Puzzole alla riscossa

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La grande società immobiliare che ha in progetto di abbattere l’ennesima foresta per far spazio ad un complesso residenziale sta per ritrovarsi contro un banda di agguerriti animali. Non solo le puzzole del titolo (che poi non hanno un ruolo centrale, semmai è l’orsetto lavatore il vero leader) ma anche orsi, scoiattoli, aquile e via dicendo, tutti sono coalizzati nelle perfide vendette ai danni di chi vuole distruggere il loro habitat naturale per soldi.
Scegliendo di far “recitare” animali veri, con solo qualche aiutino della tecnologia digitale per le sequenze più complesse, Puzzole alla riscossa già dimostra la propria serietà assieme all’intenzione di rivolgersi senza inganni ma con gusto e intelligenza ad un certo tipo di pubblico, quello preadolescenziale. Nonostante Hollywood abbia spesso battutto il terreno della commedia per famiglie (che poi vuol dire commedia per bambini) adottando punti di vista normalizzanti, acquietanti e se non quasi reazionari, non è questo il caso.
Non bisogna infatti lasciarsi ingannare dalla scoraggiante presenza di Brendan Fraser perchè, a latere di tutte le ovvie e necessarie gag fisiche che riguardano la lotta ingaggiata contro la coalizione degli animaletti della foresta (molte delle quali davvero risucite), c’è un mondo guardato dal punto di vista infantile, senza che la trama coinvolga alcun bambino, che è privato dell’aura di rispetto e deferenza a tutti i costi spesso imposta scriteriatamente gli adulti.
Non solo infatti alcuni personaggi (come il magnate interpretato dallo straordinario Ken Jeong) sono palesemente dotati di un doppio livello di lettura comica, e quindi in grado di divertire in una maniera i bambini e in un’altra gli adulti, ma anche il resto delle figure che ruotano attorno ai protagonisti, quindi l’universo di riferimento e la metafora della società, sono grotteschi, avidi e bacchettoni. In Puzzole alla riscossa si ride degli anziani, delle bibliotecarie, delle segretarie, delle forze dell’ordine e via dicendo cioè di tutte quelle figure che, in maniera maggiore o minore, sono forme d’autorità se viste da un bambino. Anche la gente, intesa come massa, non è dipinta a tinte rosee. Contrariamente a quello che si vede nel cinema per famiglie più svogliato, la società non si schiera accanto ai buoni nel momento decisivo, cioè quando si deve scegliere se stare con la natura o con i cattivi che la vogliono distruggere, anzi le ovazioni sono tutte per chi promette loro denaro. Scelta discutibile ma di certo più rispettosa della realtà.
Gabriele Niola, da “mymovies.it”

Dan Sanders (un appesantito Brendan Fraser, qui anche in veste di produttore) è un promotore immobiliare, che si è trasferito assieme alla famiglia da Chicago fin nei boschi dell’Oregon per seguire il suo nuovo lavoro: deve occuparsi di supervisionare la costruzione di un centro residenziale presumibilmente ecocompatibile. In realtà, viene spedito dai suoi capi a scavare in una foresta incontaminata per costruire una lussuosa area residenziale con tanto di centro commerciale.
Dan è convinto che il suo unico problema sarà quello di aiutare sua moglie Tammy (Brooke Shields), nostalgica della vita di città, e suo figlio (Matt Prokop, High School Musical 3), un adolescente che sente terribilmente la mancanza dei suoi amici, ad ambientarsi nel loro nuovo ambiente, accontentando, al contempo, il suo esigentissimo capo (Ken Jeong) con ogni mezzo. Ma i problemi di Dan non si limitano a questo: gli animali del luogo, infatti, scoprono che lui è il responsabile della distruzione del loro habitat, e così Dan finisce in cima alla lista dei loro Maggiori Ricercati.
Dan scoprirà a sue spese quanti problemi possa causare un determinatissimo gruppetto di creature della foresta! Gli ingegnosi animaletti iniziano a tormentare Dan di notte e di giorno, sabotando il suo lavoro e minando la sua salute psichica. Dan è vittima di un attacco combinato e ben presto capisce che la sua vita perfetta di una volta è finita per sempre. Dan fallisce miseramente in ogni suo tentativo di intrappolare, ostacolare o anche solo fotografare l’assalto peloso; e senza alcuna prova della segreta cospirazione ordita contro di lui dalla foresta nessuno è disposto a credergli. Sua moglie e suo figlio sono sul punto di abbandonarlo e il suo lavoro è in pericolo: Dan deve tentare il tutto per tutto. In questa guerra tra specie diverse il vincitore sarà uno solo!
L’idea per il film Puzzole Alla Riscossa è nata dopo una serie di incendi che nel 2004 hanno colpito la California del Sud. A quel punto, gli sceneggiatori Michael Carnes e Josh Gilbert hanno iniziato a chiedersi cosa sarebbe successo se le creature, i cui habitat era stati devastati, avessero deciso di punire gli esseri umani responsabili della distruzione delle loro vite. Il risultato è una classica commedia slapstick dai toni movimentati e ambientalisti, con qualche battuta fluidamente simpatica, senza pretese, ma che saprà attrarre un pubblico di piccoli, mentre i loro accompagnatori, pur non annoiandosi, difficilmente troveranno un valido motivo per ricordarsi di questo film.
Il regista Roger Kumble (Cruel Intensions, In viaggio per il college) ha scelto di girare il film per mezzo della Red digital camera: è un potente processore che altro non è che una telecamera che emula la qualità dei film in pellicola; si può girare una sequenza molto più lunga rispetto a quanto non si possa fare su pellicola.
In Puzzole Alla Riscossa è stata, fin da subito, intenzione dei filmmaker usare dei veri animali, limitando gli effetti in CGI quanto più possibile e di ricorrere ad essi in modo quasi impercettibile per dotare gli animali di una più vasta gamma di emozioni. “Non parlano, ma devono poter sorridere e devono avere alcune espressioni che gli animali in realtà non hanno”, spiega Kumble. “La tecnologia si è sviluppata sufficientemente per poter apportare dei piccoli miglioramenti espressivi”. Causa – effetto che rende le gag di questi animali ancor meglio adatte al divertimento dei bambini.
Ilaria Falcone, da “nonsolocinema.com”

L’idea per Puzzole alla riscossa è nata dalla profonda volontà da parte dei produttori di realizzare un film che parlasse a grandi e piccini di quanto sia indispensabile avere una responsabilità maggiore nei confronti della Natura, rispetto per l’habitat animale e per la vegetazione, il cui danneggiamento si riflette sulla vita dell’essere umano.
Gli sceneggiatori Michael Carnes e Josh Gilbert si sono chiesti cosa avrebbero fatto le creature, il cui habitat fosse stato distrutto, agli esseri umani colpevoli di questo scempio.
Come si sarebbero vendicati. Questa idea è stata portata avanti decidendo di farla diventare una commedia comica, che però facesse riflettere lo spettatore su questa grande tematica che, oggi più di ieri, coinvolge ogni singolo individuo e il suo personale comportamento.
Dan Sanders lavora nel campo edile, con la sua famiglia si trasferisce da Chicago nei boschi dell’Oregon, in una alquanto desolata casa-modello. Il suo compito è supervisionare la costruzione di un centro residenziale ecocompatibile. Il suo esigentissimo capo Neil Lyman, presidente delle industrie Lyman, vuole che si occupi del progetto per i prossimi quattro anni. Questo significa stare lontano dalla città per un lungo periodo e sua moglie e suo figlio non lo trovano piacevole. Le resistenze non vengono solo dalla sua famiglia, ma da tutti gli animali del bosco che, sentiti i piani di disboscamento, si coalizzano e fanno una guerra a Dan, affinché si arrenda e lasci il loro territorio. I procioni, le puzzole, i tacchini, i corvi e molti altri organizzano varie strategie per sfinire Dan, giorno e notte, sia fisicamente che psicologicamente.
Dan si accorge della cospirazione, ma non viene creduto, sarà l’inizio di una lotta senza quartiere.
Chi avrà la meglio?
Il tema fondante il film, posto in chiave comica, è la presa di coscienza di come l’uomo, purtroppo da sempre, invada la Natura senza freno, controllo o moderazione. Troppo poche sono le volte in cui l’individuo si impegna a cercare soluzioni alternative per tutelare il benessere di entrambi.
Il produttore Bob Simonds ha chiamato il regista Roger Kumble, il quale ha sviluppato chiaramente il concetto degli animali che si ribellano ai torti subiti, entrando in azione per vendicarsi, ma soprattutto per proteggere se stessi e le loro famiglie.
Il protagonista umano Dan si rende conto solo alla fine di come il procione stesse difendendo i suoi cuccioli, come farebbe lui se degli invasori minacciassero la propria casa e famiglia.
Quello che viene spacciato per ecocompatibile in realtà non lo è.
L’avidità di denaro rende l’uomo insensibile a ciò che lo circonda e questo viene raffigurato nel capo di Dan, che pensa solo ai soldi e al guadagno fine a se stesso.
Il WWF ha deciso di promuovere il film attraverso il proprio sito e le riviste di cui si occupa. Un segnale serio di quanto questo film possa essere incisivo sulle coscienze.
Puzzole alla riscossa è farcito da una raffica di gag che piaceranno ai più piccini, ma anche ai loro genitori, Kumble ha voluto creare delle situazioni in cui la realtà è esagerata, e far parlare più l’umorismo fisico, che quello che viene dai dialoghi, questo per realizzare delle gag più divertenti e che arrivino più velocemente alla sensibilità dello spettatore. Le immagini hanno da sempre un impatto più fulmineo e diretto.
Brendan Fraser, che interpreta Dan, si lascia fare di tutto. Il regista delinea il suo personaggio come un uomo fondamentalmente buono, che è messo sottopressione dal suo capo, al quale non sa dire di no, dicendo a se stesso che non sta facendo nulla di male.
Un particolare a cui Kumble non ha voluto rinunciare nel film è l’utilizzo di animali in carne ed ossa, che sono stati addestrati per eseguire specifiche operazioni. Ha deciso di ridurre al minimo gli effetti speciali, ricorrendovi in modo quasi impercettibile per integrare alcune espressioni facciali, per esempio, che gli animali in natura non hanno.
Inoltre ha evitato che parlassero per rendere il tutto più reale possibile.
Per quanto riguarda la location, dopo numerose ricerche, i produttori sono riusciti a trovare la casa, isolata nel bosco, di cui avevano bisogno a Topsfield nel Mussachusetts.
Puzzole alla riscossa coniuga bene la comicità al tono ecologista, senza essere lezioso.
Francesca Caruso, da “cinemalia.it”

Trasferitosi dalla città di Chicago nella foresta dell’Oregon, ove deve coordinare la costruzione di un quartiere fintamente ecocompatibile, Dan Sanders (Brendan Fraser) deve fare i conti con le creature del bosco che non hanno alcuna intenzione di abbandonare la riserva in cui vivono. Dan, perseguitato da una banda di rivoltosi animaletti, capeggiati da un procione pieno di iniziative, non può esimersi dalle richieste sempre più pressanti del suo capo, tutt’altro che sensibile alle tematiche ambientaliste. Il protagonista si trova coinvolto in una vera e propria guerra di sopravvivenza: non creduto dalla propria famiglia, Dan è costretto ad affrontare la furia degli animali della foresta che lo credono il responsabile delle loro disavventure. Chi ha ragione e chi torto?
Natura Madre e Natura Maligna, un binomio universalmente noto che da sempre intesse poesia, romanzi, cinema e teatro, seppure più difficilmente sia rintracciabile nell’ambito della commedia rispetto al dramma. Forse affascinato dalla sfida di declinare sul piano umoristico l’ambivalenza del mondo naturale nei confronti dell’uomo, il regista Roger Kumble, noto per In viaggio per il college e La cosa più dolce, porta sullo schermo l’impeto rivoluzionario degli animali della foresta che individuano il nemico nel bonario ma intollerante Dan Sanders. Il protagonista non vuole fare male a nessuno: ha come unico desiderio iniziare una brillante carriera nell’ambito immobiliare ed esaudire qualsiasi capriccio proprio e della propria famiglia, il tutto a discapito di una riserva naturale, habitat di procioni, furetti, scoiattoli, conigli, puzzole e tanto altro.
Come afferma il regista stesso, il film si fonda su una comicità fisica, tipica della slapstick, un genere cinematografico che raggiunse il massimo successo negli Stati Uniti negli anni ’20. L’efficacia della slapstick nel suscitare ilarità in platea è nella meccanicità di cadute, scivolate, nei capovolgimenti di situazioni e codici “normali”. Puzzole alla riscossa è in effetti ricco di situazioni fisicamente estreme e paradossalmente “violente”, di gag semplici, ma immediate, in cui l’uomo è perdente. Eppure, anche le sequenze più divertenti sono permeate di un messaggio ambientalista che conquista senza difficoltà il pubblico dei più piccini. Il rispetto della natura è sempre in primo piano, la necessità di conoscerla, di conviverci, senza prevaricarla è il filo conduttore dell’intreccio. Detto questo, va riconosciuto a Puzzole alla riscossa la facoltà di coinvolgere adulti e bambini in un sano divertimento. Se non tutto è comprensibile al pubblico infantile – le citazioni cinematografiche del finale, o i riferimenti alla storia dell’umanità in lotta con la natura presuppongono riferimenti strutturati – è molto chiara la distinzione tra i buoni e i cattivi e la felicità dei bambini nell’assistere alla caparbietà e alla resistenza da parte del mondo animale è tangibile. Va riconosciuto a Roger Kumble il merito di non antropomorfizzare gli animali del film, che pur interagendo tra loro con dinamiche solidali irreali, non sono dotati di parola e non cercano l’affettività umana. È chiaro però che Puzzole alla riscossa è pur sempre una fiaba e tale rimane, per questo sono giustificati i ghigni rabbiosi, gli sberleffi e l’esultare degli animali della foresta. Paragonata ad altre pellicole, presentate come incursioni imparziali nel mondo naturale, ma viziate da un commento fuori campo ominiscente e demiurgico (Earth), il film di Roger Kumble non cerca di cambiare le carte in tavola. La fantasia è la fantasia e la realtà è la realtà. Ottimo il cast. Su tutti spiccano lo sralunato Brendan Fraser nei panni del protagonista, gli irresistibili Ken Jeong, Angela Kinsey e Brooke Shield che riesce a prendersi gioco de celeberrimo Laguna Blu. Un film per famiglie verdi.
Angelica Tosoni, da “silenzio-in-sala.com”

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