione di Elastigirl che brama lavorare mentre sogna di stare a casa. Eppure Gli Incredibili 2 ha anche un cuore di granito, molto a fuoco e centrato sul ruolo dell’audiovisivo. Saranno i monitor l’arma del cattivo del film, l’ipnosi tramite schermo e, come sempre nella Pixar, la verità si scoprirà non nella realtà ma tramite un video (una costante di praticamente tutti i loro film). Ancora di più alla fine rimarrà il dubbio che la maniera in cui la tv (e il marketing dei protagonisti) ha raccontato gli eroi al resto del mondo non sia diversa dall’ipnosi del villain che convince la gente di quel che vuole.

Perché in questo film scritto e diretto dal solo Brad Bird (ormai l’unico rimasto a farlo alla Pixar, puro cinema d’autore di massa) c’è un cuore amarissimo, molto critico con la mania dei supereroi, che in un lungo discorso (tenuto furbescamente in secondo piano mentre Elastigirl è in cerca del nemico) mette in chiara correlazione l’ossessione per il supereroismo con un più grande desiderio di scarico di responsabilità. Non fare niente e guardare altri che fanno, diventare amebe immobili da schermo, la stessa identica prospettiva mostrata tramite gli umani del futuro di Wall-Eche appaltano tutto alle macchine come oggi sogniamo di appaltare ad altri (potentissimi) la soluzione di ogni problema.

Ovviamente Gli Incredibili 2 è anche un film dotato di un umorismo devastante e di immensa azione (nient’altro?) e pure quella è nuovamente curata, in linea con l’evoluzione del genere, sempre varia, ad altissimi livelli di coreografia, montaggio, inventiva e complessità (un nuovo score simile al primo si adatta perfettamente alla velocità e al ritmo). Aiuta molto il fatto che sia Elastigirl stavolta l’action hero, quindi un’altra idea di azione, meno fracassona e più dinamica. Del resto è proprio lei la vera protagonista di un film molto femminile (non c’era da aspettarsi altro), in cui tutti i personaggi rilevanti sono donne ma a differenza del resto dei film non somigliano a nessuna di quelle che ci vengono sempre raccontate. Che poi è la maniera migliore di fare politica: non dire cose ma metterle in pratica e dimostrare la complessità, la diversità e le possibilità di altre storie con altri protagonisti.

Questa è (di nuovo) la miglior Pixar: quella che non fa vedere qualcosa di mai visto in un cartone ma proprio qualcosa di mai visto in un film.

Gabriele Niola, da “badtaste.it”

 

 

Dopo aver agito di fronte a una minaccia, incurante delle leggi contro i supereroi, la famiglia Parr viene scaricata anche dal programma di protezione. Proprio quando Helen / Elastigirl e Bob / Mr. Incredibile si stanno rassegnando a una vita in fuga perenne, il magnate Winston Deavour e sua sorella Evelyn offrono una soluzione: una totale copertura mediatica per qualche impresa, onde riportare l’opinione pubblica ad amare i supereroi. Vogliono però Elastigirl perché meno dannosa, così Bob rimarrà a casa a badare a Violet, Flash e un sempre più incontenibile Jack-Jack.

Sarà anche banale scriverlo, ma l’idea di rivisitare un capolavoro dell’animazione contemporanea a 14 anni di distanza spaventa: con il primo Incredibili del 2004 Brad Bird, regista e unico sceneggiatore, aveva aggiunto il proprio tassello alla rivoluzione artistica Pixar, approfittandone per tessere un racconto a più letture pieno di intelligente humor, quando il genere supereroico al cinema non era ancora inflazionato. Sono cambiate tante cose: proporre i supereroi ha meno freschezza, la Pixar è seppellita dai sequel con occasionali gioielli come Coco, la rivoluzione animata Pixar si è allargata a macchia d’olio a tutta l’industria. Se abbiamo dato a Gli Incredibili 2 la valutazione che vedete in alto nella pagina, è perché il film a nostro modesto parere è sopravvissuto a queste circostanze potenzialmente avverse.

Basterebbe fermarsi a riflettere sui temi che Gli Incredibili 2 tocca. Come già accadde col primo, è difficile per lo spettatore parcheggiare in cervello in facili morali. Helen si trova presto minacciata da un villain che critica aspramente l’idea di affidarsi ai supereroi per la propria salvezza: Bird in sceneggiatura (della quale è ancora una volta autore) riesce abilmente a suggerire sottotraccia l’l’ossessione per l’uso personale di armi, negli Stati Uniti garantito per costituzione ma da sempre oggetto di forti critiche. Nulla di esplicito e predicatorio, però: l’argomento non è toccato con sermoni, e anzi le motivazioni del cattivo sono esposte con una certa dose di umana comprensione. Anche se Bird rimane legato, come avveniva d’altronde nel poco riuscito Tomorrowland, all’idea di una missione affidata a chi è più dotato della media, qui la espande con l’idea di un mentore.

Non si può ignorare che Winston Deavor sia di fatto una caricatura di Walt Disney senza baffi (e quelle iniziali sono ulteriore indizio). Il sogno e la fiducia nel fantastico sono prospettiva di serenità, però passano da uno sponsor della fantasia che sappia anche venderla. Vi sembra una morale ambigua? Certo, ma come si diceva Gli incredibili 2 riesce a smuovere la mente come il prototipo, alla ricerca di una fotografia della società e delle sue necessità. Riesce anche a farlo con un ricorso a uno humor irresistibile, che gronda un affetto contagioso per i personaggi (e di conseguenza per il pubblico). Il ribaltamento femministadell’equilibrio familiare, sempre tenero e garantito dal rispetto reciproco di Helen e Bob, aggiorna la formula quel che basta a non tradirla del tutto, rendendo i contenuti contemporanei e rendendo sempre più familiari questi “supereroi”. Una dimensione quotidiana facilitata dalla scelta di agganciare questo seguito direttamente al finale del precedente, senza i tipici scontati salti temporali. Era più difficile scrivere un seguito in queste condizioni: Bird ha scommesso e ha vinto.

E non poteva che vincere: i contenuti e il calore sono retti da una macchina cinematografica di sicurezza e professionalità spaventose. Con l’aiuto di tutto il team, Bird dirige ogni sequenza individuando senza colpo ferire il modo migliore di inquadrarla e illuminarla, di dirigere gli animatori, di montarla. Vale per ogni tipo di scena: per le tensioni familiari e per i raptus cartoon a corpo morto (due sequenze con Jack-Jack sono da antologia). Vale soprattutto per una manciata di sequenze d’azione che rischiano davvero di far impallidire analoghe dal vero. Non è un caso: nei cinecomic in live action l’essere umano deve prima o poi interagire con immagini virtuali, il fotomontaggio ci richiede un “salto della fede” per credere all’illusione. Bird, senza disperdere mai la tensione, sa che i personaggi animati vivono già naturalmente nel virtuale, e la posta per loro è altissima. Senza controfigure, senza forzature.

Potremmo atteggiarci a pignoli. Potremmo scrivere che un colpo di scena fondante è piuttosto telefonato (ma non del tutto). Potremmo anche scrivere che Gli incredibili 2 non può per forza di cose mostrare la freschezza del primo capitolo. La verità però è che, esclusi i Toy Story, Gli incredibili 2 ci è sembrato il miglior sequel Pixar di sempre, nonché uno dei seguiti più convinti, sinceri ed energici tra i tanti a cui ormai Hollywood ci sottopone. Fossero tutti così.

Voto: 4 / 5

Domenico Misciagna, da “comingsoon.it”

 

 

Raramente nella storia del cinema i sequel non fanno rimpiangere i prototipi. Sfugge a questa logica, ormai da tempo, la gloriosa Pixar. Sì, perché dopo aver continuamente superato se stessa con la saga di Toy Story, mette a segno un altro, incredibile “miracolo”, stavolta relativo alla più iconica famiglia di supereroi del grande schermo.

Quattordici anni dopo, infatti, Gli incredibili torna fedele all’originale ma anche rinnovato, nello spirito e nel corpo.

La fedeltà è facilmente rintracciabile nella struttura narrativa: in fondo, anche stavolta, i fili della vicenda sono mossi da un fan dei supereroi. Che sono ancora banditi dalla legge, ma che potrebbero tornare alla ribalta grazie ad un’astuta strategia di sdoganamento veicolata attraverso le nuove tecnologie.

Anche ora, però, qualcuno trama nell’ombra affinché i supereroi vengano riportati – definitivamente – nell’oblio.

Passando con disinvoltura da Ethan Hunt (Mission: Impossible – Protocollo fantasma) a Mr. Incredible, Brad Bird – anche grazie alle enormi conquiste tecniche raggiunte in questi tre lustri – amplifica notevolmente la componente action-spettacolare, ma ribalta la prospettiva rispetto al primo capitolo: stavolta viene scelta Helen (Elastigirl) come “donna sul campo”, con Bob che rimane a casa per badare ai figli.

A sorprendere, però, non è tanto questa scelta (apparentemente) rivoluzionaria benché assecondante lo spirito dei tempi, quanto la straordinaria parità d’importanza che viene data ad entrambi i livelli narrativi: Elastigirl è il supereroe ingaggiato come portavoce dei suoi simili per riportarli agli onori che meritano, Bob il supereroe chiamato a domare la quotidianità per quello che riguarda le esigenze dei tre figli, con il più piccolo, Jack-Jack, che finalmente darà libero sfogo ai suoi (finora taciuti, a parte il cliffhanger con cui si concludeva il primo film) stratosferici poteri.

È su questo fantastico equilibrio che Gli incredibili 2 trova il suo centro, che poi – a ben vedere – è il cuore stesso dell’ormai sterminata produzione Pixar: la famiglia. E lo fa sì insistendo sulla flessibilità dei ruoli, ma anche concentrandosi su quanto possa essere al contempo difficoltoso e gioioso essere genitori, e figli.

Poteri straordinari e straordinarietà delle cose di tutti i giorni (i compiti di matematica per l’irrequieto Dash, il primo appuntamento per la rinata, poi depressa, Violetta), alla fine l’obiettivo è sempre uno, per riscoprirsi più uniti che mai: dare il meglio di sé affinché il bene possa trovare sempre le soddisfazioni che merita. Anche a costo di dover fare nottata sui libri di tuo figlio per capire la matematica di oggi.

Voto: 4 / 5

Valerio Sammarco, da “cinematografo.it”

 

 

Parlare di film incredibile in relazione a Gli Incredibili 2 può sembrare una faciloneria. E ridurre il tutto ad una semplice parola sarebbe anche ingiusto, soprattutto perchè ci troviamo di fronte ad un film d’animazione pressoché perfetto, dalla storia ai ritmi, dalla regia e scrittura di Brad Bird maestosa e lineare al comparto visivo curato maniacalmente. La Pixar ha riproposto ancora una volta la famiglia Parr ben quattordici anni dopo l’esordio sul grande schermo, con un film che valse al regista l’Oscar per il miglior film d’animazione. Tante le tematiche toccate dal primo film, altrettante quelle che Bird mette in scena con questo suo Gli Incredibili 2.

I supereroi sono messi al bando dallo Stato e per ogni azione buona, i burocrati trovano sempre il lato negativo. Sono un peso per la società, un po’ come accadde nella saga di fumetti Civil War. O come capita da una vita agli X-Men. C’è però un filantropo miliardario che ha sempre creduto nella bontà delle azioni dei supereroi che decide di riabilitarli agli occhi della società, un passo alla volta. Ed a partire da Elastic Girl, madre di famiglia e supereroina allungabile. Questo miliardario, Winston Deavor, doppiato da Bob Odenkirk, vuole mostrare a tutti che dietro le azioni potenzialmente distruttive dei supereroi si cela una realtà caritatevole verso l’umanità intera. Elastic Girl è il prototipo perfetto per il suo nobile scopo. Il caso (o l’intreccio) vuole che ci sia il supercattivo di turno a dare qualche problema: l’Ipnotizzaschermi.

Il suo primo incontro coincide con una delle sequenze migliori de Gli Incredibili 2. Elastic Girl in sella ad una moto mentre insegue una monorotaia impazzita. Una scena adrenalinica mozzafiato e girata perfettamente, senza causare confusioni di alcun genere. Riprese ravvicinate e grandangolari che mostrano l’accuratezza maniacale con la quale è stato sviluppato questo meraviglioso film d’animazione e che giustifica un’attesa così lunga. Un’accuratezza che permette di vedere macchie d’acqua che si espandono sulla stoffa dei divani o quei fastidiosi ed irritanti peletti che fuoriescono dai maglioni di lana. Ogni minimo dettaglio non è lasciato al caso, anzi.

L’altro lato potente di Gli Incredibili 2 è legato proprio alla sua storia, dalla componente femminista gestita molto meglio rispetto che in cinecomics come l’incomprensibilmente elogiato Wonder Woman. Elastic Girl ha l’occasione di mettersi in mostra e di invertire i ruoli familiari stereotipati, costringendo suo malgrado Mr. Incredible a rimanere a casa e fare quei lavori considerati “da donna“, come ad esempio accudire il piccolo “perverso polimorfo” Jack Jack. Causa spoiler è difficile argomentare questa citazione freudiana ma un perchè c’è e sarà evidente a chi andrà a vedere questa piccola perla targata Pixar. Non da meno, il villain merita una menzione speciale, soprattutto per un monologo che rimanda inevitabilmente alla lucida follia del Joker di Ledger. E ancora il problema dell’adolescenza di Violet, la frustrazione familiare di chi è costretto a rimanere a casa per cause di forza maggiore. Dinamiche familiari comuni che coinvolgono anche le famiglie fuori dall’ordinario.

 

Come tutti i film Pixar, anche ne Gli Incredibili 2 c’è lo struggente cortometraggio d’apertura che meriterebbe una recensione dedicata a parte giacché insegue tematiche profondissime come quella del rapporto madre-figlio legato alla crescita di quest’ultimo.

Lorenzo Pietroletti, da “lascimmiapensa.com”

 

 

Mr Incredibile, Elastigirl e Siberius ci hanno provato a farsi riamare dalla gente, a dimostrare la propria utilità alle istituzioni, ma non c’è stato niente da fare: fuorilegge erano e fuorilegge rimangono. Non la pensa così, però, il magnate Winston Deavor, da sempre grandissimo fan dei Super, che intende perorare la loro causa e ha scelto Elastigirl come frontwoman per l’impresa. Convinto che il problema sia di percezione, grazie alle invenzioni della sorella Evelyn vuole dotare Helen di una telecamera per mostrare alla gente il suo punto di vista.

Elastigirl sale alla ribalta mentre Mr Incredibile siede in panchina, in attesa di tornare in azione, alle prese con le paturnie adolescenziali di Violetta, la matematica di Flash e i sorprendenti superpoteri del piccolo Jack Jack.

Il più strabiliante superpotere di Gli Incredibili 2 è quello di tenere incollati, far sorridere e far sghignazzare, intenerire e soddisfare, nonostante il primo film avesse già fatto tutto questo quattordici anni fa e lo avesse fatto meglio. La miscela è fatta di grandi réprise e di piccole novità, cui si aggiunge un citazionismo evidente ma non invadente, spesso interno al mondo Pixar.

L’azione riprende dove si era interrotta: i Super hanno avuto la loro occasione ma la sprecano, lasciando scappare Il Minatore (che fugge letteralmente fuori dal film, perché non se ne ha più traccia), lo spauracchio è ancora una volta quello di una vita normale, con un lavoro normale, ma un altro fan solletica la loro voglia di avventura e il loro desiderio di legittimazione. Un riccone che offre loro una villa à la Toni Stark (registicamente perfetta per le esplosioni di Jack Jack e le sue scorribande notturne oltre la grande vetrata), il cui padre (che assomiglia a Steven Spielberg) ha perso la vita senza mai smettere di “credere” nei supereroi e nella loro bontà. Ci sono cose a cui noi, invece, non crediamo fin dal primo momento, e questo è problema, ma l’originalità non è e non può più essere la priorità del film. C’è anche un nodo, il terrorismo ideologico di chi si oppone all’ipnosi collettiva e alla dittatura dei media, che resta solo abbozzato, ma altrove invece ci sono, a bilanciare il tutto, più sfumature relazionali, più ritmo, qualche ottima battuta e una lotta a quattro zampe in giardino che è spettacolo nello spettacolo.

Voto: 3,5 / 5

Marianna Cappi, da “mymovies.it”

 

 

Ancora più action, ancora più divertente, ancora più super. Dopo quattordici anni dalla loro prima apparizione, la famiglia di supereroi Disney Pixar torna a salvare il mondo del cinema grazie ai suoi irresistibili poteri. Brad Bird riprende gli amati personaggi creati nel 2004 e ne scrive e dirige le gesta inedite nell’ultimo film d’animazione Gli incredibili 2, riprendendo da dove i Parr ci avevano lasciato ed esplorando ancora quel binomio tra normalità e specialità che già aveva colto nel segno agli inizi degli anni Duemila. Nuove sfide casalinghe, nuovi villain da sconfiggere, nuovi valori da insegnare: Mr. Incredible, Elastigirl, Violetta, Flash e Jack-Jack non sanno il significato di tirarsi indietro, mostrando cosa sono in grado di fare rimanendo uniti. Un sequel che è esattamente come sarebbe dovuto essere: un film d’animazione ancora più incredibile.

Non è bastato salvare un’altra volta la città, come ai vecchi tempi, per permettere ai super di non essere più dei fuorilegge. Bob ed Helen, insieme ai loro figli, si ritrovano perciò a reprimere nuovamente la loro diversità. Almeno così sembrerebbe, se non fosse per Winston Deavor. Convinto sostenitore della causa dei supereroi e considerandoli un bene prezioso per il mondo intero, l’imprenditore si offre di contribuire alla ribalta della figura oramai emarginata dell’eroe, ripartendo da Elastigirl. Una prova che metterà in seria crisi sia l’indecisa Helen che il marito Bob, pronto a prendersi carico degli impegni domestici e a sostituire il ruolo della donna in casa. Ma un male troppo grande sta per abbattersi sulla città, tanto che servirà il supporto di più supereroi possibili.

Gli incredibili 2 – Ancora più action, ancora più divertimento, ancora più supergli incredibili 2 cinematographe.it

A volte nella vita bisogna fare esattamente il contrario di come ci si era prefissati di agire. Bisogna saper scegliere le proprie battaglie e bisogna trovare la maniera di metterle in atto, anche percorrendo il percorso opposto che avevamo deciso di intraprendere. Proprio come Elastigirl“Per aiutare la mia famiglia devo abbandonarla. Per cambiare la legge, infrangerla”. Ed è dall’infrazione della consuetudine che prende vita Gli incredibili 2, la stessa che aveva reso celebre il suo predecessore e che si prefissa l’obiettivo di superare le sue stesse premesse.

Se la prerogativa del film rimane quel “dare una mano” derivante dalle abilità dei personaggi, è il resto della realizzazione del prodotto d’animazione ad alzarsi ulteriormente, offrendo una prospettiva più movimentata e al contempo più esilarante. Non è tanto nella trama in sé che Gli incredibili 2 trova la sua componente “super”, ma è nell’aver aumentato il lato d’azione della pellicola animata permettendo alle scene d’inseguimento e di lotta di lasciar sbalordito lo spettatore, mentre cerca magari ancora di riprendersi da quella declinazione comica che il film ha affidato tutta sulle spalle del piccolo Jack-Jack. Protagonista di veri momenti esaltanti di divertimento puro, dopo il suo essersi già posto come punto centrale del corto animato a lui dedicato – dal titolo Jack-Jack Attack –, il fratellino minore della famiglia Parr è decisamente uno dei migliori esempi di supereroe che sia mai stato elaborato, conservando quella vena di tenerezza che gioca con le infinite capacità del bambino.

Gli incredibili 2 – Tra normalità e poteri, generi e ruoli gli incredibili 2 cinematographe

Dove la giustizia deve essere ristabilita e dove possedere una propria unicità significa saper contribuire alle faccende in casa di ogni giorno, Gli incredibili 2 non solo accentua la sua spettacolarità, ma continua il contrasto tra poteri e responsabilità genitoriali, presentandosi completo nel percorrere i suoi binari, diversi ma paralleli, che ridiscutono i ruoli di genere e contribuiscono ad abbattere i conservatorismi. L’incontro/scontro non si esplica più quindi soltanto sulla differenza tra chi ha dei poteri e chi non li ha, ma il film va ad effettuare un discorso sulle parti verso cui la società si sta dirigendo, dove un Mr. Incredible fa fare i compiti a uno dei suoi figli e ne mette a nanna un altro, mentre una Elastigirl ha l’opportunità di salvare il mondo.

Infilate le tutine rosse, indossate la maschera nera e unitevi agli incredibili per affrontare la loro seconda esperienza cinematografica, dove ciò che conta è sapere di poter fare del bene, che sia nel proprio quotidiano o a livello globale. Un lavoro da supereroi, ma che un giorno potrebbe farvi avere il vostro motivetto personale e il vostro costume su misura, modello Edna Mode.

Voto: 4,1 / 5

Martina Barone, da “cinematographe.it”

 

 

Era il 2004 e i supereroi non avevano ancora invaso le nostre sale cinematografiche. Al tempo, tutto ciò che avevamo era The PunisherBlade: Trinity, Spider-Man 2 e poco più, non esattamente la line-up cui ci hanno abituato negli ultimi anni. Tra questi, però, si inserì un prodotto nuovo, il primo film dei Pixar Animation Studios ad avere un intero cast di personaggi umani, Gli Incredibili. Il lungometraggio ebbe un enorme successo sia di pubblico che di critica vincendo persino due premi Oscar. Quattordici anni dopo siamo finalmente pronti a goderci il secondo capitolo del franchise. Presentato all’Edinburgh International Film FestivalGli Incredibili 2 è ancora una volta scritto e diretto da Brad Bird e uscirà nelle nostre sale il 19 settembre.

Pochi mesi dopo la sconfitta di Sindrome e mentre la famiglia Parr scende ancora nelle strade per lottare contro il crimine, i media insieme ad alcuni esponenti della politica strumentalizzano i danni che durante i combattimenti vengono arrecati alla città così da fomentare il loro odio contro i supereroi. La legge che li bandisce è infatti ancora in vigore ma il magnate Winston Deavor (nell’originale doppiato da Bob Odenkirk) ha tutti le intenzioni di portare avanti una campagna a favore del loro ritorno alla legalità. Volto ne sarà proprio Helen Parr (Holly Parr), aka Elastigirl, mentre il marito Bob (Craig T. Nelson) dovrà quindi rimanere a casa a tenere d’occhio i figli.

Se il primo film poteva forse rientrare in quella categoria di film d’animazione pensati più per un pubblico di bambini che non di adulti, le cose sembrano molto cambiate in questo secondo episodio. Certo, non si vuole dire che i più piccoli non possano apprezzare la pellicola, bensì che l’impianto più maturo della storia – ma soprattutto alcune scelte narrative decisive – potranno e saranno assai più apprezzate dagli adulti presenti in sala. Negli ultimi anni sia Disney che Pixar hanno, più o meno ostentatamente, cominciato a inserire delle modifiche a quelli che sono da sempre stati i topoi delle loro storie. Se in Ribelle – The Brave, ma anche in Frozen, si è deciso di mostrare delle protagoniste forti che non hanno più bisogno di un principe azzurro per sentirsi realizzate o trovare la felicità, in Gli Incredibili 2 la sovversione dei ruoli di genere che si registra è inaspettata quanto entusiasmante.

Quel che rende questo film un ottimo prodotto dal punto di vista della scrittura non è solamente una tale trovata progressista per cui si è finalmente deciso di mostrare che è possibile che una donna, dopo essere diventata madre, torni al proprio lavoro ma che, allo stesso tempo, un padre possa occuparsi di tutte quelle faccende domestiche che solitamente sono etichettate come femminili. Degne di nota sono infatti anche tutte le sottotrame che arricchiscono la narrazione e rendono Gli Incredibili 2 un prodotto sfaccettato e completo con una serie di personaggi assai riusciti e dalle individualità spiccate, sia dalla parte del bene che da quella del male.

Per quanto invece riguarda l’apparato tecnico, è indubbio che la maestria dei Pixar Studios raggiunga vette sempre più alte. Alla fluidità eccezionale anche del più piccolo dei movimenti, si affianca il lavoro certosino fatto per scolpire e animare i volti di tutti i personaggi che popolano lo schermo, senza ovviamente dimenticare le numerose ambientazioni che fanno da sfondo all’azione.

Con Gli Incredibili 2, Bird dimostra non solo di essere perfettamente in grado di gestire il secondo capitolo di un franchise – cosa non scontata in tempi di flop al botteghino – ma di avere tra le mani un prodotto ottimo che offre molte possibilità di sviluppo.

Serena Scateni, da “anonimacinefili.it”

 

 

 

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