Michelangelo – Amore e morte

 

Uomo dall’energia straripante, ossessionato dall’arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi, autore di capolavori come il David, la Pietà, Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio Universale, la Pietà Rondanini…

Scultore, pittore, architetto e poeta, l’artista nato a Caprese nel 1475 sarà il protagonista dell’ultimo docu-film, con eccezionali immagini in alta definizione, della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema. Michelangelo. Amore e morte propone infatti un viaggio cinematografico d’eccezione attraverso le opere, i musei e i luoghi fondamentali della vita del Buonarroti: Firenze naturalmente, e poi Roma e la Città del Vaticano.

Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l’eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l’incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell’epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione.

Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l’artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l’anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli Uffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell’artista.

da “mymovies.it”

Ancora una volta l’arte regala al grande schermo la straripante energia di uno dei suoi più illustri protagonisti, proponendo un viaggio cinematografico d’eccezione tra le opere, i luoghi, gli aneddoti di una delle figure più intense ed enigmatiche del Rinascimento.

L’esistenza tormentata e burrascosa di un sensuale, audace, passionale e appassionato Michelangelo è al centro dell’ultimo docu-film della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema, distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e Mymovies.it.
Michelangelo. Amore e morte, nelle sale il 19,20 e 21 giugno, oltre a celebrare l’illustre mano conosciuta in tutto il mondo per capolavori come il Mosé, la Pietà, la Cappella Medicea, la volta della Sistina, il David, il Giudizio Universale, porta lo spettatore nei luoghi del Buonarroti, Firenze, Roma e la Città del Vaticano.

Il docu-film, diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky, prende spunto dalla biografia del Vasari per ripercorrere i momenti più salienti della vita dell’artista, dall’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio all’incontro con Lorenzo il Magnifico nel giardino di San Marco fino alle relazioni con la straordinaria rosa di artisti fiorentini dell’epoca.

Il professore di anatomia Peter Abrahams spiega l’attento studio del corpo umano da parte dell’artista, mentre Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli invita a riflettere sul processo artistico di Michelangelo, che dalle cave di Carrara, da cui il Buonarroti attinge i suoi marmi, culmina nei grandi capolavori.

È un percorso in ascesa quello tracciato dal film attraverso eccezionali immagini in alta definizione, che dai rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia si snoda attraverso il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, fino ad introdurre lo spettatore ai grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli Uffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery.

Il genio del pittore, architetto e poeta ribelle di Caprese travalica i confini dell’Italia per approdare in Gran Bretagna e in Russia. È infatti con un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra, che il regista ci introduce nella Weston Cast Court per farci ammirare la copia in gesso del David, realizzata nel 1850 da Clemente Papi e destinata alla formazione degli studenti d’arte.
Michelangelo. Amore e morte schiude anche le porte dell’Ermitage dove è conservato Il ragazzo accovacciato, capolavoro in marmo attribuito a Michelangelo solo in epoca recente.

Tuttavia l’elemento più interessante della straordinaria trasposizione cinematografica del regista David Bickerstaff resta la possibilità offerta dal docu-film di conoscere i bronzi Rothschild – rappresentazione di due figure virili che cavalcano due pantere – custoditi al museo Fitzwilliam di Cambridge.
Le due sculture attribuite al maestro sarebbero infatti gli unici bronzi di Michelangelo sopravvissuti ai secoli.

Samantha De Martin, da “arte.it”

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