Two mothers

205717

Un’amicizia viscerale, compatta, intoccabile quella tra Roz (Robin Wright) e Lil (Naomi Watts). Un’amicizia che dura forte sin dall’età infantile. Questo sentimento così cementato nel tempo non è stato scalfito durante tutti i cambiamenti avvenuti nelle vite delle due donne, come i matrimoni e la nascita dei due rispettivi figli: Jan (Xavier Samuel) figlio di Lil e Tom (James Frecheville), figlio di Roz. Può succedere che un fluido emozionale così piacevole ed incontrollabile racchiuda dimensioni vitali, affetti e comportamenti rendendo in districabili le esistenze di due persone, come succede per Lil e Roz? E’ appunto la tesi che Anne Fontaine vuole dimostrare nel suo ultimo lavoro di regia, “Two Mothers”. Un’idea tratta dal racconto di Doris Lessing, “Two mathers” ambienta un racconto di forte impatto emotivo e sentimentale in un paradiso meraviglioso, una baia coccolata da un mare azzurro ed impetuoso, lontana da occhi indiscreti, luogo sacro per dar vita a relazioni potenti, sigillate dagli amplessi delle due madri con i rispettivi figli dell’una e dell’altra. Le relazioni tra Roz e Jan e quella tra Lil e Tom, chiudono un cerchio vitale nella bellezza di un rapporto perverso, realizzando così un inespresso desiderio omosessuale tra le due donne attraverso i propri figli, desiderio che probabilmente sottintende anche l’amicizia tra i due ragazzi. Un quartetto destinato a restare voluttuosamente avvinghiato ad una forza oscena ma terribilmente estasiante ed appagante. Anne Fontaine osa oltre l’immaginario, riesce a comporre un mosaico perfetto di forze emotive, quasi animalesche che si nutrono dell’incanto sfrenato del potere che ognuno ha sull’altro. Magica la scena del primo bacio tra Roz e Jan, un istante interminabile, scandito da pause sapienti, un mondo conquistato di desideri, impulsi a ritrarsi, sgomento ed infine il piacere. La tempesta emotiva coglie Lil e Tom al mattino, quando ad un gesto di Tom che la notte era scivolato nel suo letto, Lil si lascia trasportare dal desiderio del rapporto fisico. Queste due donne fanno tutto su una linea formalmente trasgressiva, immorale, non direttamente tra loro, ma attraverso il rapporto fisico con i loro rispettivi figli. Anne Fontaine riesce a tutto tondo a raccontare il suo cinema, che predilige la trasgressione (“Nettoyage à sec” e Nathalie”), storie d’amore anomale, ambigue, ma coraggiose, storie che alla fine riescono a caratterizzare molto bene personaggi anche illuminanti. Con “Two Mothers” la cineasta coglie il senso dell’incesto traslato, sottile, travalicando il proibito, ma tesse tutto il legame del quartetto nel sordido piacere immorale. Un film sensualmente composto ed emozionante, con un’ottima sceneggiatura scritta a quattro mani da Anne Fontaine e Christopher Hampton, un’interpretazione di Robin Wright straordinaria, perfettamente sublime nella parte di Roz.
Rosalinda Gaudiano, da “cinema4stelle.it”

Australia. Roz e Lil sono amiche sin da quando erano bambine. Si sono poi sposate ed hanno avuto due figli, Tom e Ian. Lil è rimasta presto vedova avendo però sempre accanto a sostenerla la famiglia di Roz. I due bambini, col passare degli anni, sono divenuti due splendidi ragazzi. Il marito di Roz si vede offrire un ottimo lavoro a Sidney dove finisce con lo stabilirsi facendo ogni tanto ritorno a casa. Nel frattempo accade qualcosa di molto particolare: Tom e Ian iniziano una relazione l’uno con la madre dell’altro.
Anne Fontaine si è ormai (a buon diritto) costruita una collocazione precisa all’interno del complesso cinema francese. Se François Ozon ama analizzare l’ambiguità e la sottile perversione delle dinamiche sessuali e Christophe Honoré spinge invece il pedale sull’acceleratore dell’eccesso narrativo ed estetico la regista di origini lussemburghesi preferisce portare l’attenzione sulla complessità del sentire e su come il trascorrere del tempo influisca sul coinvolgimento anche sul piano sessuale. Non teme sicuramente di affrontare i tabù e questa volta ha disposizione due attrici belle ed esperte come Naomi Watts e Robin Wright che interagiscono con due giovani promesse del cinema: Xavier Samuel (già visto nel terzo Twilight) e James Frecheville (Animal Kingdom).
Se si è disposti a sorvolare sullo stereotipo dei corpi statuari dei due (sembrano modelli di Dolce e Gabbana) e sul fatto che passano gli anni e i decenni e le due mamme non invecchiano per nulla, si scoprirà di trovarsi di fronte a un film molto più articolato di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Fontaine immerge i suoi personaggi nella luce del sole e in un paesaggio affascinante ma fa vivere loro quella che essi stessi percepiscono come una trasgressione facendone emergere le pulsioni ma anche le contraddizioni. Nel sottotesto suggerisce poi una non secondaria tensione omosessuale sia tra le due donne (evidenziata in alcuni scambi verbali) sia tra i due figli (si veda ad esempio lo scontro in acqua di cui non viene esplicitata la causa).
Tutto ciò non è finalizzato in maniera banale a complicare la vicenda (alle spalle c’è comunque il racconto “The Grandmothers” di Doris Lessing) ma diviene strettamente funzionale alla costruzione dei personaggi. Sui quali viene poi fatto intervenire lo scorrere degli anni che mira ad evidenziare le apparentemente inevitabili distanze difficili da colmare che vengono a crearsi tra le due generazioni una volta spento (forse) il fuoco della passione.
Giancarlo Zappoli, da “mymovies.it”

“Two Mothers” (Adore) è un film drammatico diretto da Anne Fontaine e interpretato da Naomi Watts e Robin Wright.
In “Two Mothers” Lil e Roz sono amiche affiatatissime ed inseparabili fin da bambine. Quando i loro rispettivi figli maschi diventano due bei ragazzi aitanti e fascinosi le due madri finiscono con l’innamorarsi ognuna del figlio dell’altra. Consapevoli di star entrambe cavalcando due relazioni decisamente poco convenzionali ed ortodosse, Lil e Roz provano, nel corso degli anni e supportate dalla reciproca amicizia, a dare un taglio alla passione che li lega ai due giovani, senza però riuscirci mai del tutto. Il prezzo da pagare sarà alto (ma forse inevitabile) per ciascuno di loro…
Diciamoci la verità: alla conturbante, seducente, provocante trama di “Two Mothers” è davvero difficile resistere e se è vero che i film nascono ed esistono per farci immedesimare e farci “vivere” le storie possibili o impossibili degli altri, beh, non è di certo da tutti i giorni immaginare di trovarsi in una situazione così.
E’ giusto essere liberi di amare in qualsiasi modo, a qualsiasi età, pur contro ogni buon senso sociale o pudore? Oppure ci sono cose che non andrebbero fatte e basta?
“Two Mothers” mostra tutto ciò che può senza giudicare, lasciando allo spettatore la libertà di farsi queste domande e di trovare – eventualmente – le proprie personalissime risposte.
Di sicuro rimane sul tavolo un film con una storia decisamente attraente ed originale (basata sul romanzo “Le nonne” di Doris Lessing), una location paradisiaca che fa da sfondo perfetto all’inusuale ménage a quattro ed un cast che calza a pennello.
Da vedere? Per noi, senza dubbio, è un sì.
Luisa Scarlata, da “cineradar.it”

Arriva sul grande schermo l’adattamento cinematografico del romanzo Le nonne, scritto dal premio Nobel Doris Lessing e diventato Two Mothers nella versione per il grande schermo. Diretto da Anne Fontaine e interpretato da Naomi Watts e Robin Wright, il film racconta la storia di Lil e Roz, amiche inseparabili fin da bambine. Quando però i rispettivi figli maschi (Xavier Samuel e James Frecheville) diventano due giovani e affascinati adulti, le due madri finiscono con l’innamorarsi l’una della progenie dell’altra. Messa da parte la razionalità, e nonostante le due tentino con tutte le loro forze di opporsi a questo sentimento, l’inevitabile è alle porte…
Two Mothers cerca di affrontare un tema delicato con prudenza e senza giudizi espliciti. Il risultato, però, è che quello che sulla carta avrebbe potuto essere un film “impegnativo” e di difficile lettura, viene in realtà vissuto dallo spettatore con molta tranquillità; persino il doppio rapporto sessuale tra le coppie, e la nascita dei primi sensi di colpa, si trasforma in una messinscena piuttosto scolastica. Il vero punto forte del film sono Watts e Wright, che affrontano scene scabrose e primi piani senza paura, incuranti delle rughe e dei rischi del ruolo. Le due attrici calamitano tutta l’attenzione e salvano almeno in parte un film che non riesce a emozionare. A colpire sono poi i bellissimi panorami, resi ancora più spettacolari da una buona fotografia e complici, nella loro solitudine e lontananza dalla società, della nascita di due rapporti così intimi.
Mi piace
La bravura delle due attrici e le bellissime location, rese ancora più spettacolari da una buona fotografia.
Non mi piace
La messa in scena molto scolastica dei rapporti tra le coppie.
Consigliato a chi
Vuole vedere in azione due grandi attrici.
Francesca Cremonesi, da “bestmovie.it”

Una storia, o meglio, tre storie d’amore, quelle raccontate in Two Mothers, provocanti, provocatorie, complicate e semplici allo stesso tempo, il tutto sullo sfondo naturale ed incontaminato delle spiagge australiane, tra scandali, passione, amore vero e finzione, per una pellicola al femminile che coinvolge e regala intense emozioni.
Australia. Rose (Robin Wright) e Lil (Naomi Watts) sono migliori amiche fin dall’adolescenza. Entrambe sposate, alla morte del marito di Lil, Rose e il figlio Tom (James Frecheville) si avvicinano a lei e ad Ian (Xavier Samuel) suo figlio. I due bambini, col passare degli anni, diventano due splendidi ragazzi, i quattro trascorrono molto tempo insieme e dopo la partenza del marito di Rose, andato per lavoro a Sydney, tra lei e Ian scoppierà la passione. Tom allora per vendicarsi della storia fra sua madre e l’amico, inizierà una storia con Lil.
Diretto da Anne Fontaine (Coco avant Chanel) Two Mothers è una delle pellicole che descrive al meglio ciò che è la passione ed in particolare l’amore, quello per i figli, quello per un’amica e quello per l’uomo che si ama o che semplicemente ci fa star bene ed appagate sessualmente.
I legami, gli affetti e le sensazioni che provano le protagoniste e i rispettivi figli, colmano il film di un forte messaggio sociale. Il rapporto madre-figlio, amica-amica e madre-amante, all’apparenza complicati e a tratti inverosimili, nascondono invece una profonda semplicità pura e/o passionale.
Il rapporto madre-figlio che entrambe le donne hanno instaurato è puro, di affetto, senza limiti, quasi come fossero tutti amici; purezza è l’aggettivo che indica anche il rapporto amica-amica, l’affetto che le lega da anni infatti, si è trasformato in un vero e proprio rapporto fraterno (come quello fra Tom e Ian). Puro e allo stesso tempo passionale è invece il rapporto fra Ian e Rose (sesso e amore), mentre quello fra Tom e Lil è solamente passionale, rivela pochezza e fin da subito sembra costruito per pura vendetta, piacere e trasgressione.
Oltre alla narrazione anche la parte tecnica del film rivela delle qualità. Tutto è costruito su uno schema a due o quattro (le coppie, amiche, figli, storie d’amore) per questo, giocano un ruolo fondamentale campi/controcampi, montaggi paralleli e le continue somiglianze fra una storia e l’altra, così come la fluidità del montaggio.
Proprio grazie all’abilità di regia, sceneggiatura e recitazione, le sensazioni ed emozioni provate dai protagonisti, riescono facilmente ad essere assorbite anche dallo spettatore, in particolare da un pubblico femminile, che potrà così andare in profondità e carpire la semplicità e la verità della piccole cose, come l’amore che lega il quartetto.
Alice Bianco, da “voto10.it”

Condividi!

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Fondazione Gabbiano, in quanto ente religioso, non deve ottemperare a quanto disposto
dall'art. 9 comma 2 del D.L. 8 agosto 2013 n.91, convertito con Legge 7 ottobre 2013 n. 112.
Sviluppato da NextMovie Italia Blog