Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa

 

Leo Da Vinci è un film che i più piccoli dovrebbero guardare. Intanto, per comprendere bene il film è necessaria una premessa: il Gruppo ALCUNI è una casa di animazione italiana di Treviso formata da artisti che dedicano il loro tempo in maniera esclusiva alla felicità dei bambini. Non solo hanno dato vita a Cuccioli e MiniCuccioli, due serie tv (e film) pensate per la fascia dei più piccoli per accompagnarli con le loro avventure alla scoperta delle meraviglie del quotidiano, ma si occupano anche di teatro dove mettono in scena opere tratte dai loro personggi. E viceversa.

Proprio da questa commistione tra teatro, cinema e tv è nata l’idea di portare sul grande schermo Leonardo Da Vinci, una figura storica tra le più eclettiche e importanti della nostra Storia. Fantasioso e lungimirante inventore, Leonardo ha saputo vedere al di là del proprio tempo regalando al mondo alcune delle più grandi opere, dalla Gioconda alla prima macchina volante (per molti il primo prototipo dell’elicottero), passando per l’Ultima Cena e la Dama con l’ermellino.

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Fedeli alla loro mission, Gruppo ALCUNI ha “ripulito” Leonardo dalla polvere del tempo trasformandolo in un personaggio moderno, spritoso, allegro (anche se a volte un po’ musone e poco incline alla socializzazione) e, soprattutto, giovanile. Un eroe insomma che i bambini possono prendere a esempio per incoraggiare la loro fantasia e la loro creatività.

Prima di esordire nel lungometraggio la figura di Leonardo era già stata sperimentata dal Gruppo ALCUNI in una serie tv per la Rai e in una serie di corti realizzati per Milano Expo 2015. Quello che ritroviamo al cinema però non è lo stesso Leonardo. Nuovo look, nuova grafica, nuova storia e soprattutto nuovo nome, Leo, per un ragazzo che parla ai bambini con il loro linguaggio e li accompagna in un’avventura fatta di amicizia, scoperte, invenzioni e pirati malvagi.

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La storia vede infatti come protagonista un ragazzo che trascorre la maggior parte del suo tempo a realizzare incredibili invenzioni. È giusto intento a mostrare ai suoi amici Lorenzo, indispensabile aiuto per far funzionare sempre tutto, e Lisa, la ragazza di cui è segretamente innamorato, la sua ultima creazione, lo scafandro, quando la casa della ragazza è colpita a un brutto incendio. Per aiutarla Leo parte alla ricerca di un tesoro che potrebbe risollevare le sorti della famiglia di Lisa. Ad aiutarlo nuovi simpatici amici come Agnes e Niccolò (Copernico), un bambino appassionato di astronomia che non si separa mai dal suo cannocchiale.

Nonostante le animazioni siano ancora da migliorare, il film ha il grande pregio di accompagnare i bambini in un’avventura lineare e di facile comprensione pur essendo ricca di trovate e di colpi di scena. La storia segue infatti Leo e i suoi amici alla ricerca di questo fantomatico tesoro introducendo anche la figura di malvagi pirati che rendono le situazioni più coinvolgenti e misteriose ma sempre adatte al target di riferimento: i bambini. Che possono così divertirsi e imparare molto sulla figura di Leonardo Da Vinci e delle sue invenzioni (nel film compaiono la Gioconda, il paracadute, lo scafandro, l’uomo vetruviano e molto altro ancora) anche se la fedeltà alla realtà storica del periodo non è stata rispettata fino in fondo.

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Ottima anche la colonna sonora del film e anche la canzone di Riki, Il tempo intorno, tratta dal suo secondo album Mania, che dal trailer mi faceva un po’ temere, è stata perfettamente inserita nella storia all’interno di una scena molto romantica che farà strizzare i cuoricini ai più piccoli.

Alex e Giorgio non vedevano l’ora di guardare il film, soprattutto perché, di ritorno da poco da un viaggio a Parigi, avevano avuto la fortuna di ammirare da vicino la Gioconda e scoprire qualcosa su Leonardo Da Vinci. Le sue avventure, il suo carattere avventuroso ma schivo, e l’impronta romantica che aleggia sul film li hanno subito conquistati, soprattutto Alex, che si è immedesimato con Leo e nei suoi primi impacciati approcci con Lisa. Entrambi poi hanno ammirato le geniali invenzioni che appaiono nel film e sono rimasti stupiti dal colpo di scena finale che li ha fatti discutere a lungo. Prossima mission della famiglia: portarli a vedere l’Ultima cena. Leo ormai è uno di casa!

da “movieforkids.it”

 

 

 

L’avventura d’animazione made in Italy torna sugli schermi portando con sé un marchio narrativo del tutto originale, a firma di Sergio Manfio con Gruppo Alcuni (Cuccioli – Il codice di Marco PoloCuccioli – Il paese del vento, entrambi tratti dall’omonima serie cult nata a inizio anni Duemila); Manfio, autore estremamente eclettico e sempre attento ai bisogni del pubblico più giovane, propone stavolta una storia di creatività e amicizia, con protagonista il genio di Leonardo da Vinci. Un soggetto senz’altro singolare – e italianissimo –, questo Leo raccontato nel pieno del fervore adolescenziale, bello e ribelle, tratteggiato più come un sognatore e un “affamato di vita” e non già come il genio indiscusso dell’arte e della conoscenza che sarebbe presto diventato. Lo vediamo, allora, indaffarato e un tantino scarmigliato nel suo bizzarro laboratorio, collocato sotto un salice piangente nel bosco; ha già realizzato con ingegno una strana macchina in legno, denominata “Botte”, con la quale poter spostarsi tanto via terra che per mare, e poi un po’ maldestramente anche via cielo, realizzando il suo più grande sogno che è quello di volare. E tra le sue opere, intravediamo anche una certa Monna Lisa, ispirata alla bella amica Lisa, della quale Leo è palesemente innamorato ma, come ogni genio che si rispetti, nei fatti semplici della vita quotidiana e, in particolare, nei sentimenti si dimostra imbranato. Sarà proprio questa timidezza e goffaggine di Leo nel rapporto con Lisa ad avvicinare il personaggio al pubblico della sua età, nel frattempo veicolando il messaggio, essenziale per il film, che i veri sogni sono quelli “in terra”, e l’unica cosa che conti veramente sia l’affetto per i propri amici e l’aiuto reciproco nei momenti di difficoltà.

leo-da-vinci-il-film_02.600L’allegra compagnia costituita per caso nel corso degli eventi si ingegna, dunque, per risolvere il problema di Lisa e suo padre, e tutti assieme, ognuno mettendo al servizio dell’altro le proprie capacità migliori – personaggio adorabile è quello del piccolo Niccolò, polacco e innamorato del firmamento proprio come un tal Copernico che conosciamo –, andranno alla ricerca del tesoro sepolto sotto il mare. Le avventure affrontate dai ragazzi contro un gruppo di pirati un po’ maldestri e il ritrovamento della nave abbandonata oltre la cascata, fanno parte di un immaginario comune ben consolidato che risale a I Goonies (1985), dove per l’appunto le vicissitudini del gruppo capitanato da Mikey e la caccia all’oro di Willy l’Orbo avevano inizio con l’intenzione di salvare le proprie case dagli imprenditori venuti ad acquistare il quartiere. Le situazioni si richiamano a vicenda, se non fosse che qui il protagonista possiede anche un prototipo rudimentale di scafandro per esplorare le acque più profonde, garantendo grazie alle sue infinite conoscenze la riuscita dell’impresa contro i cattivi.
Il film di Manfio riporta a galla immagini e gag che il pubblico avvertirà come convenzionali, e in certi punti pecca di vuoti narrativi che lasciano un senso di approssimazione della storia; tuttavia, il merito va senz’altro alla precisione dell’animazione; ai colori accurati e realistici per ogni ambientazione, in specie quella acquatica; alle musiche (composte da Marco Fedalto), sempre dinamiche e perfettamente adattate a personaggi e situazioni; e in ultimo, un’ottima Firenze quattrocentesca balza agli occhi dello spettatore, che però vi può anche ritrovare numerosi richiami all’oggi – anche i personaggi risultano spesso “contemporanei” per atteggiamenti e verve – in un bell’incontro tra l’antico e il moderno, tra il genio conclamato e la spensieratezza della gioventù.

Martina Puliatti, da “sentieriselvaggi.it”

 

 

In “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” troviamo un Leonardo da Vinci adolescente che, accompagnato da due bambini, Agnes e Niccolò, dall’amico Lorenzo e da una giovane Monna Lisa, parte per l’avventura alla ricerca di un tesoro.

L’aspetto più sorprendente di “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” è sicuramente l’esecuzione degli scenari e degli sfondi, che vantano un uso dei colori magnifico, con tonalità brillanti e vivide. Il set designer Marco Pegorarodimostra un incredibile talento artistico sia nella resa degli ambienti naturali sia nella delineazione di quelli urbani (con una sorprendente Firenze di fine Quattrocento). Purtroppo, però, i bellissimi sfondi dipinti stridono un po’ con i disegni dei personaggi, che appaiono eccessivamente “plastici”. Sarebbe stato opportuno, forse, renderli meno bamboleschi, ammorbidendone un poco la solidità materica. L’aspetto generale dei personaggi è, comunque, molto ben riuscito, dai costumi, alle acconciature, alla palette dei colori utilizzati.

Bellissima è anche la nave-macchina-aereo di Leo, perfettamente in linea con le affascinanti bozze ingegneristiche leonardesche impresse ormai nella memoria collettiva. Tanto è bella che dispiace venga data un po’ “per scontata” nell’impianto filmico: sarebbe stato interessante, ad esempio, scoprirne i retroscena di costruzione, ma anche mostrare lo stupore dei contemporanei (come di Agnes e Niccolò) alla vista di un mezzo di locomozione così avveniristico, rendendo giustizia ad un’opera così intrigante.

Leo da Vinci – Missione Monna Lisa: il ritmo e quei personaggi che non “volano”

Leo da Vinci - Missione Monna Lisa AgnesPer quanto riguarda la trama, “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” è a tutti gli effetti un film d’avventura, cui sembra però mancare un po’ di “piglio”: il regista Sergio Manfio non sembra riuscire a dare le spinte giuste ai momenti di svolta della storia. La tensione, insomma, sale e cresce troppo poco nel corso della vicenda.

I personaggi più riusciti sono sicuramente quelli di Leo, Lisa ed Agnes. Quest’ultima, in particolare, è una bimbetta impenitente e scaltra e, con la sua entrata in scena, riesce a restituire nuovamente un po’ di brio alla narrazione quando decide di rubare la mappa a Leo, scappando per i tetti di Firenze. Il piccolo Copernico è molto carino, ma non ha dalla sua delle scene memorabili a disposizione, mentre Lorenzo appare simpatico ma a volte ripetitivo nel suo sense of humor. Il misterioso cattivo di turno, inoltre, è un personaggio cui sicuramente andava dato un po’ più di spazio, per approfondirne il carattere e le motivazioni.

La storia d’amore tra Leo e Lisa, due personaggi che possiedono invero una profondità e un carattere definiti, è ben scritta e risulta piacevole, ma anche in questo caso serviva probabilmente un afflato di intensità maggiore (ad esempio rendendo più drammatico il disvelamento del matrimonio combinato di Lisa).

In conclusione, Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” è ricco di trovate interessanti e verrà sicuramente apprezzato dai più piccini, che troveranno molte scene spassose, ma anche insegnamenti di amicizia e lealtà. Il film poteva dare di più, essere ancora più emozionante, ma l’amore e l’impegno del team di lavoro di “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa” si vedono tutti.

Marta Maiorano, da “ecodelcinema.com”

 

 

 

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