500x282xthe_forecaster_still-500x282.jpg.pagespeed.ic.rPSPWzaRUH

Il teorema della crisi

il-teorema-della-crisi
Diversamente dall’uomo davanti a lui, che consulta i tarocchi e gli ‘interpreta’ il domani, Martin Armstrong non ha bisogno di carte per leggere il futuro dell’economia mondiale. Economista e ‘mago’ della finanza, Armstrong ha messo a punto (più scientificamente) un modello previsionale per l’analisi di scenari economici. Un modello informatico, basato su una costante (il Pi geco) e sull’osservazione dei flussi monetari dei capitali finanziari su scala mondiale, che ha pronosticato il ‘lunedì nero’ del mercato statunitense nel 1987 e la crisi finanziaria russa del 1988, che stima ancora il crollo dell’euro il primo ottobre del 2015 e suggerisce agli investitori di “stare lontani dai titoli di stato europei”.
Protagonista del documentario di Marcus Vetter, Martin Armstrong sembra uscito dalle pagine sature di bruna e fumo di John le Carré. Presidente della Princeton Economics, società di prospettive e consulenze finanziarie fondata nel 1980, Armstrong si circonda di analisti esperti e insieme formano presto un dream team ‘ricercato’ per il loro valore all’inizio degli anni Novanta e per frode dall’FBI nel 1999, quando l’agenzia governativa irromperà nei loro uffici alla ricerca del codice del suo programma.
The Forecaster ricostruisce allora la parabola di un uomo che ha rifiutato l’esclusivo ‘invito’ delle banche newyorkesi, che speravano di manipolare i mercati mondiali applicando licenziosamente il suo genio. A ragione di questo e secondo le sue ragioni, Armstrong è stato accusato di frode per 3 miliardi e rinchiuso in prigione per dodici anni. Rilasciato nel settembre del 2011 senza aver mai rivelato il ‘codice’ per accedere al suo modello informatico, il nostro patteggia la propria libertà, si dichiara ‘in parte’ colpevole e torna ai suoi seminari e alle conferenze economiche mondiali, convinto davvero di avere la chiave per leggere e profetare le più grandi crisi contemporanee.
Costruito come un polar, The Forecaster ha note nere e introspettive che ben incarnano il dinamismo amorale del mondo della finanza, i cui capricci impattano la vita della gente comune e sempre impegnata a immaginare immaginarie teorie di complotto. Dietro uno sguardo algido e dentro un corpo da antagonista, magari russo e magari letale, Armstrong prova attraverso le parole, le teorie e le testimonianze frontali di familiari e collaboratori a insinuare la razionalità tra fantasmi e cospirazioni. Fin dall’incipit, che confronta un lettore di tarocchi con un consigliere finanziario, Vetter spinge il film e invita lo spettatore a un approccio logico per meglio visualizzare i cambiamenti che influenzano numerose decisioni nel mondo. Volto immobile, che può indurire o ammorbidire nel volgere di un attimo, Martin Armstrong secondo Marcus Vetter è un corpo eroico che si dà come vulnerabile, che si mette a rischio e mette a rischio la sua vita, che combatte e sopporta prepotenza e ingiustizia per amore della verità, della sua almeno. Innocente o colpevole, Armstrong è indubbiamente un personaggio carismatico e lungimirante, una figura emersa da un più complesso intreccio che comprende reali avvenimenti di ‘cronaca’ ed elaborazioni giornalistiche (o giudiziarie). Una ‘trama’ che lo ha imposto ed enfatizzato come incarnazione dell’oracolo. Un cavaliere scaltro che combatte per i destini del singolo contro il cinismo affaristico e finanziario che vorrebbe al contrario sovrastarlo.
Che susciti attrazione o rifiuto, fiducia o diffidenza, il forecaster di Vetter è un personaggio solitario, un innocente perseguitato che si pone contro un ‘gruppo’ e segue fino in fondo la sua logica e il suo modello, che calcola e prevede un preciso orizzonte temporale per la fine della moneta comune europea. Se è vero che ogni previsione va presa con prudenza, nondimeno i pronostici di Armstrong sono verosimili e il sistema finanziario europeo in una condizione critica di fragilità e di instabilità. Il problema più grande per l’economia mondiale resta per lui il legame strettissimo tra la finanza e la politica, che impedisce un’adeguata regolamentazione dell’attività finanziaria. La soluzione di Armstrong per risolvere la crisi del debito pubblico che attanaglia paesi come la Grecia è di conseguenza una ristrutturazione radicale del sistema economico. E in questo senso e al di là del percorso personale di Martin Armstrong, Vetter ci propone un vigilante romantico in cerca di redenzione e come rimedio al dilagare della ‘malavita’ (monetaria).

Marzia Gandolfi, da “mymovies.it”

 

Cercare di spiegare l’economia e la crisi economica in termini semplici, come fossimo bambini delle elementari (cosa che al cospetto dell’economia la maggior parte di noi è) non è mai impresa facile. Ci hanno già provato, Inside Job, The corporation, Capitalism, solo per citare i documentari più famosi. La materia tuttavia è ostica e i meccanismi che la governano ancora di più. Il problema non è tanto che un profano non ci capisca niente bensì la sensazione che anche i cosiddetti maghi della finanza non ci capiscano niente, perchè in fondo non c’è niente da capire. In tal senso un film come Margin Call è illuminante nell’instillare il dubbio che sia tutto casuale, che, ok, i numeri non sbagliano ma i numeri si possono interpretare a piacere. Un po’ come la legge, del resto! L’unico che sembra capirci tutto è Martin Armstrong, il forecaster del titolo. E’ lui il veggente che ha messo a punto un sistema capace di prevedere le crisi che periodicamente colpiscono i mercati e le ripercussioni politiche che ne conseguono. The forecaster, film documentario proiettato in anteprima al Biografilm festival di Bologna 2015, di Marcus Vetter e Karin Steinberger ne ripercorre la vita e il lavoro, dai primi successi, alla fama, all’accusa di frode, ai 7 anni passati in carcere fino alla liberazione e alla riabilitazione pubblica odierna. Ne seguiamo la vicenda umana e professionale attraverso la viva voce del protagonista che ci svela retroscena poco edificanti su governi e banche d’investimento. Insomma, nulla di nuovo o nulla che non ci potessimo immaginare. In realtà The forescaster non ci prova nemmeno a spiegare, si concentra sulla biografia di Armstrong e lascia sullo sfondo le problematiche macrofinanziarie, non appena si avventura più sul versante tecnico, la materia diventa subito nebulosa e non si spinge oltre. Alla fine sembra che tutte le frodi perpetrate dai più bassi fino ai massimi livelli, si riducano allo schema elementare meglio noto come schema Ponzi e che il celebre sistema ideato da Armstrong, su cui anche la Cia vorrebbe mettere le mani (ed è questa, secondo la teoria del film, il vero motivo dell’incarcerazione del protagonista, non certo la sua colpevolezza), non sia che una banale divisione basata sullo studio della storia che dà come risultato il periodo di tempo tra un collasso economico e l’altro. Come a un veggente dobbiamo credere, non capire. E proprio per questo un brivido corre lungo la schiena quando nel finale Armstrong predice il futuro dell’euro. Non siamo superstiziosi ma una mano è scivolata nella tasca.

Mirko Nottoli, da “cinema4stelle.it”

 

Sembra un film soprannaturale l’inizio de Il Teorema della Crisi – The Forecaster, con un uomo che legge i tarocchi. Ma ha ben poco di paranormale la storia di Martin Armstrong, genio della finanza anni 90 che – senza ausilio di carte magiche – prevede con spaventosa precisione il futuro dell’economia mondiale. Mago finanziario, Armstrong, ha creato un sistema informatico basato sulla costante del Pi Greco e sull’andamento dei flussi monetari mondiali capace di prevedere i periodi di crisi finanziaria come il lunedì nero del mercato Usa nel 1987  e la crisi finanziaria Russa del 1988 fino a teorizzareil crollo dell’Euro ad ottobre del 2015.

Marcus Vetter regista di questo documentario che somiglia molto di più ad un thriller, racconta in maniera esaustiva la vita – travagliata – di Marcus Armstrong, dalla creazione della sua compagnia la Princeton Economics, alla teorizzazione del modello che lo renderà uno dei più conosciuti analisti finanziari del mondo. Ma la vita di Arsmtrong è lontana dall’essere tutta rose e fiori, il suo sistema informatico fa gola a molti compreso ilGoverno degli Usa che non esiterà ad arrestarlo per una “presunta” frode fiscale di diversi milioni, un periodo nero che lo porterà a scontare ben 12 anni di carcere. Vetter racconta il processo attraverso gli occhi di quelli che l’hanno vissuto in prima persona oltre ad Armstrong, i suoi familiari, i suoi amici che difendono a spada tratta le gesta di un uomo che ha lavorato onestamente senza mai cadere negli intrighi di potere che lo hanno sempre circondato, purtroppo però la ragnatela è stata tesa a sua insaputa e la “trappola” è scattata. Che possa suscitare o meno fiducia  Martin Armstrong è un personaggio solitario e perseguitato che non rinuncia alla sua integrità anche se il “nemico” è molto più potente. Le sue previsioni sembrano essere veritiere e le prove sono tutte a sue favore, una crociata la sua che continua ancora oggi e che lo vede protagonista di numerose conferenze in giro per il mondo dove oltre a mostrare il suo teorema punta il dito contro lo stretto legame tra la finanza e politica, che impedisce un’adeguata regolamentazione dell’attività finanziaria.
Il Teorema della Crisi – The Forecaster ci presenta un eroe solitario, integerrimo e “vessato” che rimane comunque un anima pura, che poi sia innocente o colpevole questo non ci è dato saperlo o meglioMarcus Vetter non ci da il minimo dubbio, Martin Armstrong è un giusto messo “in croce” dal persecutore che è il governo degli Usa e questo basta a dare veridicità alla storia, poco importa se la controparte non viene interpellata – per dirla tutta si rifiuta di fornire anche un commento – e forse è proprio questo il difetto dell’ottimo lavoro di Vetter, per essere un docu-film il progetto manca, il più delle volte, di una sana dose di obiettività. È indubbio che la vicenda della Princeton Economics sia fuori dal comune e il personaggio di Armstrong sia dotato di fascino e carisma ma The Forecaster tende a “pendere dalle labbra” del suo protagonista senza mai, nemmeno per un attimo, provare a mettere in dubbio le dichiarazioni degli intervistati.

Lorenzo Colapietro, da “cinematographe.it”

 

Era il 1999 quando il giornalista e regista tedesco Marcus Vetter tentò per la prima volta di contattare Martin Armstrong, imprenditore, consulente bancario indipendente e visionario, che studiando la storia dell’economia mondiale è riuscito a formulare un modello informatico predittivo degli scenari economici.
Sulla base di tale modello, costruito su di una costante (Pi greco), Armstrong annunciò con stupefacente precisione il “lunedì nero” dell’autunno 1987, la caduta dell’indice Nikkei del 1989 e la crisi finanziaria russa del 1998. E proprio nel 1999 Armstrong, Presidente della Princeton Economics, fu accusato di frode per 3 miliardi di dollari da parte dell’FBI. Messo a soqquadro il suo ufficio per mano dell’agenzia governativa in cerca del prezioso codice, inizia per il protagonista del documentario di Marcus Vetter The Forecaster (Il Teorema della crisi) un vero e proprio calvario durato ben dodici anni. Dodici lunghi anni passati in prigione, senza essere mai stato condannato sulla base di prove concrete.

Facendo un passo indietro, scopriamo dal racconto del protagonista, una scabrosa storia di cupidigia, ricatti e poteri forti: dopo aver ricevuto la sedicente richiesta di entrare a far parte del club dei magnati delle banche newyorkesi, Armstrong rifiuta senza indugiare, impedendo che la sua scoperta agevolasse le manovre manipolatrici dei mercati mondiali. Durante gli anni passati dietro le sbarre Martin Armstrong non smetterà mai di studiare e perfezionare la sua scoperta, pur se continuamente vessato ed intimidito fino all’atroce reclusione nella cella d’isolamento. Un uomo moralmente distrutto, sull’orlo del suicidio e salvato dal suo stesso genio eticamente corretto, non rivelerà mai il suo codice, riuscendo a riconquistare la libertà sotto patteggiamento. Costretto a dichiararsi in parte colpevole, viene rilasciato nel settembre del 2011, nuovo anno zero dal quale riprenderà le redini della sua “missione”, tenendo seminari  e conferenze in giro per il mondo.

Il documentario faticosamente costruito da Marcus Vetter spalanca le porte su di una storia bigger then life, un microcosmo intimo; iniziato dalla passione giovanile per la numismatica da parte del protagonista, che segnato dalle tragiche conseguenze della sua scoperta, si ritrova ora faccia a faccia con un cartomante. Quei tarocchi adagiati sul tavolo, intesi quasi come terapia e insieme cura di jodorowskiana memoria, tracciano le voci di un racconto plurimo, perpetrato da amici e parenti che hanno seguito e sostenuto le imprese di un uomo lasciato solo e con in tasca le proprie convinzione, di fronte alla mostruosità del grande Leviatano. La perizia registica di Vetter è proporzionale alla ostinata ricerca della verità inseguita per anni, quando gli fu impedito di incontrare Armstrong, allora già incarcerato. Gli innumerevoli tentativi di udienza fino alla riuscita portano ad un’opera pregevole, dal contenuto urgente, confezionata senza alcun virtuosismo stilistico perché superfluo, giacché caricato da risvolti densi di significato. La forza di The Forecaster  sta proprio nell’improcrastinabile necessità di condivisione: che si idolatri o si condanni, la parabola esperienziale (dai connotati del thriller) di Armostrong, che ci avverte di una nuova, catastrofica ondata di crisi a partire dal 1 ottobre del 2015, risulta di pubblico interesse. Come se ci venisse consegnato il manuale d’uso di una bomba pronta ad esplodere.

Silvia Pellegrino, da “dazebaonews.it”

Condividi!

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Fondazione Gabbiano, in quanto ente religioso, non deve ottemperare a quanto disposto
dall'art. 9 comma 2 del D.L. 8 agosto 2013 n.91, convertito con Legge 7 ottobre 2013 n. 112.
Sviluppato da NextMovie Italia Blog