Indovina chi viene a Natale?

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Nella corsa a tre per vincere la stella di Natale della comicità italiana, Fausto Brizzi con Indovina chi viene a Natale? (dal 19 dicembre nelle sale) sembra aver intrapreso la strada più originale e per certi versi più coraggiosa. Se Leonardo Pieraccioni in Un fantastico via vai ci racconta della sindrome di Peter Pan di un quarantenne e Neri Parenti in Colpi di fortuna scherza sulla buona sorte, il regista di Ex (2009) e Notte prima degli esami (2006) fa diventare protagonista della sua ennesima commedia corale la disabilità. Sì, la disabilità. Ma ovviamente e per fortuna non si ride dell’handicap, piuttosto di alcune reazioni scomposte e impreparate da parte di alcuni “normalmente abili” di fronte all’handicap.
L’attore a cui è affidato il compito di portare addosso una menomazione fisica è niente meno che Raoul Bova, il bello del cinema italiano.
Per le festività natalizie una scoppiettante famiglia allargata si riunisce nella villa paterna. In verità il poco presente e ancor meno affidabile padre (Gigi Proietti) è deceduto da quattro mesi e a dirla tutta la villa non è neanche sua: cantautore che ha trovato fama e soldi grazie ad alcune canzoncine orecchiabili, ha perso tutto al poker. Ma il primogenito Giulio (Diego Abatantuono), il nuovo capofamiglia, è diventato un ricco fabbricante di panettoni ed è riuscito a ricomprare la casa di famiglia, dove abita la madre, vedova inconsolabile (Isa Barzizza). Sua moglie è Marina (Angela Finocchiaro), attento braccio destro in azienda. Al banchetto famigliare ci sono anche la sorella di Giulio, Chiara (Claudia Gerini), con i figli e il suo ennesimo compagno Domenico (Claudio Bisio), e il fratello meridionale e squattrinato “postdatato” (ovvero frutto di una scappatella del padre e riconosciuto solo in tarda età) Antonio (Carlo Buccirosso) con figli e moglie (Rosalia Porcaro) al seguito. In questa colorita riunione parentale non può mancare la figlia di Giulio e Marina, Valentina (Cristiana Capotondi), che si presenta innamoratissima e, colpo di scena, al fianco del nuovo fidanzato Francesco (Bova), ragazzo bellissimo e… senza braccia.
Il senso di protezione dei genitori di Valentina scatta automatico per evitare che la figlia in futuro si trovi a fare la badante invece della moglie. Tra giochi natalizi, presepi viventi e cenoni, tante sono le gag ostruzionistiche, spesso divertenti, mai volgari o irrispettose. Le mimiche facciali della Finocchiaro sono come sempre imperdibili. Il titolo Indovina chi viene a Natale? si rifà evidentemente al cult Indovina chi viene a cena? del 1967 (con stesso punto interrogativo finale che mi lascia tante perplessità – guarda caso non presente nella versione originale -: le interrogative indirette sono un’opinione?). Nel film con Spencer Tracy e Katharine Hepburn il fidanzato da presentare ai genitori – bianchi – era un ragazzo di colore. Oggi invece è un disabile.
In una commedia di Natale, che si rivolge a un ampio bacino di pubblico, è senz’altro lodevole dare spazio a una minoranza silenziosa e fragile. E probabilmente è anche utile farlo con un po’ di leggerezza, pur senza troppo minimizzare o sottovalutare. Il Raoul Bova menomato riesce a cambiare un pannolino o ad accendere il caminetto coi piedi, ma non a guidare una normale auto; non è neanche un bonaccione indifeso e senza macchie. Come chiunque, è umano.
Ma non si pensi che Indovina chi viene a Natale? sia senza difetti. Tutt’altro: ci sono alcune situazioni viste e riviste (vedi i dispetti orchestrati dai figli di Chiara/Gerini contro Domenico/Bisio), ci sono stille di miele e discorsi zuccherevoli, scene che vanno oltre l’assurdo (il volo pazzesco dell’auto di Giulio) e predicozzi che mi sarei volentieri risparmiata (l’apparizione “Urbi et Orbi” di Proietti). Però lancia un messaggio positivo e lo fa strappando spesso anche risate. In fondo non è poco.
Simona Santoni, da “cultura.panorama.it”

Toc, toc… Natale è alle porte, e cosa poteva mai pensare il regista Fausto Brizzi? Beh, di regalarvi una commedia prettamente natalizia come “Indovina chi viene a Natale?”, che ammicca palesemente al super classico “Indovina chi viene a cena?” del 1967, di Stanley Kramer, e si struttura intorno al raduno di parenti per il gran cenone accanto all’albero tutto addobbato.
Infatti, nel film siamo a Natale: quel magico momento in cui ci si sente più buoni, si cantano canzoncine tradizionali, si regalano doni ai bambini, e si commette sempre quel piccolo, immenso, catastrofico errore, di invitare tutta la propria famiglia per il gran cenone. Tra suocere inconsolabili, improbabili parenti acquisiti, ragazzini pestiferi, genitori alle prese con i nuovi fidanzati di figlie e sorelle, e indimenticabili cantanti anni Sessanta, la nuova commedia di Fausto Brizzi, vi spiffererà la verità: Babbo Natale, forse, non esiste, ma i parenti, purtroppo, sì.
Così, il regista di “Ex” e “Notte prima degli esami”, dirige un cast all star (Cristiana Capotondi, Raoul Bova, Diego Abatantuono, Rosalia Porcaro, Carlo Buccirosso, Claudio Bisio, Claudia Gerini, Isa Barzizza, Angela Finocchiaro, Gigi Proietti) ognuno con un ruolo ben definito, che riesce a intrattenere il pubblico e a rendere la pellicola una commedia leggera, infarcita di scene e gag comiche più o meno riuscite. E lo fa soprattutto distaccandosi dei cinepanettoni classici, caratterizzati da una ilarità più forte e talvolta più volgare, perché il suo scopo è di offrire al pubblico un’opera di celluloide dai toni più garbati, fruibile per tutta la famiglia.
L’unico neo è che il film in sé sembra avere più i connotati di una fiction, che di un lungometraggio. Comunque, se cercate uno spettacolo poco impegnativo, allora godetevi la pellicola e la sua atmosfera da commedia sentimentale spensierata con il suo intreccio di storie e personaggi, che tra equivoci, gaffe, e tormentoni, riuscirà sicuramente a intrattenervi.
Silvia Casini, da “starssystem.it”

Il prossimo 19 dicembre sbarca nelle sale italiane, distribuito da Medusa per un totale di 650 copie, Indovina chi viene a Natale?. E’ la nuova fatica di Fausto Brizzi, la pellicola che in qualche modo segna una sua crescita e rappresenta una sfida. Siamo sempre nell’ambito della commedia, ma Brizzi ha scelto di mirare più in alto rispetto a quanto girato finora. Il tema è natalizio: una famiglia si riunisce per il cenone e tutti i componenti portano con sé le proprie caratteristiche, nel bene e nel male. Giulio (Diego Abatantuono) è sposato con Marina (Angela Finocchiaro) e ha una fabbrica di panettoni in quel di Milano; a primo acchito pare soltanto una persona piena di sé ai limiti della sbruffoneria, poi dovrà fare i conti con l’ingresso di un disabile in famiglia e il corto circuito sarà inevitabile. Antonio (Carlo Buccirosso) è venuto a conoscenza di importanti verità soltanto a 40 anni, abita a Napoli con la moglie Elisa (Rosalia Porcaro), ha tre figli e in questo periodo dell’anno è al contempo allegro e malinconico.
Poi c’è Claudia Gerini, che veste i panni della “classica” bionda un po’ svampita, ma è anche una madre affettuosa e presente. Ha un debole per gli uomini con la vocazione per il crimine, una nutrita collezione di delusioni sentimentali alle spalle e una storia in corso con Domenico (Claudio Bisio), professione maestro, accolto non troppo bene dai figli di lei. Raoul Bova è un giovane e bell’uomo che ha perso le braccia in un incidente stradale, Cristiana Capotondi interpreta la sua fidanzata, figlia di Giulio e Marina. Infine, un cameo di alta qualità affidato al sempre bravo Gigi Proietti.
Ecco, è questo il cast con cui Brizzi ha scelto di portare sul grande schermo la sua idea. Il desiderio di far ridere, spargere un po’ di romanticismo e magia nell’aria, ma anche invitare alla riflessione su tematiche sociali. Un cinepanettone, comunque? Sì e no. Nel senso che il regista non è andato a cercare la risata a tutti i costi, puntando invece su una sorta di contaminazione dei generi. Anzi, è più esatto dire contaminazione delle sfumature: la risata s’affianca al moto di commozione, la malinconia va a braccetto con la voglia di divertirsi, l’amore si esprime nella sua forma più romantica e al tempo stesso non aggira gli ostacoli. Anzi, li affronta e basta.
Brizzi è soddisfatto del risultato finale. E ammette che Indovina chi viene a Natale? è diverso rispetto agli altri suoi film. Plaude ai suoi attori, che con il talento hanno saputo interpretare a tradurre in scene ciò che abitava nella sua mente. Lo spettatore si immedesima con facilità, perché le storie raccontate sono particolari ma anche universali. I parenti sono serpenti? Inevitabile, in qualche modo. Ma siamo a Natale, non dimentichiamolo. E il lieto fine è quasi d’obbligo, per uscire dal cinema col sorriso e l’animo disteso. Ma sì, definiamolo anche un film “tranquillizzante”; di quelli che – magari – non t’inchiodano allo schermo ma fanno comunque il loro dovere. Brizzi si misura con se stesso e mostra la ferma volontà di crescere. E già questo è tanto. Tantissimo.
da “velvetcinema.it”

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