RUBY SPARKS



Calvin Weir-Fields è un giovane scrittore che ha già assaporato il gusto del successo con il suo primo romanzo. Ora però gli anni sono passati ma la creatività sembra averlo abbandonato (complice anche una vita amorosa non gratificante). Fino a quando comincia a sognare di una ragazza che diviene la sua fonte di ispirazione. Le dà il nome Ruby è comincia a costruire una storia su di lei. Il blocco dello scrittore sembra brillantemente superato ma un giorno accade l’impensabile: Ruby si materializza in casa sua. Calvin se ne innamora e ha un vantaggio: può farle fare ciò che vuole.
La premiata coppia Dayton-Faris torna dietro la macchina da presa e lo fa alla sua maniera (perlomeno sul piano della preproduzione). Offre il ruolo da protagonista alla giovane attrice Zoe Kazan che però è anche colei che ha scritto la sceneggiatura. Co-protagonista è Paul Dano (già presente in Little Miss Sunshine che è compagno nella vita da molti anni proprio della Kazan. Dal lavoro di queste due coppie nasce un film meno originale nell’assunto rispetto al precedente ma con una sua sottotraccia particolarmente realistica pur nell’approccio di fantasia. Di rapporti tra il creatore è la creatura è ricca la letteratura più alta dal “Pigmalione” di George Bernard Shaw al “Frankenstein” di Mary Shelley. 
Il cinema ha a sua volta affrontato il tema in più occasioni ma ciò che distingue Ruby Sparks dai predecessori è proprio quanto va oltre questo aspetto. Perché quello che il film indaga è in realtà il rapporto sbagliato che in tante occasioni si instaura tra uomo e donna. Uno dei due (in questo caso l’uomo) si sente in diritto (per differenza d’età, di cultura o quant’altro) di scegliere per l’altro. Questo inizialmente può anche funzionare ma alla lunga (quando la personalità del partner riesce ad emergere) fa sì che il rapporto si logori. Così Calvin, che ha idealizzato la ‘sua’ Ruby, può permettersi di controllarla attraverso la scrittura. Ma come potrebbe reagire se lei pretendesse di assumere in proprio le decisioni che la riguardano? 
Dayton e Faris si trasferiscono dalla commedia amara di impianto sociale a un’apparente romantic comedy ma anche in questa occasione sanno come concentrarsi su una dinamica disfunzionale. Sicuramente più ‘privata’ ma non per questo meno interessante.
Di Giancarlo Zappoli , da mymovies.it

Calvin è uno scrittore importante, famoso, si veste malissimo e ora tutti gli chiedono: “Quando uscirà il tuo prossimo libro?”. L’ansia cresce proporzionalmente al blocco dello scrittore, in sogno le appare Ruby Sparks, una ragazza dolcissima, dalla chioma fulva: ecco l’ispirazione. Calvin comincia a scrivere, è un fiume (d’inchiostro) in piena ma un giorno la sognata Ruby Sparks apparirà in carne e ossa in cucina a sbattere le uova per il suo amato scrittore. Qualunque cosa scriva Calvin, lei la fa…
Non sarà magari famosa come la Ruby Tuesday cantata nella dolce ballata degli Stones, ma questa Ruby Sparks può bussare al cuore dello spettatore proprio come il pezzo di Jagger e company accarezza le orecchie. Interpretata e scritta da Zoe Kazan, nipote del famoso Elia regista di Fronte del porto e cofondatore dell’Actor’s Studio, Ruby Sparks dà titolo e corpo al nuovo film della coppia Dayton e Faris, registi di Little Miss Sunshine, storia nella cristalleria delle migliori commedia anni ’00.
Il demiurgo di Ruby, Calvin è Paul Dano, immenso ne Il petroliere, stavolta il suo ruolo è molto più dimesso ma non meno persuasivo: Calvin comanda Ruby, è gerarca finto timido di una relazione sentimentale, tiranno delle reazioni di un’indifesa ragazza, ma, quando la personalità di Ruby emergerà, la storia volterà pagina, dopo le tante scritte da Calvin con l’anacronistica macchina da scrivere.  Complici anche due meravigliosi ruolo di suoceri hippie alla Mi presenti tuoi? Annette Bening e Antonio Banderas, Ruby Sparks diventa una deliziosa riflessione sull’amore: Calvin creando Ruby mitizza la sua donna e il suo sentimento ma idealizzare la felicità è una delle cose più sofferenti che serba l’animo umano, pensare e non vivere diventa un esercizio cerebrale e autodistruttivo. Pure se la pellicola soffre di qualche cliché da commedia indipendente modello Sundance Festival, sia Calvin che Ruby scopriranno la vita, quando finiranno di essere controllore e controllata e abbracciando la magia dell’amore che si scrive ogni giorno senza penne o strutture drammatiche ma piuttosto con libertà e momento: vivere l’attimo senza sapere come il libro si chiude.
Di Luca Marra , da it.ibtimes.com

Cosa sono gli scrittori se non dei sognatori e cosa c’è di più cinematografico di vedere realizzati i propri sogni d’amore nella vita reale. Pensare di raccontarlo può far tremare le vene dei polsi o immaginare un esercizio di stile cerebrale.
Se pensiamo poi che questa storia è stata scritta (ed intepretata) dalla nipote di un mostro sacro come Elia Kazan, Zoe, e diretta dai registi di quel prototipo di carineria indie che è Little Miss Sunshine, allora le preoccupazioni salgono alle stelle.
Invece no.
Invece Ruby Sparks provoca quella sensazione alla base dell’esperienza di spettatore: la sorpresa, quella che in fondo lo stesso protagonista cerca.
Ma partiamo dall’inizio, il protagonista (l’emergente Paul Dano de Il petroliere) è uno scrittore il cui primo romanzo, scritto a 19 anni, è stato un grande caso letterario. Dieci anni dopo non riesce più a scrivere una riga, incapace di dare seguito a quel primo exploit.
La sua vita è solitaria, la fidanzata l’ha lasciato da tempo, le giornate le passa a badare al suo amato cane e tentando goffamente di curare il corpo con sedute in palestra imposte dal fratello muscolato.
Il suo psicanalista prova ad aiutarlo, senza troppo successo, fino a che inizia a sognare una notte dopo l’altra una bella e incasinata pittrice, Ruby Sparks, che lo porta a ritrovare slancio e a scrivere di getto pagine su pagine di un nuovo romanzo sulla sua macchina da scrivere.
Un giorno se la trova in casa, proprio Ruby, e scopre che sembra reale, la gente interagisce con lei e può comandare a bacchetta i suoi comportamenti semplicemente scrivendolo nel suo romanzo. Un vero Frankenstein, una creatura nata dal suo genio, dalla creatività e dalla solitudine piuttosto che dalla scienza.
Ci troviamo di fronte a un film sulla dipendenza, sulle solitudini in cui viviamo, su come la fantasia ha un potere straordinario, arrivare a creare, letteralmente, un amore, ma non a gestirlo. Non lo si può prevedere, ma solo vivere. In questo sta il grande impatto emotivo e passionale di Ruby Sparks, nella tenera fragilità istintiva dei suoi interpreti.
Come dice la ex al protagonista incontrandolo dopo mesi: “tu ti eri creato un’immagine di me, un’idea platonica della tua ragazza”. Il passo successivo era generarla per mitosi dalla sua hybris creatrice, dai suoi sogni, dalla sua macchina da scrivere. Ma per trovare pace e conciliare i piani della realtà e della finzione deve mettersi in gioco, vivere la vita, solo così può provare a conciliare lo scrittore e l’uomo. Tanto da fargli riconoscere come Ruby si sia “presentata da sola, sono stato solo fortunato da riuscire a prenderla al volo”.
È amore, però, non si sa come andrà finire.
Di Mauro Donzelli , da comingsoon.it

«Le donne stravaganti, incasinate e rese interessanti dai loro stessi problemi, non sono reali!»
Calvin Weir-Fields (Paul Dano) è un giovane scrittore che, dopo il grande successo del suo primo libro, proprio non riesce a cominciare il secondo. Vive in una grande casa con il suo cagnolino Scotty, e ogni mattina, quando si siede di fronte al foglio bianco infilato nella macchina da scrivere, si blocca. Le uniche persone che frequenta sono suo fratello Harry (Chris Messina), che cerca di spronarlo a uscire con delle ragazze, e il dr. Rosenthal (Elliott Gould), il suo psicanalista. Per il resto, la vita di Calvin si trascina stancamente di giornata in giornata, sopportando a malapena le poche occasioni mondane a cui deve partecipare.
Un giorno, però, lo coglie un’illuminazione. Stimolato dal sogno di una ragazza e da un compito assegnatogli dal dr. Rosenthal, Calvin comincia a scrivere del suo incontro immaginario – e della conseguente relazione – con Ruby Sparks (Zoe Kazan), una ragazza ventiseienne dell’Ohio, animata da piccole stranezze che la rendono interessante… salvo poi ritrovarsela in casa, un mattino, come se nulla fosse. Ruby è diventata reale, e vive insieme a lui. È la sua ragazza. Ma è anche una persona vera e propria, con tutte le difficoltà che ne conseguono…
Pigmalione rivisitato
Se è vero che un’opera, dopo la sua creazione, smette di essere di proprietà dell’autore e assume un’identità autonoma, pronta per essere soggetta alle interpretazioni più libere e disparate, allora per il tormentato Calvin saranno guai: persino lui dovrà accettare l’idea che non si può “possedere” la persona amata, ma si può solo viverle affianco, se almeno si è tanto fortunati da ricevere in cambio lo stesso tipo di amore. Così, quella che all’apparenza sembrava un’idea banalotta (lo scrittore in crisi che “plasma” la sua donna ideale) si rivela invece, da un lato, un’efficace ritratto dei rapporti sentimentali, e dall’altro una semplice ma lucida metafora dell’atto creativo. Zoe Kazan è la sceneggiattrice che non ti aspetti, e conRuby Sparks ha l’arguzia di sfiorare molti nervi scoperti: l’utopia di possedere la creatura amata è un’ossessione sottocutanea che, pur negata da Calvin, influenza tutte le sue azioni, e finisce per trasfigurare la leggerezza della commedia romantica nella gravosità di un melodramma da camera. Culmine empatico e narrativo di questo processo è il pre-finale, in una sequenza dove la resa dei conti delle coscienze – giacché alla coscienza di Calvin si aggiunge quella di Ruby, ormai donna fatta e finita, con una sua personalità indipendente – la resa dei conti, dicevo, ha tutto l’aspetto di una violenza, seppure figurata. E il duo autoriale Dayton-Faris, che già ci ha donato quel gioiello di Little Miss Sunhine, si conferma una coppia dotata non solo di profonda sensibilità umana, ma anche di notevole talento registico, perché sa costruire un climax scalpitante che si attenua solo dopo aver toccato il suo vertice emotivo, quando Calvin e lo spettatore capiscono di essersi spinti troppo oltre, e di dover imboccare la strada della redenzione.
Ciò non toglie che Ruby Sparks sia anche un film tenero e buffo, e che interpreti la sua anima da commedia in modo intelligente; Paul Dano e Zoe Kazan, d’altra parte, sono una coppia attoriale molto affiatata (legati anche nella vita, hanno posto come condizione imprescindibile al film quella di recitare insieme) e bilanciano armoniosamente le rispettive personalità, scoprendosi complementari l’uno all’altra. Anche se, certo, la caratterizzazione dei due personaggi è abbastanza prevedibile, e nella figura di Ruby risuonano gli echi della Summer di 500 giorni insieme.
Un Pigmalione rivisitato, questo era l’obiettivo dell’attrice/sceneggiatrice: rileggere il mito con un punto di vista differente, più femminile, nel quale emergesse il contrasto fra l’idealizzazione della donna – atteggiamento tipico di artisti e intellettuali – e la vera natura dell’oggetto del loro amore. Alla fine, Ruby Sparks non fa altro che riportare l’astrattezza del sogno a un livello di maggiore concretezza, poiché la persona amata, per quanto la si voglia idealizzare e glorificare, resta pur sempre un essere umano. E gli esseri umani sono un coacervo di tensioni, paranoie, rimpianti.
Splendida colonna musicale di Nick Urata per un film che potrebbe diventare un piccolo cult, e che nel complesso se lo merita. Da vedere.
Di Lorenzo Pedrazzi  , da spaziofilm.it

Calvin Weir Fields è un giovane scrittore che ha avuto successo con il suo primo romanzo.Sono passati vari anni e ancora non è riuscito a dare alle stampe il suo secondo romanzo. E’ afflitto da un blocco della creatività dovuto alla sua vita sentimentale tuttaltro che gratificante e  alla solitudine che inasprisce  le piccole e grandi nevrosi che popolano i vuoti della sua giornata tipo. L’ispirazione arriva in sogno sotto forma di una splendida ragazza,  a cui dà il nome di Ruby, che è perfetta per lui. Comincia a scrivere il suo nuovo romanzo sulla sua storia con Ruby e un bel giorno accade che la ragazza si materializza davanti ai suoi occhi, in carne ed ossa. E non è un fantasma perchè la vedono anche gli altri. Calvin si accorge anche di avere un potere su Ruby : lei fa esattamente quello che lui scrive sulla sua vecchia macchina da scrivere.
Ruby Sparks è l’opera seconda di Johnatan Dayton e Valerie Faris registi di quel piccolo grande cult che risponde al nome di Little Miss Sunshine. Era giustificata quindi un’aspettativa altissima e anche un po’ di paura che i due non ripetessero l’exploit del film precedente.
L’esame invece  è stato superato brillantemente: Ruby Sparks è una deliziosa commedia sentimentale in cui c’è un cambiamento di registro rispetto al film precedente: si ride di meno , l’approccio registico è un pochino più classico rispetto al look indie senza compromessi sfoggiato in precedenza ma non si resterà assolutamente delusi.
Il film è scritto da Zoe Kazan ( nipote sapete di chi)che interpreta la parte di Ruby e pare  che lo abbia modellato sulla propria vita sentimentale. E indovinate con chi è fidanzata da molti anni la piccola e carinissima Zoe? Con Paul Dano, il protagonista maschile, attore di talento sopraffino e che in questo film disegna una personaggio memorabile.
Vogliamo far sapere poi che anche Dayton e la Faris sono legati sentimentalmente? E facciamolo sapere così il cortocircuito è completo. Due registi legati sentimentalmente da molti anni  raccontano la storia di una coppia che è tale nella vita.Chissà che aria si respirava sul set. Magari da seduta psicanalitica di gruppo.
Il film che si ispira al mito di Pigmalione in realtà pur partendo da uno spunto fantasy ( il creatore che dà vita alla propria creatura, un personaggio che sembra nato dalla penna di Woody Allen oppure una specie  di Frankenstein senza cicatrici a vista ) si concentra quasi esclusivamente sulle dinamiche terragne della vita di  coppia.
Ma che succederebbe quando uno dei due partner ha diritto di vita , di morte e di decisione su qualsiasi cosa rispetto all’altro partner?
E’ questa la domanda posta dal film: la risposta è che non si può andare avanti per molto quando uno dei due partner ha una posizione dominante rispetto all’altro. 
Calvin può decidere qualsiasi cosa riguardo Ruby  perchè come dice in un dialogo lui non ha scritto su di lei, lui ha scritto lei .Eppure ha lo stesso paura di perderla, cerca continuamente di correggerla per avere la donna dei suoi sogni ma alla fine capisce che non  può funzionare.
 La sequenza, bella e terribile allo stesso tempo, in cui cerca di dimostrare tutto questo prima di tutto a se stesso e poi anche a lei,  è l’apice del climax emotivo del film.
La vecchia macchina da scrivere di Calvin diventa un assassino silenzioso e letale.
Ruby Sparks è uno splendido veicolo per le capacità attoriali di due interpreti lontani dal mainstream hollywoodiano e che hanno talento da vendere. Inoltre è impreziosito da uno stuolo di comprimari veramente da urlo: dalla Annette Bening nella parte dell’hippy vegana un po’ scoppiata, a un Banderas artista naif  dopo gli ultimi tempi passati a impastare biscotti e a parlare con galline, fino al cameo di Elliot Gould.
Non sarà un film che stravolge le dinamiche hollywoodiane come aveva fatto Little Miss Sunshine ma è un film acuto e di intelligenza nettamente sopra la media.
E per una commedia sentimentale non è poco.
Zoe Kazan al suo esordio come sceneggiatrice dimostra già un’invidiabile profondità di scrittura.
Un film decisamente consigliato, una di quelle pellicole che servono per guardare la vita con un sorriso.
Fa sentire bene.
Da filmtv.it

Un gioiello. Come del resto lo eraLittle Miss Sunshine, uno dei film sorpresa degli ultimi dieci anni. I registi di quel film – i coniugi Jonathan Dayton e Valerie Faris – si superano con Ruby Sparks, l’incontro perfetto tra quello che si definisce un crowd pleaser (ovvero un film che vuole a tutti i costi guadagnarsi la simpatia del pubblico) e una pellicola intelligente che ha veramente qualcosa da dire. 
Nella scacchiera narrativa viene schierato un protagonista come Paul Dano, di cui finalmente torniamo a ricordarci le doti comiche dopo i ruoli più dark ottenuti grazie a Il petroliere. L’attore convince sin dal primo minuto nei panni di un protagonista simile a un incrocio tra John Lennon e Woody Allen con tanto di tic e genio. Un giovane scrittore afflitto da blocco creativo, in astinenza sessuale, con il cuore spezzato e naturalmente in cura da uno psichiatra. Sì, è proprio il nostro Woody. Anche quando ,dopo una ventina di minuti, la donna che vede nei suoi sogni si materializza nella realtà per diventare una musa in carne e ossa. Gli viene fatto il dono più grande invidiato da gran parte del genere maschile: poter cambiare la personalità di una donna a comando. Ogni volta che il protagonista vuole modificare il comportamento della sua Ruby, gli basta mettere tutto nero su bianco, battendo il suo volere sui tasti della sua vecchia macchina da scrivere.  
Una premessa che soltanto in superficie si allontana dalla realtà, ma che rapidamente torna alla concretezza come un effetto fionda. Ruby Sparks, infatti, sottolinea l’amore che proviamo per noi stessi più di quello provato per un’altra persona. Il sentimento egoistico innato nell’essere umano che comporta il rischio di morire di e in solitudine. Il protagonista lo capisce nella maniera più dura, cercando di forzare l’amore della ragazza al fine di non essere abbandonato. D’un tratto tutto diventa più serio, non prima però di aver assistito a una dozzina di sequenze spassose. La bellissima scena nel pre-finale è capace di allontanarsi dai colori e dai toni del film, mostrando  un protagonista che abbandona la sua positività per scatenare il suo lato umano più oscuro.
E’ un piacere ritrovare in ruoli minori grandi attori come Annette Bening, Antonio Banderas (in versione coppia new age) ed Elliot Gould, lo strizzacervelli che tutti vorremmo avere. La vera stella del film è Zoe Kazan nei panni di Ruby Sparks. L’attrice, classe 1983 e nipote di Elia Kazan, regala un’iniezione di vita al film e a tutti i personaggi che interagiscono con lei nel corso della storia. Zoe è il vero cuore pulsante della pellicola, non a caso è stata proprio lei a idearla e sceneggiarla.
Di Pierpaolo Festa , da film.it

Un po’ del Ladro di orchidee e di Eternal sunshine of the spotless mind crea vagamente un poutpourri che è la somma stilistica di questa divertente e affascinante commedia, vivace, solare e schizzata, ma anche molto ispiratrice. Prodotto dalla Fox Searchlight, ramo un po’ più indie della grande famiglia 20th Century Fox (si vedano, tra gli altri, The wrestler, The millionaire, Il cigno nero, (500) Days of Summer), e dalla Bona Fide, il film è diretto dallo scoppiettante duo Jonathan Dayton + Valerie Faris, di ritorno al cinema dopo il film scalpore Little Miss Sunshine, sei anni fa. E il loro ritorno è in grande stile.
Ruby Sparks è il nome della bella ragazza che Calvin Weir-Fields (Paul Dano), giovane scrittore, un tempo di grande successo ma da tempo confuso e solo, immagina inizialmente in sogno, poi lavorandoci sopra come personaggio di un racconto per il suo psicoterapeuta. Il Weir-Fields dello splendido Paul Dano riempie la sua vita di una ragazza immaginaria, bella e attraente, dotata di charme e femminilità, e finisce per innamorarsene anche se non è altro che un suo prodotto mentale. Una sorta di “incesto mentale”, come lo chiama il suo pragmatico e assai più concreto fratello. Un giorno però Calvin si sveglia, tardi come sempre, e in cucina trova proprio Ruby (Zoe Kazan), la ragazza dei suoi sogni su cui ha scritto così tante pagine. Pare proprio lei in carne ed ossa, e dopo essersi assicurato che non sia solo una schizofrenica allucinazione, Calvin e il fratello Harry (Chris Messina) si rendono conto che lei è reale e si è semplicemente creata dalla mente dello scrittore, diventando terrena. Una cosa ancor più sorprendente: qualsiasi cosa Calvin scriva su di lei, diventa reale. Ma non ne ha bisogno (nemmeno per aumentare la taglia di reggiseno, come proposto dall’esaltato fratello), almeno agli inizi, perché Ruby è fantastica così com’è: proprio come significa il nome, Ruby Sparks, ossia “rubino che scintilla”. E da una bella ragazza dai capelli rossi, gli occhi luminosi, il carattere aperto e solare, non ci si poteva aspettare un nome più indicato. Ma un bel gioco dura poco e, come entrando in sorta di cortocircuito, le difficoltà torneranno: le problematiche del legame sentimentale e della convivenza, del lavoro e della routine, dell’amore per se stessi e per gli altri. Così una commedia apparentemente leggera e solo divertente diviene, in realtà, un discorso più profondo sulla creatività, sull’ispirazione, ma soprattutto sull’affrontare se stessi.
Il primo motivo per cui dovrebbe essere calorosamente raccomandato di vedere questo film è la notevole realizzazione scenica: una commedia vivace ed elettrizzante, dai colori sgargianti, una fotografia sovraesposta e luminosa, un mondo a tratti patinato ma principalmente un mondo annichilito, in cui il protagonista è saturo di un peso che non ha saputo reggere. Sfondare d’improvviso, a 19 anni, con un best-seller, essere manipolato senza scrupoli dagli editori e dai mass media, per poi essere buttato via sotto le pressioni per il suo prossimo lavoro. No, Calvin non ce la fa. E’ fragile, non ha capito bene ancora cosa vuole dalla vita e da se stesso. Poco effetto sembrano sortire le sedute dal suo analista, ancor meno le chiacchierate deprimenti col fratello, un macho-playboy da bar di periferia. Così infine Calvin arriverà a fare ciò che sa fare meglio: trovare nella propria fantasia quella ragazza che non riesce a trovare nella realtà. Ma anche la ragazza creata nei propri sogni migliori, anche quando autentica e (si direbbe) “perfetta”, è un essere umano che deve entrare in equilibrio con un altro essere umano. E per l’ancora immaturo Calvin sarà difficile gestire anche la ragazza dei suoi sogni, finché il film non si rivelerà come una grande metafora della resa dei conti con se stesso. Tutto da citare, con le sue frasi memorabili e i suoi sketch esilaranti, il film arriverà presto anche in Italia e già è circolato in altri festival e canali cinematografici, martellato da una copertura pubblicitaria molto attenta. Tra qualche mese questo film potrebbe diventare un caso, un piccolo gioiellino del pubblico. Per ora io me lo sono gustato profondamente, e vi auguro di poterlo fare al più presto anche voi.
Trenta e lode per il riuscito ritorno al cinema dell’accoppia Dayton-Faris, che se la sono presa comoda dopo il riscontro positivo del precedente Little Miss Sunshine. Ma il gioco valeva la candela, che nel loro caso divampa energicamente come un incendio. Film ispirato, divertente ma anche intelligente, piacevole ma con alcune amare riflessioni, è un film adatto trasversalmente al grande pubblico mainstream e a tutte le occasioni. Come se non bastasse, l’attrice che interpreta Ruby Sparks, la bella Zoe Kazan, è anche la sceneggiatrice del film: proprio una ragazza da sposare!
Di Luca Chiappini , da everyeye.it

Non è di tutti i giorni il caso di una sceneggiatrice, Zoe Kazan, che interpreta anche il ruolo principale del film; è strano come il film in questione che certamente si presenta sotto il segno dell’originalità con una leggera sfumatura ‘indie’ per i toni che usa. Senza inoltrarci nelle trama, certamente non si può celare il sorprendi mento che suscita la storia e le sue diramazioni. Questo è uno dei pochi film di cui difficilmente si indovina l’epilogo, spesso non all’altezza delle aspettative che suscita; è appunto questo il caso, in cui la sceneggiatura scivola su troppa sdolcinatezza volendo inserire, quasi con la forza, un happy end che poteva mancare e senza togliere nulla alla bellezza del film, anzi aggiungendo forse un pizzico di incertezza. Si potrebbe cercare un simbolismo adeguato all’arco narrativo del film, ma ridurre tutto ad un singolo significato sarebbe un peccato: l’aspetto più intrigante è proprio nel poliedrico senso del film che stimola una nuova ottica ogni momento.
L’innamoramento, il rapporto di coppia, la creatività e la creazione, il senso di colpa e quello di potere, la solitudine, l’immaginazione: tutti enormi concetti capaci di contenere al loro interno decine e decine di storie, sono tutti sollecitati dal film; inizialmente sfiorati con un tocco leggero e appena accennato, aspetto sottolineato dai dialoghi da toni da commedia e successivamente approfondito sempre più da colori che diventano via via più cupi, drammatici, e che accostano il film quasi ad una poetica esistenzialistica fortemente tragica. Il rapporto tra i due protagonisti si evolve sul binario dell’irrealtà per sfociare poi nella realtà più nera: una grande metafora per un rapporto che nasce con la poesia dell’innamoramento e termina nella bruta realtà tagliente? Potrebbe essere una lettura, certamente troppo rigida per poter esprimere la poetica del film che non va spiegato, ma goduto. Un’ottima prova per i registi di “Little miss Sunshine”, altro gioiello che ha allietato con le sue stranezze; possiamo parlare di una nota stilistica? Una nota finale la meritano senza dubbio Banderas e Bening che colorano il clima da commedia che inonda la prima parte e riescono benissimo in questa loro bizzarra performance.
La frase:
“Non è reale! Non è reale! Non è reale!”.
Di Matteo Brufatto , da filmup.leonardo.it

Calvin Weir-Fields è un giovane scrittore che, dieci anni dopo aver esordito con un romanzo di enorme successo, è in una fase di completa crisi creativa e personale; i suoi unici rapporti affettivi sono quelli con il fratello maggiore Harry e con il suo cane Scotty. La situazione cambia all’improvviso quando Calvin vede in sogno una deliziosa ragazza, Ruby Sparks, che diventa la protagonista di un nuovo racconto… “Ho appena incontrato un uomo meraviglioso. Non è reale, ma non si può avere tutto”: è l’indimenticabile frase pronunciata dal personaggio di Mia Farrow nel film “La rosa purpurea del Cairo”. Parafrasando la battuta della famosa pellicola di Woody Allen, potremmo dire che Ruby Sparks rappresenta la ragazza “perfetta”, almeno agli occhi di colui che l’ha creata, Calvin Weir-Fields: uno scrittore in crisi d’ispirazione che vede improvvisamente materializzarsi nella propria casa la giovane protagonista del suo nuovo racconto. Da questo assunto totalmente fantasioso si sviluppa la trama di “Ruby Sparks”, commedia romantica a tinte surreali che ha segnato il ritorno al cinema della coppia formata dai coniugi Jonathan Dayton e Valerie Faris, che nel 2006 realizzarono uno dei più strepitosi successi del cinema indie americano dell’intero decennio, l’irresistibile “Little Miss Sunshine”.
A ben sei anni di distanza dal loro fortunatissimo esordio, Dayton e la Faris portano sul grande schermo una sceneggiatura firmata da Zoe Kazan (nipote del celebre regista Elia Kazan), che interpreta anche il ruolo del titolo. Al suo fianco un altrettanto bravo Paul Dano, già nel cast di “Little Miss Sunshine”, veste i panni di un giovane talento letterario che, dopo essere stato paragonato a J.D. Salinger per un romanzo di culto scritto dieci anni prima, ora fatica a ritrovare la propria vena creativa perché incapace, innanzitutto, di fare ordine nella propria esistenza privata e di rapportarsi alle persone intorno a sé (è reduce da una difficile rottura con la sua ex-fidanzata, non ha amici e non riesce a comunicare con la gente). La magica apparizione di Ruby, la “ragazza dei suoi sogni” (in senso letterale), gli farà provare per la prima volta l’ebbrezza del grande amore, dando vita ad un’immancabile catena di situazioni paradossali e dall’indubbio effetto comico – specie gli esilaranti siparietti fra Calvin e l’incredulo fratello Harry (Chris Messina).
Eppure, Calvin non tarderà a rendersi conto che perfino i sogni, alla resa dei conti con la realtà, non sono così facili da gestire, né possono garantire automaticamente una relazione stabile e felice. Proprio in questa prospettiva il protagonista, autentico “pigmalione” convinto di poter controllare sempre e comunque la donna che ama, si troverà alle prese con la drammatica dicotomia tra la perfezione dell’ideale soltanto immaginato e le difficoltà della vita vera, in cui non basta inserire gli “ingredienti” desiderati per far funzionare le cose come vorremmo. A dispetto della sua dimensione totalmente fiabesca, “Ruby Sparks” ci parla dunque di tematiche appartenenti all’esperienza quotidiana di ognuno: la nostra disperata necessità di conciliare e far convivere l’Io e l’Altro, anche a costo di rinunciare all’ideale per avere il coraggio di tuffarsi nel reale… senza la prerogativa di poter risolvere tutti i problemi con il provvidenziale ausilio di una macchina per scrivere.
Di Stefano Loverme, da filmedvd.dvd.it

Calvin è un giovane scrittore di fama internazionale che non riesce a venir fuori dal blocco dello scrittore che lo assilla ormai da anni. La sua situazione sentimentale, praticamente inesistente, un fratello che sperpera buoni consigli e le sedute dall’analista, non lo aiutano. Una notte, una giovane e bella ragazza dai capelli rossi e gli occhi azzurri le compare in sogno e da essa trova ispirazione. Questa ragazza, a cui dà nome “Ruby”, diventa la protagonista del suo nuovo romanzo, a cui comincerà a lavorare giorno e notte. In lei vede la sua donna ideale e pian piano, pagina dopo pagina, si innamorerà della sua stessa creatura. La svolta arriverà quando, una mattina, Ruby si materializza in casa sua. Spaventato, Calvin scappa, ma quando si rende conto che non si tratta solo di una sua allucinazione, ma di una ragazza in carne ed ossa, che tutti possono vedere e che stravede per lui, la sua vita prenderà una nota più che positiva. La situazione si complica quando Calvin scopre di poter far fare a Ruby tutto ciò che vuole attraverso la scrittura. Un “potere” che ritiene ingiusto, ma in cui si rifugerà alle prime difficoltà, togliendo alla ragazza il libero arbitrio delle sue azioni.
Siamo felici di ritrovare dietro la macchina da presa, dopo essersi fatti attendere per un bel po’, la coppia Dayton-Faris, che ovviamente non ci deludono in questo nuovo lavoro. Ad interpretare Calvin è Paul Dano, che troviamo anche nel precedente film dei due registi “Little Miss Sunshine”, mentre nei panni della bella Ruby abbiamo Zoe Kazan, nonché reale fidanzata di Paul Dano e soprattutto autrice della sceneggiatura. Mentre ruoli di contorno sono affidati a divi del cinema hollywoodiano come Annette Bening e Antonio Banderas, che danno vita alla madre di Calvin e al suo amante. Una commedia leggera per passare una serata tranquilla, divertente e piacevole, ma che riesce a mettere in scena anche alcuni spunti su cui riflettere. Film che si adatta tranquillamente a tutte le fasce d’età e ai gusti del grande pubblico.
Di Alessia D’Angelo ,da news.cloudhak.it

Delizioso Ruby Sparks. Dopo aver realizzato una delle migliori commedie degli ultimi dieci anni, Valerie Faris eJonathan Dayton non deludono le aspettative con la loro opera seconda. Ruby Sparks strappa qualche risata in meno dell’esilarante Little Miss Sunshine, ma scalda il cuore con un intreccio di riflessioni sull’amore, specchio della vita reale, in cui si mescola un pizzico di fantasia. Gli sposi Faris-Dayton dirigono la coppia di fidanzati più indie del cinema americano, formata da Paul Dano e Zoe Kazan, in un delicato divertissement firmato dalla stessa Zoe Kazan. L’attrice, nipote del grande Elia Kazan, dimostra una maturità di scrittura notevole e una sensibilità rara nel mostrare lo sconvolgimento esistenziale di un giovane scrittore solitario dal nome buffo (Calvin Weir-Fields), schiavo della psicoanalisi e in crisi a causa di un blocco dell’ispirazione, che un giorno crea la donna perfetta. Su carta, ovviamente. Peccato che l’eroina in questione, protagonista di un suo sogno ricorrente, presto si palesi nella sua elegante cucina.
Quello dei personaggi che prendono vita indipendentemente dalla volontà del proprio creatore è un tema che, da Pirandello a Woody Allen e Stephen King, è stato ampiamente sviscerato in letteratura e cinema. Non è tanto l’originalità dell’idea alla base diRuby Sparks a colpire lo spettatore, né alcune svolte narrative tutto sommato prevedibili, quanto la cura con cui le singole personalità vengono tratteggiate in un sistema di equilibri solido e vitale. Al protagonista svagato e fuori dalla realtà viene contrapposto un fratello concreto e coi piedi per terra interpretato da Chris Messina mentre i divertenti Annette Bening e Antonio Banderas appaiono in un breve cameo nei panni della madre vegan-hippie di Calvin e del suo nuovo convivente, perfettamente in linea con le stranezze familiari. Vera anima del film sono, però, Paul Dano e Zoe Kazan. Ormai è noto a tutti il talento di Dano, attore versatile capace di passare con nonchalance dall’universo del dramma a toni decisamente più leggeri. Senza le sue eccezionali perfomance fisiche ed emotive non esisterebbero le due scene chiave del film, momenti rivelatori esilaranti e disturbanti che rappresentano l’Alfa e l’Omega della vicenda: la rivelazione dell’esistenza di Ruby Sparks in quanto donna vera e non allucinazione del paranoico Calvin e il momento in cui Calvin mostra a Ruby il suo vero potere, la capacità di plasmarla e controllarla attraverso la scrittura. 
Con una performance attoriale eccelsa, che sfiora il parossisimo, Dano e Kazan deflagrano nel climax venato di un pizzico di sadismo e preparato accuratamente attraverso varie tappe narrative. L’amore è un esercizio di potere? La donna perfetta è quella plasmabile come una bambola, sottomessa a ogni capriccio del suo manipolatore? Può una coppia essere felice senza contraddittorio? Per conoscere le risposte fornite da Valerie Faris e Jonathan Dayton a tali quesiti esistenziali occorrerà andare al cinema perché noi non vi sveleremo il finale di Ruby Sparks. Possiamo, però, anticipare che le sorprese non mancheranno. Basterà saper rinunciare per una manciata di minuti al cinismo della quotidanità e lasciarsi andare all’incanto. In fin dei conti “innamorarsi è un atto di magia”.
Di Valentina D’Amico, da movieplayer.it

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