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Il viaggio di Norm

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Il viaggio di Norm di Trevor Wall è un film d’animazione sincero e divertente, adatto sia ai bambini che agli adulti. Il protagonista è un orso bianco molto particolare, che fatica a cacciare e ha il grande dono di saper comunicare con gli esseri umani. Questa qualità contraddistingueva anche il nonno di cui non si hanno notizie da molto tempo: c’è chi dice che si sia allontanato per completare la propria ricerca spirituale e chi vede nella sua assenza una dura battaglia contro un sistema marcio e corrotto che vorrebbe privare l’Artide, la patria dei nostri amici, del classico habitat incontaminato per costruire attrattive per gli esseri umani. Grande amico dell’orso Norman è Socrate, un gabbiano che in fatto di saggezza e discorsi privi di peli sulla lingua ricorda molto Zazu, la simpatica guida di Simba nel cartone del 1994, Il Re Leone. E questo non è il solo rimando al grande classico Disney, infatti anche la frase pronunciata dal papà di Norm: “Non addentrarti da quella parte dell’Artide. È un luogo proibito!” rimanda al monito di Mufasa al figlio Simba di non addentrarsi nei posti privi della luce del sole, come il cimitero degli elefanti.

Ma se nel Re Leone l’antagonista era un membro della famiglia, Scar, ne Il viaggio di Norm il cattivo è un arrivista agente immobiliare americano, il cui unico scopo è quello di accumulare soldi (non sempre in modo legale) e accrescere la propria fama e il proprio potere. Per riuscire nella sua impresa, il cattivo Mr Greene si avvale della talentuosa agente Vera, arrivata in Artide per girare uno spot pubblicitario che dovrebbe invogliare i ricchi americani ad interessarsi all’acquisto di lussuose e moderne case nell’Artico.
Come farà il nostro amico Norm a salvare la sua patria e a garantire un degno futuro alle nuove generazioni dell’Artico? Semplice: intraprende un viaggio verso New York e cerca di convincere gli esseri umani a mettersi una mano sulla coscienza e pensare ai rischi ambientali del loro piano.

Il viaggio di Norm: un simpatico orso polare che vuole salvare la sua casa

Se gli animali, primo tra tutti Norm, sembrano avere ben chiaro cosa fare, come raggiungere il loro obiettivo e salvare la propria casa, tutt’altro che coscienti risultano gli esseri umani, incapaci di distinguere un vero orso da un pupazzo usato in una pubblicità, e totalmente in balia delle trasmissioni tv e delle mosse di marketing del perfido Mr Greene. Un’umanità che non sa distinguere un prodotto televisivo studiato a tavolino dalla genuinità di un orso che prova a salvare la propria patria. Anche Vera, l’agente di Mr Greene, seppur brava nel suo lavoro e di buon animo, non è capace a distaccarsi dalle proposte del suo capo, di cui risulta essere vittima. L’unica persona capace di analizzare la realtà, e quindi di non esserne schiava, è Olympia, la figlia di Vera, bambina intelligente e grande studiosa. La bambina è l’unica che intuisce il piano dell’orso Norman e sarà lei ad aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo.

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Norm non arriva a New York da solo ma, come in tutti i film d’animazione che si rispettano, ha dei piccoli e simpatici aiutanti, i lemming, che creano un contrasto divertente con il grande orso bianco. Questo trio diverte sia piccoli che grandi, soprattutto nelle scene musicali in cui lo spettatore viene inserito all’interno di accattivanti brani pop, flash-mob per le vie di New York, simpatici balletti improvvisati nell’Artico per i turisti. Un altro elemento interessante del film, che lo inserisce perfettamente nella realtà odierna, è l’uso della tecnologia da parte degli umani (come il luccicante smartphone di Vera).

Un film d’animazione che tiene conto della contemporaneità oltre che dei valori di rispetto dell’ambiente, lotta per preservare il proprio territorio, la propria casa e la propria famiglia. È un film che unisce e diverte, fa ballare, ridere e ragionare. Il viaggio di Norm vi aspetta al cinema dal 4 febbraio distribuito da Notorius Pictures.

Laura Siracusano, da “cinematographe.it”

 

 

Il simpatico orso pasticcione Norm non è nato per la caccia. Se e quando riesce a catturare una foca, davanti ai suoi occhi imploranti, cede immediatamente, il che non lo rende molto popolare tra i suoi simili. Però è nato con un dono: è in grado di parlare con gli umani. Questo fa di lui l’unico in grado di salvare l’artico quando un imprenditore senza scrupoli decide di espandere le sue proprietà costruendo dei lotti abitativi sul ghiaccio. Tocca a lui quindi imbarcarsi alla volta di New York per far cambiare idea al costruttore e salvare al contempo anche il nonno scomparso da tempo.

Il viaggio di Norm è un piacevole viaggio alla scoperta del Polo Nord pensato e realizzato per i più piccoli. La storia, infatti, semplice e lineare, permette ai bambini in età prescolare di seguire con attenzione la trama, mentre la comicità in chiave slapstick disseminata per tutto il film diverte quelli in età scolare.

Anche se il film non può contare su un’animazione particolarmente fluida e accurata come quella delle grandi case animate come Pixar o Disney, ha dalla sua la profondità di alcune importanti tematiche come l’ecologia, l’importanza della preservazione del nostro ecosistema, il grave problema dello scioglimento dei ghiacci e dell’urbanizzazione incontrollata, oltre ad insegnare ai bambini di non dubitare mai delle proprie capacità. Ognuno infatti nasconde dentro di sé un dono che, se coltivato a dovere, permette di trovare il proprio posto nel mondo.

Trevor Wall, già regista della serie tv Sabrina vita da strega in CGI, per la realizzazione de Il viaggio di Norm si è ispirato e ha reso omaggio ad alcuni dei personaggi più iconici del cinema d’animazione, in particolare della DreamWorks: come gli occhioni imploranti tipici del Gatto con gli stivali o i tre lemmings che ricordano i Pinguini di Madagascar.

Karin Ebnet, da “movieforkids.it”

 

 

 

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