Francesco da Buenos Aires

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Il film, girato da Miguel Rodriguez Arias e Fulvio Iannucci, narra la vita di Papa Francesco dall’infanzia all’età adulta, da quando era arcivescovo a Buenos Aires fino all’elezione al Soglio Pontificio, toccando i punti nevralgici e più complessi della sua vicenda umana, religiosa e civile, in particolare le tante persone che ha salvato durante la dittatura argentina. La pellicola narra la vita di un uomo dall’ineguagliabile capacità di stare sempre al fianco del popolo, di un cristiano al servizio dei poveri e dei più deboli, che ha fatto della lotta alla discriminazione la sua missione umana. Realizzato attraverso un’attenta ricerca e selezione di materiali d’archivio e filmati inediti girati tra Città del Vaticano, Roma, Buenos Aires, Chiusi della Verna e Assisi, il documentario mette in luce non solo la personalità carismatica e al tempo stesso profondamente umana di Bergoglio, ma anche la sua determinazione nel voler rinnovare gli aspetti più obsoleti dell’istituzione ecclesiastica, e la sua ferrea volontà di combattere tutte le forme di corruzione.
da “mymovies.it”

Primo “film” dei molti in lavorazione dedicati al Papa sudamericano, il documentario di Rodriguez Arias e Iannucci ha l’ambizione di raccontare in parallelo le novità portate nella Chiesa da Jorge Bergoglio e i passaggi fondamentali della vita del futuro Papa. Per farlo raduna un gruppo di “testimoni autorevoli”: la sorella Elena, un’amica d’infanzia e un compagno di scuola, e poi sacerdoti che hanno avuto a che fare con lui negli anni della dittatura in Argentina, docenti e collaboratori, rappresentanti di altre religioni nonché gli autori di alcuni dei più noti volumi dedicati al Pontefice. Ognuno di loro, oltre ai fatti rievocati (siano essi piccoli episodi familiari o interventi pubblici più o meno controversi) restituisce un’impressione personale di Bergoglio come a tentare di comporre un ritratto complessivo in cui prevalgono i tratti dell’attenzione ai più poveri e la difesa coraggiosa dei deboli.
Un percorso nel segno della continuità che vuole essere un tentativo di collegare l’uomo che molti hanno cominciato a conoscere solo dal marzo scorso con il gesuita, poi arcivescovo e cardinale che in Argentina e in tutto il Sud America ha conquistato l’attenzione di credenti e non con la sua semplicità e la sua capacità di accostarsi a tutti. Non a caso il documentario inizia e finisce ad Assisi, e in particolare presso il santuario della Verna, per rievocare lo spirito francescano che diventa in qualche modo chiave di lettura dell’azione di Bergoglio anche in merito al rinnovamento della Chiesa.
Nel documentario si ritrovano molte delle immagini che hanno percorso il piccolo schermo negli ultimi mesi, oltre ad alcune meno note (come quelle che riguardano la testimonianza di Bergoglio nel 2010 al processo contro la giunta militare, ma anche le sue prediche in strada contro i trafficanti di esseri umani), in un collage che non sempre riesce ad essere egualmente efficace e suggestivo, patendo di una certa ripetitività e di accostamenti non sempre fluidi. È un lavoro che in ogni caso vive soprattutto del carisma del suo protagonista, che continua a suscitare entusiasmo e curiosità nella gente a cui certo non dispiacerà sentire per l’ennesima volta il racconto dell’elezione o le “gesta” del Bergoglio “segreto” negli anni della dittatura.
Luisa Cotta Ramosino, da “sentieridelcinema.it”

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