Il segreto dei suoi occhi


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Nell’America post undici settembre Ray (Chiwetel Ejiofor) e Jess (Julia Roberts), un’affiatata coppia di detective dell’FBI, collabora fianco a fianco dando la caccia a possibili terroristi infiltrati nelle moschee. A coordinare il loro lavoro come vice capo procuratore è chiamata Claire (Nicole Kidman), rampante avvocato. Una mattina di un giorno qualunque il loro mondo viene sconvolto dal ritrovamento di un corpo brutalmente trucidato e gettato nel cassonetto di un parcheggio vicino la moschea. Si tratta della giovane figlia di Jess, barbaramente uccisa. Tredici anni dopo Ray ha lasciato l’agenzia ma non ha mai smesso di dare la caccia all’assassino che ha distrutto la vita della sua collega e, come in uno spietato effetto domino, anche la sua e quella di Claire. Una nuova prova rimette tutto in movimento, rivelando agghiaccianti verità e dando vita ad un gioco distruttivo che potrebbero lasciare sul campo nessun vincitore, ma solo vittime.
Recensione: Come spesso accade quando si parla di remake di un film giudicato all’unanimità un capolavoro, un remake girato tra l’altro pochi anni dopo l’originale, si grida subito allo scandalo e si condanna l’opera a morte ancor prima di averla vista; non importa neanche che il regista del film originale abbia dato la sua benedizione e sia entrato nel progetto come produttore, i critici ci saranno sempre e comunque. Ad onor del vero Hollywood ha spesso snaturato e profanato opere splendide nello scellerato tentativo di renderle più appetibili per un pubblico vasto.

Questo non è accaduto con Il segreto dei suoi occhi, capolavoro argentino vincitore del premio Oscar come Miglior film straniero nel 2010, che torna in sala nel 2015 in questa versione americana rivista e diretta da Billy Ray. Ci sono diversi aggettivi che possono essere utili per definire questo film, primo fra tutti “struggente”, ma la verità è che qui parliamo di un assurdo pugno nello stomaco dai titoli di testa fino a quelli di coda, un’indagine sul male che non lascia speranze e provoca diverse vittime lungo la strada. Fin dove siamo pronti a spingerci per vendicarci? Esistono situazioni in cui anche i limiti della morale svaniscono? Guardando il devastante dolore di Jess quando abbraccia il corpo senza vita della figlia la risposta sembra fin troppo semplice e chiara.

Il regista Ray rimette mano alla storia originale evitando il sotto testo storico ma lasciando quello più fortemente politico, la grande influenza della paranoia subito dopo gli attacchi alle torri gemelle che poteva portare ad insabbiare anche il più crudele dei delitti pur di proteggere il bene comune. I poteri forti dell’opera argentina qui sono quelli dell’agenzia che ostacolano in modo disgustoso le indagini di Ray perché potrebbero compromettere la possibilità di arrestare presunti terroristi; più Ray scava più le sue stesse indagini trascinano lui, Jess e Claire a fondo. Claire, ambiziosa e ligia al dovere, si ritrova travolta dal fascino di Ray e si lascia coinvolgere fino al punto di non ritorno. Jess, disperata ma lucida, segue a distanza le indagini mettendo ancora più pressione al team di Ray. Il tema della vendetta è qui espresso in tutta la sua potenza distruttiva e non potrà non aiutare gli spettatori ad immedesimarsi con i protagonisti.

Tra tutti gli attori che hanno accettato di recitare in questo film dobbiamo spendere alcune parole su Julia Roberts, ormai avviata da anni su una strada costellata di prodotti di qualità. La Roberts è semplicemente perfetta nell’interpretare questa donna sfigurata dal dolore, nei suoi occhi è sempre viva una fiamma, lo scintillio terrificante della lucida follia e della disperazione, un mix esplosivo che la sua Jess mantiene sopito ma sempre in superficie. La sua prima scena dopo il salto in avanti di tredici anni stupisce per la capacità dell’attrice di mostrare un volto trasformato non dal passare degli anni ma dal buio che ha dentro. La Kidman a differenza della Roberts può ancora mostrare la sua travolgente bellezza ma la sua algida presenza è protagonista di almeno un paio di scene scioccanti e molto dure, prima tra tutte un memorabile interrogatorio ai limiti del disturbante. Infine il validoEjiofor, un solido e affascinante Ray, sconterà sicuramente il paragone con il memorabile attore protagonista dell’originale ma la sua prova è convincente e spetta soprattutto al suo personaggio mostrare quale può essere il carico morale di alcune scelte e le conseguenze sul nostro spirito.

Il segreto dei suoi occhi è un viaggio nelle tenebre che si annidano dentro ognuno di noi, un viaggio purtroppo senza scampo perché una volta che ci si perde nell’oscurità non rimane altro che brancolare alla cieca, cercando anime affini con le quali ricomporre i cocci di una vita in frantumi. Doloroso dunque, ma consigliato a tutti perché una volta usciti dalla sala non potrete fare altro che riflettere ed è questo il fine più alto che ogni opera dovrebbe inseguire.

Emiliano Longobardi, da “taxidrivers.it”

 

 

Il segreto dei suoi occhi (titolo originale:Secret in their eyes) è il remake dell’omonimo film argentino che valse il premio Oscar nel 2010 come miglior film straniero al lavoro diretto da Juan José Campanella. Questa volta la regia è stata affidata a Billy Ray, noto al grande pubblico per il suo lavoro di sceneggiatore in Hunger Games (2012) e Captain Phillips – Attacco in mare aperto (2013). Il film vanta un cast d’eccezione con le due attrici premio OscarNicole Kidman e Julia Roberts e il candidato all’ambita statuetta Chiwetel Ejiofor, protagonista di 12 anni schiavo.

Il remake, seppur mantenendo i fatti salienti della storia, si distacca da alcune tematiche e ne aggiunge di nuove: come nel film del 2009, i fatti vengono raccontati in due fasce temporali distinte, proponendo l’evento scatenante e le conseguenze prossime del delitto accompagnate dagli ultimi eventi accaduti ben 13 anni dopo. I protagonisti della storia sono tre detective in carriera: Ray (Chiwetel Ejiofor), Jess (Julia Roberts) e Claire (Nicole Kidman). Sono colleghi, amici e amanti non confessati.

Quello che sembra un banale giorno di routine si trasforma ben presto nel giorno che unirà per sempre i destini dei tre protagonisti: una giovane ragazza viene trovata senza vita all’interno di un cassonetto della spazzatura. Ray è il primo ad avvicinarsi al luogo del delitto ed è colui che rivela a Jess l’identità della ragazza: è sua figlia. Il dolore della madre, le tante domande che non trovano risposta, il senso di solitudine portano Jess a trasferirsi lontano dalla casa in cui ha vissuto con la figlia, lontano dalla città in cui i ricordi della figlia prendono vita ogni singolo minuto. L’elaborazione del lutto la porta a prendere casa appena fuori città, in un posto isolato dove il silenzio lascia spazio al dolore, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e l’uomo colpevole di stupro e omicidio possa trovare la giusta condanna.

Sono passati tredici anni e Roy, allontanatosi dalla città circa dodici anni prima, si ripresenta da Claire e Jess. Le due donne lavorano ancora insieme e hanno raggiunto posti di prestigio nel loro ambiente. L’apparente tranquillità viene sconvolta dalla notizia che Roy, a distanza di molti anni, ha una nuova pista che ritiene possa finalmente mettere fine alla vicenda. Ma una volta riaperta la voglia di giustizia, si scopre che il caso nasconde molto di più. C’è un segreto che si cela dietro agli atti dei protagonisti.

Il segreto dei suoi occhi: una madre in bilico tra giustizia e vendetta
Il segreto dei suoi occhi è un thriller drammatico che intreccia passato e presente ed esplora il confine tra giustizia e vendetta con l’intensità che solo un cast come questo sa trasmettere: la posata e determinata lavoratrice Claire, interpretata da Nicole Kidman, trova il suo opposto nella stanca e tormentata Jess (Julia Roberts), piena di un dolore troppo grande da sopportare. Chiude il trio Chiwetel Ejiofor con un’interpretazione convincente in cui il senso di colpa diviene il motore d’azione di Ray.
La sete di verità, la vendetta, il dolore, la solitudine di un peso portato dentro il cuore da troppi anni, il senso di colpa per ciò che si sarebbe potuto fare e che non si è fatto. Sono questi i temi portati in scena dal film, che gioca anche sulla forza delle nostre passioni. È proprio Jess a pronunciare queste parole: “Un uomo non abbandona mai la propria passione”.

Fino a che punto siamo disposti a spingerci per vendicare una terribile ingiustizia? È questa la domanda centrale de Il segreto dei suoi occhi, al cinema in anteprima mondiale da giovedì 12 novembre, distribuito da Good Films.

Laura Siracusano, da “cinematographe.it”

 

 

Sono passati 13 anni, ma l’ex agente dell’FBI Ray è ancora ossessionato dall’omicidio della figlia della sua collega e amica Jess. Subito dopo il fatto era riuscito a risalire e a prendere il colpevole, Marzin, che però era stato rilasciato perché era l’informatore di un agente all’interno di un’indagine per la cattura di una cellula terroristica dormiente a Los Angeles. A distanza di anni molte cose sono rimaste in sospeso: sia il caso che ufficialmente è stato chiuso senza un colpevole, sia la storia d’amore fra Ray e la collega Claire. Convinto di aver finalmente ritrovato Marzin, Ray torna in città, ma si dovrà confrontare con entrambe le questioni.

Il segreto dei suoi occhi, scritto e diretto da Billy Ray, è il remake americano del film argentino premio Oscar nel 2010 El Secreto de sus Ojos di Juan José Campanella, un successo che era quasi impossibile che qualcuno si lasciasse scappare, rinunciando a crearne una nuova versione.

La storia, rispetto all’originale, cambia diversi elementi, a partire da tempo e luogo: qui ci troviamo a Los Angeles all’indomani dell’attacco delle Torri Gemelli, un attentato che ha subito creato mobilitazione e allarmismo soprattutto negli Usa. Il segreto dei tuoi occhi mostra come la lotta al terrorismo abbia fatto passare in secondo piano tutto il resto, generando un diffuso fanatismo. Gli avvenimenti dell’11 settembre hanno reso possibile “americanizzare” la storia. Ma il film indaga soprattutto le ossessioni: ci sono quelle del colpevole nel suo “doppio personaggio”, che spaziano dalla violenza, al furto di auto, dai cavalli al football, ma anche quella di Jess nel rendere giustizia a sua figlia, così come quella di Ray nella ricerca dell’omicida.

Il segreto dei suoi occhi ha il merito di tenere alta la tensione e far sussultare diverse volte lo spettatore sulla poltrona; la regia si alterna perfettamente tra primi piani che indagano con ricercatezza l’aspetto più intimo dei personaggi e scene più movimentate che regalano momenti di azione e adrenalina, come la riuscitissima scena della cattura allo stadio. Inoltre c’è una perfetta fusione tra tempo passato e presente, che rende la narrazione molto fluida e continua.

Il cast si conferma all’altezza: un elogio a Julia Roberts, resa più brutta e sciatta per l’occasione (“Sembri invecchiata di un milione di anni”), e che sa regalare un’interpretazione con cui riesce a trasmettere il dolore della perdita e la disperazione di una madre che deve affrontare uno strazio come quello di trovarsi casualmente sulla scena del crimine dell’omicidio della figlia, vedendo la giustizia fallire davanti ai suoi occhi per mano dei suoi stessi capi e colleghi. Grazie al suo personaggio si crea una forte empatia con lo spettatore. È seguita a ruota dal bravissimo e lanciatissimo Chiwetel Ejiofor. E poi c’è Nicole Kidman, che riesce ad emergere con abilità in diversi momenti, come nella scena dell’interrogatorio.

I colpi di scena si susseguono, lo spettatore così come tutti i personaggi, è portato a seguire delle piste che per quanto probabili si rivelano essere sbagliate, fino all’incredibile finale. Perché Jess aveva un solo grande bisogno: “Giustizia, lo devo a mia figlia”. E allora ecco che il film ritorna agli interrogativi che già il libro e la pellicola di Campanella avevano posto prima di esso: per quanto immenso possa essere il dolore provocato da una perdita e anche se chi dovrebbe garantire il rispetto delle leggi abbandona la legalità per interessi, è davvero giusto farsi giustizia da soli?

Eleonora Materazzo, da “filmforlife.org”

 

 

 

 

 

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