CARAVAGGIO – L’ANIMA E IL SANGUE

 

Michelangelo Merisi è un artista intramontabile e controverso, i suoi capolavori hanno attraversato le epoche senza perdere bellezza e credibilità. La vita di Caravaggio viene riproposta in questo docufilm dall’alta risoluzione visiva: le opere d’arte, l’esistenza al limite della legalità.

Un viaggio, che si compie attraverso la voce narrante di Manuel Agnelli, fra genio e sregolatezza di una personalità tanto eclettica quanto tormentata.

Caravaggio è stato raccontato in tutte le maniere possibili, vista la malleabilità del suo vissuto e la forza del genio dirompente. Nel tempo sono stati realizzati molteplici formati su di lui: dalla fiction al documentario, passando per le analisi più tecniche e dettagliate. Caravaggio – L’anima e il sangue si presenta, invece, come un film d’arte: non un semplice documentario, né un comune lungometraggio. Si colloca a metà fra reportage e psyco drama, accompagnato da una buona dose di musica. La forza delle immagini è dirompente, non solo grazie ai lavori caravaggeschi, ma anche per merito del girato in 8K. La Magnitudo Film – con la collaborazione di Sky e Nexo Digital – è una delle prime produzioni, nel contesto italiano, a dotarsi della massima risoluzione per una visione sul grande schermo.

Il genio di Caravaggio mette tutti d’accordo, infatti questo progetto sarà trasmesso in più di 330 sale. 

Potenti mezzi messi a disposizione del racconto di un artista che, servendosi dell’immagine, è riuscito a ricavarsi il proprio posto nella storia e a raggiungere – faticosamente – l’immortalità artistica. Partendo da questa certezza, Manuel Agnelli fa rivivere con la sua voce Michelangelo Merisi: i suoi tormenti, le sue paure, il suo rapporto con il potere e con il successo.

Il sottotitolo di questo film è L’anima e il sangue: entrambi gli elementi vengono resi attraverso suggestioni ed espedienti narrativi. Si riesce a comprendere quanto Caravaggio non abbia mai del tutto superato la prematura perdita del padre, del nonno e dello zio; come abbia nel tempo accumulato più rabbia che serenità.

Al pari di un «Batman nostrano» – così l’ha definito il professor Claudio Strinati (storico dell’arte ed esperto di Caravaggio) – Merisi ha incanalato la sua tempra morale e la sua frustrazione nell’ingegno, alternando momenti vitali di buio e luce che venivano riproposti in ogni tela. L’artista nel suo errare – inteso sia come sbagliare (si è macchiato di alcuni delitti) sia come viaggiare (ha girato l’Italia in lungo e in largo alla ricerca di una pace interiore) – ha trovato la giusta tensione evolutiva che gli ha permesso di far emergere le più recondite emozioni in ogni lavoro. Anche per questo, le sue opere, spesso, erano motivo di scandalo. Caravaggio è stato quindi in perenne lotta tra l’affermazione e l’oblio, la fama e l’annientamento. Quasi incapace di godersi il successo, perché troppo distrutto per apprezzarlo sino in fondo. Un uomo che ha pagato tutto e restituito al mondo molto di più rispetto alle scelleratezze da lui commesse.

La narrazione del film si sviluppa su due livelli: quello della digressione artistica, con il racconto dei luoghi e delle opere dell’artista, e quello della metamorfosi umana, esplorata attraverso “scene fotografiche” evocative e simboliche che diventano metafore della condizione esistenziale dell’artista. Una serie di stimoli e riflessioni capaci di sorprendere persino chi non ha mai avuto interesse per l’arte, né tantomeno le competenze per comprenderla appieno: il genio di Caravaggio mette tutti d’accordo, infatti questo progetto sarà trasmesso in più di 330 sale. Un record assoluto per l’arte al cinema, che ormai si studia poco sui banchi di scuola ma che suscita curiosità nei musei e anche in sala.

Voto 5 / 5

Andrea Desideri, da “silenzioinsala.com”

 

 

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è stato uno dei più grandi pittori italiani e uno dei più famosi artisti al mondo. Animo tormentato ed eclettico genio, i suoi capolavori immortali sono esposti nei più grandi musei al mondo e sono stati fonte d’ispirazione per chiunque si sia avvicinato al mondo dell’arte dopo di lui.
A renderlo famoso sono stati i suoi dipinti a olio, in cui un uso innovativo della luce donava profondità e realismo ai soggetti, l’utilizzo di modelli scelti tra i ceti meno abbienti (famose le sue madonne raffigurate con il volto di famose prostitute dell’epoca) e il suo carattere a dir poco inquieto.
Queste tre caratteristiche hanno creato uno dei miti immortali dell’arte cinquecentesca, al cui talento la storia dell’arte successiva ha un notevole debito di riconoscenza.

Nei prossimi 19, 20 e 21 febbraio ci sarà la possibilità di avvicinarsi alla vita di Michelangelo Merisi e analizzarne le opere insieme ad alcuni dei massimi esperti del campo: grazie alla collaborazione tra SkyMagnitudo Film, Nexo Digital e svariati partner istituzionali (Mibact, Palazzo Reale e Comune di Milano e Vatican Media), il documentario verrà distribuito in oltre 330 sale in tutta Italia.

Partiamo proprio da quest’ultimo dato: in un momento storico in cui vengono letti pochissimi libri e gli accessi nei musei calano a vista d’occhio, è confortante scoprire che il film sarà distribuito in così tante sale da rappresentare un record assoluto per l’arte al cinema. Un modo in più per avvicinare il grande pubblico all’arte, alla cultura, alla Storia.

Il documentario ha il pregio di unire l’analisi delle opere del Caravaggio, fatta da tre personalità di spicco della storia dell’arte italiana (Claudio Strinati, Mina Gregori e Rossella Vodret) con la sua vita, raccontata sia attraverso documenti originali dell’epoca sia con testimonianze ripescate dagli archivi storici. A questi due aspetti si unisce una teatralizzazione dei moti dell’animo che caratterizzarono la vita dell’artista lombardo, grazie alla performance dell’attore Emanuele Marigliano e una drammatizzazione della voce dell’io interiore dell’uomo, che accompagna e sottolinea i passaggi più difficili della tormentata esistenza del Merisi e che si concretizza nella voce di Manuel Agnelli.

Il risultato è un giusto mix tra una lezione di storia dell’arte ed un avvincente documentario sull’avventuroso (e forzato) peregrinare di Michelangelo. Le due facce di questa medaglia hanno il pregio di incollare lo spettatore allo schermo e di tenere alta l’attenzione mentre vengono analizzate la Storia e i rapporti di potere della Roma del 1500, le influenze e la crescita artistica del talento lombardo e l’impatto delle vicende personali sulla poetica dell’artista. Non poco, se pensate che tutto è condensato in poco meno di due ore.

A supportare il racconto arriva la moderna tecnologia, con delle sorprendenti innovazioni in termini di ripresa delle immagini e relativa definizione.
Anche in questo il documentario rappresenta un punto di svolta sul tipo di lavorazione fatta in pre e post produzione: grazie a dei movimenti di camera virtuali con diverse focali, è stato possibile avvicinare moltissimo l’obiettivo alle tele, donando allo spettatore un punto di vista impossibile da raggiungere per l’occhio umano. Ci viene fornita, ad esempio, una percezione quasi tridimensionale delle opere, con il dettaglio della trama, delle pennellate e della tela, enfatizzando al contempo l’illuminazione che tanto ha caratterizzato le opere di Caravaggio. Il team grafico del Production and Creative Hubd di Sky ha aggiunto, proprio con questa finalità, luci e ombre capaci di svelare il quadro da prospettive e punti di vista inediti.

Dove non arriva l’innovazione tecnologica, si compensa con la bellezza dei luoghi e delle opere: il film, infatti, passa attraverso sei luoghi cardine per la vita del Merisi (Milano, Roma, Firenze, Napoli, la Sicilia e Malta) in un excursus emozionale che segue le vicende dell’uomo e le principali opere dell’artista, tra cui Canestra di frutta, Ragazzo morso da un ramarro, Giuditta e Oloferne, Davide con la testa di Golia o lo Scudo con la testa di Medusa. A completare il tutto, una rigorosa ricerca documentale che rende al meglio questo viaggio sulle tracce e dentro Caravaggio.

Infine, occorre segnalare che la voce dell’io interiore del pittore milanese, emotiva, evocativa ed intima – prestata per l’occasione da Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours – ci accompagna lungo tutto il percorso, sottolineando il moto continuo degli stati d’animo dell’artista e dandoci la possibilità di entrare ulteriormente in contatto con il suo lato più nascosto.

caravaggio anima sangue recensione

Verdetto:

Caravaggio – L’anima e il sangue è un ottimo prodotto culturale, capace di entusiasmare il neofita e di incuriosire l’appassionato: da un lato racconta la travagliata e turbolenta vita del pittore lombardo, dall’altro la mette in stretta relazione con le sue opere, analizzate grazie al contributo di alcuni tra i massimi esperti sul tema. Un’operazione portata avanti grazie alle eccellenti collaborazioni tra enti pubblici e produttori privati, in cui la passione per l’arte e la divulgazione di massa si unisce allo stato dell’arte delle tecnologie moderne e alla grande distribuzione cinematografica.

Voto: 8 / 10

Felice Garofalo, da “staynerd.com”

 

 

Luci e ombre. Quelle nella vita di Caravaggio e quelle nella sua arte. Michelangelo Merisi ha vissuto la sua vita nel tormento e nella consapevolezza di essere l’artista migliore del suo tempo, un visionario, uno sguardo che le generazioni future avrebbero osservato con meraviglia nei musei di tutto il mondo, da Galleria Borghese a Roma al Louvre di Parigi. E che splendore che è il nuovo film d’arte di Sky, Caravaggio – L’anima e il sangue, un viaggio nell’arte e nella vita – fuse assieme, parallele e similissime – dell’artista più cupo e luminoso della storia dell’arte italiana.

Dopo Firenze e gli Uffizi e Raffaello, il Principe delle ArtiSky e Magnitudo Filmpropongono un nuovo excursus storico e artistico, questa volta dedicato al pittore del sacro e del profano che, con la sua arte, ha influenzato le generazioni a venire. Non solo generazioni di altri pittori, ma generazioni di fotografi, registi, cultori dell’immagine, che nell’arte di proiettare ombre, di nascondere alla vista, hanno trovato il miglior modo per comunicare.

Caravaggio – l’Anima e il Sangue è un mix di arte liquida ed emozioni tattili, un film che sconvolge ogni tassello dell’essere

E quanto è cinematografico Caravaggio! Forse proprio per questo sembra che il regista Jesus Garces Lambert (con grande maestria) non abbia faticato a trasmettere sullo schermo quell’arte teatrale, che da sola riesce a dare spettacolo come poche altre. Caravaggio, nello sguardo, nella contrazione dei muscoli, trasmette l’azione, pur nell’immobilità della pittura, come tante volte nemmeno l’immagine in movimento riesce a fare. Il terrore negli occhi della sua Medusa (Scudo con testa di Medusa, 1597, Galleria degli Uffizi, Firenze) fa impallidire l’orrore di Hitchcock, Romero e Carpenter, maestri della paura, artisti del grande schermo.

Lambert – nelle ricostruzioni storiche – evita i volti, come se per la caratterizzazione dei suoi protagonisti non avesse bisogno del viso. Seguendo il percorso in precedenza tracciato dal direttore artistico Cosetta Lagani, il regista non cerca di imitare il Caravaggio, di creare una sua versione con un attore che gli somiglia, bensì di rappresentare la sua interiorità, i suoi sentimenti, attraverso l’interpretazione parallela dell’attore non professionista, ma estremamente evocativo, Emanuele Marigliano. Con uno spesso strato di pellicola trasparente sul viso capiamo la sua costrizione in una società soffocante, con le ferite sul suo corpo vediamo quelle interiori del Merisi, con un urlo muto nell’acqua sentiamo il tumulto del genio

Caravaggio – L’anima e il sangue, una delle prime produzioni in Italia realizzate in 8K (e l’ultra alta definizione si percepisce fino all’ultimo cono di luce), alterna la pittura alla quotidianità dell’artista, rappresentato da un uomo tormentato, che vive il dolore dell’arte e soffre dell’immobilità della vita. A prestare la voce a Caravaggio è Manuel Agnelli, cantante e frontman alternative rock degli Afterhours. Il film è una lezione di storia dell’arte affidata agli interventi di personalità di spicco dell’ambiente ed esperti della vita e delle opere di Caravaggio. L’esperienza del professor Claudio Strinati, storico dell’arte, è affiancata dalla professoressa Mina Gregori, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi e dalla dott.ssa Rossella Vodret, anche curatrice della mostra Dentro Caravaggio, a Palazzo Reale a Milano.

Grazie a Caravaggio – l’Anima e il Sangue l’arte diventa un evento da vivere al cinema

Caravaggio – l’Anima e il Sangue pone finalmente l’arte come un evento imperdibile da vivere al cinema, trascendendo il mezzo di comunicazione stesso e facendoci entrare, sprofondare nella pittura ancora fresca. Il Cinemascope 2:40 e le sue immagini allungate ci fanno quasi passare il dito sulle pennellate, ci fanno osservare da vicino le bollicine che emergono nel fiasco di vino del suo Bacco (1596-1597, Galleria degli Uffizi, Firenze) e l’espressione di pena sul viso del suo Davide che, come se fosse un trofeo, impugna per i capelli la testa di Golia (Davide con la testa di Golia, 1609-1610, Galleria Borghese, Roma).

Caravaggio - L'anima e il sangue Cinematographe

Il film d’arte debutterà nella sale il 1920 e 21 febbraio. È un’occasione di scoperta, ma anche per rivivere le opere più celebri (o meno) di Caravaggio. Come dei moderni Stendhal vi sentirete sopraffatti dalla bellezza e dallo sconvolgimento della sua arte e non potrete fare altro che osservare in silenzio la perfezione della pittura, l’insinuazione della santità sui visi delle prostitute e la più che mai terrena e blasfema sofferenza che il pittore è riuscito a insinuare anche e persino nel trapasso della sua vergine (Morte della Vergine, 1605-1606, Louvre, Parigi).

Voto: 4,1 / 5

Viola Barbisotti, da “cinematographe.it”

 

 

 

 

Una testa mozzata con un’espressione ancora viva di dolore, di terrore. Serpenti in movimento tutt’intorno, come corollario di un moto d’animo che non si placa mai. Lo “Scudo con testa di Medusa”, una delle opere più note di Caravaggio, oggi custodita alla Galleria degli Uffizi a Firenze, è sicuramente uno dei lavori più rappresentativi dell’artista, sia per lo stile, che per la tematica esistenziale rappresentata. Caravaggio l’Anima e il Sangue tratta anche di questo: di dolore, di incessante inquietudine, ma anche di un raro talento e di un giovane straordinario.

Michelangelo Merisi viene raccontato in questo documentario attraverso un duplice aspetto: quello – irresistibile per chi fa cinema – del personaggio tormentato, maledetto e l’altro – qui davvero prezioso – dello studio e osservazione delle opere attraverso riprese in alta risoluzione, che rivelano ogni dettaglio. Lo sguardo del regista si sofferma minuziosamente nell’esplorazione dei dettagli di capolavori più importanti del giovane artista.

Il documentario racconta i diversi passaggi della vita breve e intesa del Merisi. Il viaggio è un tema importante: il Caravaggio, sia per le commissioni da parte dei mecenati, che per scappare da una condanna e l’altra, gira l’Italia, da Milano e Roma, città che lo consacra maestro e pittore di fama grazie a due importanti realizzazioni: la Cappella Contarelli e la Cappella Cerasi. Capolavori in chiese barocche. Poi Napoli, la città più in aderenza con i gusti e lo stile di vita dell’artista: affascinante, caotica, colta, colorata; e poi a Malta, dove viene prima egregiamente accolto e poi arrestato e poi, ancora, a Napoli, suo rifugio.

La vita e le pene del maestro sono qui raccontate per la prima volta in maniera dettagliata grazie a documenti che il team ha scovato negli Archivi storici del nostro paese. Dal certificato di nascita, che lo afferma milanese e non di Caravaggio – come ha sempre sostenuto e per cui ha scelto il suo nome d’arte – presso l’Archivio Storico Diocesano di Milano, fino ai preziosissimi verbali dei processi e le denunce custodite nell’Archivio di Stato di Roma. Caravaggio ci viene dunque narrato in prima persona, dalla voce fuori campo del cantante degli Afterhours, Manuel Agnelli, attraverso una voce personale e non stereotipata, come personale e non stereotipata era la figura dell’artista cinquecentesco, e anche attraverso delle scene “contemporanee” interpretate dall’attore Emanuele Marigliano, che forzano la lettura registica, con immagini superflue e piuttosto barocche. Risulta infatti ridondante, quasi fastidiosa in certi punti, la messa in scena del tormento caravaggesco contemporaneo, che si fa perdonare solo grazie alle immagini e al racconto delle opere.

Voto: 3 / 5

Rossella Farinotti, da “mymovies.it”

 

 

 

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