The Paris Opera

 

Sondare il cuore dell’Opéra di Paris, vedere e ascoltare il formidabile lavoro di quelli che operano in questa prestigiosa istituzione è il motore del raffinato documentario di Jean-Stéphane Bron. Documentario in perfetta osmosi col suo soggetto. Nel celebre monumento parigino si era già accomodato Frederick Wiseman, focalizzandosi fin dal titolo sul balletto (La Danse – Le Ballet de l’Opéra de Paris). The Paris Opera evoca il balletto ma privilegia la produzione lirica.

La musica (Mozart, Berlioz, Verdi, Ligeti e ancora) gioca un ruolo essenziale, prendendosi in carico la dinamica d’ensemble. Piano o forte, offre un dialogo costante con le immagini. L’intero film è composto, montato e orchestrato come un’opera.

Lo spettatore partecipa alle prove di “I maestri cantori di Norimberga” (Richard Wagner) o del “Moses und Aron” (Arnold Schönberg), assiste alle riunioni in cui si discute dei piani di comunicazione, dei prezzi dei biglietti, della venuta del presidente (François Hollande al tempo delle riprese), incrocia il basso-baritono Bryn Terfel o i membri del coro, i truccatori o i sarti, intendenti o amministratori. L’esplorazione muove dalla soffitta al seminterrato. E dappertutto domina il sentimento di essere in un alveare dove piccole mani, grandi braccia, menti fini sono al servizio della creazione, animate dal medesimo slancio, dallo stesso dovere e progetto di eccellenza.

L’autore svizzero si attarda su alcuni protagonisti emblematici che servono da raccordo. Stéphane Lissner, su tutti, direttore coscienzioso e maestro di cerimonia che assorbe tutti gli choc esterni evocati in sordina (riduzione dei finanziamenti pubblico, pressione per aumentare il numero degli spettacoli, incremento del pubblico, negoziazione coi sindacati per regolare gli scioperi), proteggendo la sa maison dalle intrusioni, comprese quelle dei documentaristi più curiosi.

Voto: 3,5 / 5

Marzia Gandolfi, da “mymovies.it”

 

 

All’Opèra di Parigi, Stéphane Lissner, che di lì a poco dovrà affrontare la sua prima conferenza stampa in qualità di direttore artistico, si dedica meticolosamente agli ultimi preparativi al fine di gestirla al meglio – suo compito è presentare la nuova stagione -, ma ecco che arrivano delle complicazioni alquanto grottesche: viene annunciato uno sciopero, e come se non bastasse, al cast si aggiunge un interprete assai insolito, ovvero un toro.

Parallelamente, un giovane cantante russo che frequenta l’Accademia dell’Opèra s’imbatte in uno dei maggiori esponenti del canto del suo tempo.

The Paris Opera: un documentario come una commedia

Il documentario “The Paris Opera” null’altro è se non una commedia sulle vicissitudini umane, in questo caso osservate attentamente dal regista Jean-Stéphane Bron, il quale, nei due anni e mezzo di realizzazione del film, ha ‘sbirciato’ minuziosamente ogni singolo avvenimento del dietro le quinte dell’Opéra.

Nulla sfugge al suo occhio analitico: registra ogni singolo sospiro, ogni goccia di sudore malcelata, ogni parola sfuggita. La sua attenzione si sposta dal ballerino all’assistente di turno, dal direttore allo spazzino, creando così una visuale a 360 gradi.

In “The Paris Opera” ciò che viene rappresentata è la vita stessa, in tutta la sua contraddittorietà. Il continuo movimento di macchina sembra echeggiare i passi delle persone; nulla si arresta, tutto è in costante mutamento.

La musica e la danza appaiono, così, come una cornice all’immenso teatro delle vicende e scelte umane.

da “ecodelcinema.com”

 

 

 

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