Minuscule

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In una pacifica radura una giovane coppia si appresta a fare un rilassante pic-nic. Improvvisamente la donna capisce di dover partorire e i due scappano frettolosamente in ospedale lasciando nel bosco i resti di cibo e alcuni oggetti portati per trascorrere la giornata. Tutti gli animali, attirati dall’allettante bottino si precipitano sul posto con l’intendo di accaparrarsi qualcosa. Una formichina nera si accorge di una scatola di zollette di zucchero lasciate incustodite e decide con l’aiuto del suo gruppo di trasportarle al formicaio. All’interno della latta si è nascosta una piccola coccinella, nel tentativo di scappare da alcune mosche dispettose dopo aver smarrito la sua famiglia. Tra la coccinella e la formica nasce una profonda amicizia: la prima aiuterà tutto il formicaio nella lotta contro le terribili e malefiche formiche rosse, interessate ad ottenere ad ogni costo lo zucchero. Dopo aver diretto un cortometraggio digitale costruito con animali computerizzati e paesaggi reali, Thomas Szabo e Hélène Giraud, hanno avuto l’opportunità di realizzare una serie tv sul mondo della natura intitolata “Minuscule – La vita privata degli insetti”, da cui tra ispirazione il film. La serie ebbe talmente tanto successo in Francia che fu addirittura rinnovata per una seconda serie. Gli animaletti creati dai due sceneggiatori sono l’emblema della società moderna: il loro modo di vivere rispecchia esattamente la vita dell’uomo, spesso opportunista e arrogante come le formiche rosse. Il film promuove il sentimento al giorno d’oggi bistrattato dell’amicizia (protagonista grazie alla rappresentazione del rapporto tra la coccinella e la formica), ma anche quello dell’aiuto reciproco, valore importantissimo per il mantenimento di una società giusta e vivibile. Altro tema di primaria importanza è quello del rispetto dell’ambiente e soprattutto dell’ecologia: ambientato completamente nella natura e con protagonisti solamente esseri appartenenti al mondo animale (in particolare a quello degli insetti), ha lo scopo di far comprendere meglio questo mondo, provando a farlo vivere in prima persona allo spettatore, nella speranza che comprendendolo, un giorno, riesca ad amarlo e rispettarlo di piu.

Liliana Pistorio, da “cinema4stelle.it”

 

Immaginatevi un meraviglioso prato corredato di alberi rigogliosi, fiorellini di campo e un ruscello cristallino a pochi passi. Stendete una coperta, chiudete gli occhi e concentratevi su l’acqua che scorre, il vento che accarezza le foglie e il canto delle cicale. Lasciatevi cullare dagli infiniti suoni della natura e pian piano, probabilmente, vi troverete beati tra le braccia di Morfeo.

Ora, continuiamo con il nostro sogno bucolico e ipotizziamo che al risveglio il mondo abbia tutta un’altra forma e vi sentiate piccini quanto una coccinella. La vostra sopravvivenza sarebbe a rischio! Tutto sarebbe improvvisamente troppo grande e potenzialmente letale: ai vostri occhietti gli insetti sembrerebbero dei MIG pronti a fare fuoco; passeggiare nel prato vi affaticherebbe quanto fare jogging nella foresta amazzonica; attraversare il ruscello equivarrebbe a sfidare la sorte quanto pretendere di fare il bagno sotto le cascate del Niagara; e trovarsi nel mirino di una colonia di formiche rosse equivarrebbe ad essere in trincea durante una delle tante rovinose battaglie della prima Guerra Mondiale.

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Il mondo è visto dal basso, in un attimo diventano importanti tutti quei dettagli che normalmente, nel quotidiano, non vediamo né notiamo. Una prospettiva inconsueta che ci fa calare nei panni dei più deboli, degli emarginati, degli invisibili. Ma anche una storia di amicizia che pone l’accento sull’importanza di valori come la fiducia e il rispetto, la comprensione e il supporto. L’influenza positiva di appartenere a un branco e di avere degli affetti su cui contare, sono alcuni dei principi che emergono sin dalle prime battute.

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L’opera è adatta a tutti: eterni sognatori, bimbi affezionati alla serie TV, curiosi cronici, persone che hanno la necessità di essere stupiti ad ogni ingresso in sala. La visione è quindi consigliata a genitori con o senza prole al seguito, a gente dalla mente elastica e agli immancabili fan della sindrome di Per Pan. Pronti a lasciarvi stupire?

Vissia Menza, da “masedomani.com”

 

Nata nella seconda metà degli anni 2000, la serie tv animata Minuscule ha mostrato subito un fascino e un carattere particolare. I suoi creatori Hélène Giraud (figlia di Moebius) e Thomas Szabo hanno puntato a ricreare, per usare le loro parole, haiku umoristici: fulminanti cortometraggi di quattro-cinque minuti, gli episodi raccontavano avventure di insetti ricreati in CGI, fotomontati su riprese dal vero. Senza dialoghi. Quando un simile materiale viene gonfiato e tradotto dai suoi autori per il grande schermo, in un lungometraggio di un’ora e mezza, non si può che temere il peggio. Quando il peggio non solo è sventato, ma genera un cartoon che per poco (e legittimamente) non ha ottenuto una nomination all’Oscar, ci si deve soltanto levare il cappello.

Minuscule – La valle delle formiche perdute è la storia di una coccinella appena nata, che perde di vista la sua famiglia a causa di mosche rissose, aggregandosi a una compagnia di formiche che cercano di portare al formicaio un prezioso bottino: una latta piena di zollette di zucchero, dimenticate in un picnic. Inseguite e poi assediate da pericolose formiche rosse, saranno salvate solo dalla creatività e dalla voglia di lottare proprio della piccola coccinella.

Forse si penserà a A Bug’s Life, e la morale di auto-aiuto e primato dell’intelligenza fa scattare il legame, ma Minuscule non potrebbe essere nello stile più diverso dal gusto dell’animazione americana. Per novanta minuti nessun personaggio pronuncia una sola parola: l’intera storia, decisamente più articolata degli haiku televisivi, dev’essere quindi narrata in altri modi, e in questa ricerca c’è l’essenza del cinema, che un esperimento così è pronto a rivelarvi.
Le animazioni, pur comiche, tentanto di non negare mai la reale anatomia degli insetti, con appena qualche licenza poetica in occhi grandi e spesso sbarrati in modo esilarante. Il sound-design fa esprimere tutti i protagonisti con buffissimi versi, e come nella serie tv propone effetti sonori metaforici, con improbabili potenti tonfi a ogni caduta, oppure clacson e motori che si elevano dalle autostrade del cielo, pullulanti di api, libellule e mosche.

Queste soluzioni, immerse nelle abbaglianti riprese realizzate sul massiccio dell’Ecrins e nelParco Nazionale di Mercantour, rileggono il reale con la fantasia, e fanno coesistere l’epica vicenda di finzione, condita di tocchi surreali e commentata da musiche trionfali di Hervé Lavandier, con il vero asse portante della poetica degli autori e del film: un costante inno alla vita che pulsa davvero nello scenario vivo. L’uomo non è il nemico. Il picnic è dimenticato perché la coppietta in gita aspetta un figlio e lei sta per partorire, e persino fiammiferi e auto alla fine avranno una loro utilità: si evitano così gli schemi ritriti del film ecologista, concentradosi su un microcosmo di tenera intelligenza, su una natura sognata come forte e resiliente. La coccinella è la vera eroina, perché a dispetto di tutto si adatta ad andare avanti con ciò che il destino le offre, in nome della pura sopravvivenza.
Vedere Minuscule è somministrare a se stessi una dose di sincerità e serenità.

Domenico Misciagna, da “comingsoon.it”

 

 

 

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