Raffaello – Il principe delle arti

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Il genio di Raffaello Sanzio e la sua capacità di creare capolavori assoluti dell’Arte rinascimentale sono al centro di un film in 3D, nelle sale cinematografiche solo il 3, 4 e 5 Aprile 2017. Prodotto da Sky HD (con Sky Cinema e Sky Arte) Raffaello il Principe delle Arti è il primo biopic sul grande artista italiano. Il film ha una durata di 90 minuti e ripercorre le vicende umane e artistiche del genio urbinate che, tra le capitali dell’arte e della cultura di fine ‘400, era tra i pittori più apprezzati e richiesti.

Dalla casa paterna di Urbino, dove Raffaello bambino apprende i primi rudimenti artistici, al Palazzo Ducale dove, adolescente, entra in contatto con i più grandi capolavori dell’epoca. Appena diciassettenne ottiene le sue prime commissioni come “maestro”, realizzando i suoi primi capolavori, tra cui il celebre Sposalizio della Vergine, in cui sfida e supera il maestro Perugino. Si passa poi a Firenze in quegli anni irripetibili in cui in città si potevano incontrare allo stesso tempo, Michelangelo e Leonardo e dove Raffaello, influenzato dal Da Vinci, produce una serie di Madonne celeberrime, dalla Madonna del Cardellino alla Belle Jardinière.

Per finire a Roma, la città che lo consacra e lo consegna eternamente al mito. In Vaticano il film celebra le opere più note, facenti parte del percorso dei Musei Vaticani: le Stanze di Raffaello, la Madonna di Foligno, l’Incoronazione della Vergine, gli Arazzi e la celebre Trasfigurazione. Altra grande esclusiva del film è rappresentata dalla ricostruzione della Cappella Sistina così come apparve la notte del 26 Dicembre 1519, quando sotto la volta affrescata da Michelangelo furono esposti i primi 7 arazzi di Raffaello.

 

 

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Il percorso si conclude al Pantheon, luogo che custodisce la tomba di Raffaello con il suggestivo epitaffio composto da Pietro Bembo: Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire. Il film riesce a creare un file rouge che racconta la vita di Raffaello Sanzio in modo armonioso. Nulla è lasciato al caso né le riprese dei quadri, né quelle dei luoghi. Sono gli storici dell’Arte Antonio Paolucci, Vincenzo Farinella e Antonio Natali a guidarci nel percorso.

Raffaello Il Principe delle Arti in 3D senza dubbi azzarda molto, siccome decide di utilizzare tecniche diverse. Già dai primi 30 minuti di film possiamo infatti notare tre stili di “documentario” differenti in cui Raffaello, interpretato da Flavio Parenti, rompe persino la quarta parete. La spiegazione da parte degli storici dell’Arte sopracitati e la ricostruzione della vita di Raffaello Sanzio tramite attori creano il resto del lungometraggio. Nonostante si possa storcere il naso all’inizio, il ritmo del racconto è buono e il mix di diversi metodi non danneggia il prodotto finale.

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A tutto questo si aggiunge la tecnologia cinematografica 3D e 4K più evoluta, con carrelli, bracci, elicotteri e droni. Una chicca è la dimensionalizzazione delle opere, che consentono una vera e propria immersione nelle opere di Raffaello Sanzio, ma che potrebbero non essere apprezzate a pieno da chi ama le opere d’Arte così come sono. Le inedite riprese in 3D e 4K mai effettuate finora lasciano sicuramente lo spettatore affascinato, per non parlare della ricostruzione in Virtual Reality 360° della Cappella Sistina.

Nonostante le varie scelte non indifferenti di trattare la storia e le opere di un grande artista, il film è piacevole e alla portata di tutti, sia agli addetti al lavori dell’Arte sia a giovani esploratori curiosi. Il film esordirà nei cinema italiani il 3, 4 e 5 aprile, distribuito da Nexo Digital per poi approdare nei cinema di 60 paesi del mondo. Un ottimo modo per avvicinarsi alla vita e alle creazioni di Raffaello Sanzio.

Michael Camisa, da “talkymovie.it”

 

 

La vita di Raffaello Sanzio, a partire dalla sua nascita ad Urbino e dall’ambito familiare, viene seguita nel suo periodo fiorentino e in quello romano attraverso la presentazione e lettura di 70 opere d’arte di cui più di 40 di mano del grande pittore. Per la realizzazione di questo film d’arte sono stati necessari 18 mesi di lavoro di cui 30 di riprese e un team produttivo composto da più di 100 professionisti con oltre 200 ore di girato e 40 costumi realizzati su misura.

Lo sforzo produttivo è stato, come si vede, ingente ma non questo non garantiva di per sé la riuscita del progetto. Che invece c’è ed è piena. A partire dall’uso del 3D che a un profano potrebbe apparire quantomeno ‘strano’ nel momento in cui si porta sullo schermo l’opera non di uno scultore ma di un pittore.

Utilizzo che invece si dimostra assolutamente efficace. Un esempio può farne comprendere il valore: nel momento in cui si mettono a confronto Lo sposalizio della Vergine del Perugino (che fu suo maestro) e quello realizzato da Raffaello, la possibilità che il 3D offre di separare i piani in cui si collocano i personaggi, mostra quanto il pittore urbinate a soli 20 anni sapesse guardare all’opera di chi lo aveva preceduto essendo in grado di andare oltre. La tridimensionalità mette in assoluto rilievo i gesti, le posture i volti di coloro che attorniano Giuseppe e Maria rivelando la distanza assoluta tra la fissità rituale pensata dal Perugino e il rapporto diretto con il reale che viene ad instaurarsi ad opera di Raffaello.

Avendo come modello di riferimento gli ormai ‘classici’ sceneggiati televisivi degli anni Settanta si propongono anche i momenti principali della vita del pittore contestualizzandoli con grande efficacia negli edifici e nelle città in cui si svolsero. Questo fa sì che non ci sia la benché minima traccia di accademismo nella ricostruzione del suo percorso artistico grazie anche agli interventi di esperti come Vincenzo Farinella (professore associato di Storia dell’Arte Moderna) per il periodo di Urbino, Antonio Natali (storico dell’arte che è stato direttore della Galleria degli Uffizi) per la presenza a Firenze e Antonio Paolucci (che è stato direttore dei Musei Vaticani) per il periodo legato al Vaticano.

Voto: 4 / 5

Giancarlo Zappoli, da “mymovies.it”

Raffaello – Il principe delle arti – in 3D, il nuovo progetto di Sky, Musei Vaticani e Nexo Digital, al cinema solo il 3, 4, 5 aprile, ci dà la possibilità di riscoprire luoghi e opere inestimabili insieme a personalità di spicco quali Antonio Paolucci (direttore dei Musei Vaticani fino al 2016), Vincenzo Farinella (professore di Storia dell’Arte Moderna alla Normale di Pisa), Antonio Natali (storico dell’arte e direttore della Galleria degli Uffizi dal 2006 al 2016).

Il film parte dall’infanzia di Raffaello, nella prospera bottega del padre mentre gioca con i colori e vive la spensieratezza dei suoi anni. Questi sono anni molto importanti per il futuro artista: è qui che il suo genio viene plasmato ed è pronto a emergere negli anni futuri. Insieme al padre, Raffaello scopre un mondo di bellezza, colori, emozioni che cambieranno per sempre la sua vita. Purtroppo anche un evento tragico plasma il giovane Raffaello, ovvero la morte della madre, che possiamo riscoprire in tutta la sua dolcezza nella Madonna di Casa Santi, un affresco della casa natale dell’artista.

Raffaello – Il principe delle arti – in 3D ha tutte le carte in regola per diventare il film evento dell’anno!

Urbino è stato il primo centro culturale importante con cui si rapportò Raffaello che, spinto dal padre Giovanni, inizia a lavorare nella bottega del Perugino.

Questi sono gli anni nei quali il giovane artista inizia a sperimentare una tecnica che lo porterà alla realizzazione dello Sposalizio della Vergine, in cui si può notare quanto sia notevole la differenza con il maestro. La naturalezza della posa dei personaggi, la rappresentazione dell’architettura sullo sfondo, lo spostamento del punto di fuga, sono tutti elementi che ci fanno capire quanto Raffaello voglia imparare, interiorizzare un metodo di lavoro, per poi superarlo.

Quando Raffaello sente di potersi confrontare con Leonardo e Michelangelo, parte per Firenze.

Qui ha la possibilità di entrare nella bottega di Leonardo da Vinci e di studiare lo stile di Michelangelo dai corpi massicci contraddistinti da una torsione mai vista prima in nessuna opera pittorica. Il genio di Leonardo e la scultura pittorica di Michelangelo plasmano ancora una volta un giovane e ambizioso Raffaello, che si dedica alla Madonna con bambino. Proprio in questo periodo produce una serie di opere che rimarranno per sempre nella storia dell’arte: dalla Madonna del Cardellino alla Belle Jardinière. Conoscendo l’infanzia di Raffaello, non si può che rimanere colpiti dalla dolcezza che caratterizza le serie di Madonne dell’arista. Dolcezza che rimanda alla madre e al periodo di infanzia felice di Raffaello.

 

Ma è Roma che consacra e consegna Raffaello al mito. Quando gli incarichi diventano sempre più importanti e la fama di Raffaello raggiunge vette molto alte. Roma e Città del Vaticano, per un giovane ambizioso come Raffello, sono il pane. Qui viene chiamato da papa Giulio II per decorare i nuovi appartamenti papali e realizza la celebre Scuola di Atene.

Questi sono i punti più importanti toccati da Raffaello – Il principe delle arti in 3D: una carrellata suggestiva di immagini che ci conducono in luoghi unici e alla scoperta di opere senza tempo.

Ma c’è di più! Raffaello – Il principe delle arti in 3D ci fa rivivere attraverso alcune ricostruzioni storiche dei momenti importanti dell’artista. Abbiamo la possibilità di rivedere Raffaello ancora bambino che gioca e corre nella bottega del padre: un’immagine idilliaca che ci riporta alla fanciullezza senza tempo.

Ci sono poi anche momenti che segnano la vita matura dell’artista: l’incontro con la donna che Raffaello amerà più di ogni altra al mondo, nonché modella de La Velata e La Fornarina. Ma anche la scena in cui Raffaello ottiene le chiavi per entrare all’interno della Cappella Sistina e ammirare di nascosto il magnifico lavoro di Michelangelo. A quel tempo non esisteva ancora il Giudizio Universale e noi spettatori abbiamo la possibilità di rivivere la Cappella con gli affreschi originali grazie al grande lavoro di ricostruzione storica del film.

Raffaello – Il principe delle arti in 3D,

Raffaello – Il principe delle arti – in 3D rappresenta la prima trasposizione cinematografica mai realizzata su Raffaello Sanzio. Il film, riconosciuto di interesse culturale dal MiBACT – Direzione Generale Cinema, vede nel cast Flavio Parenti, Angela Curri, Enrico Lo Verso, Marco Cocci e vi aspetta al cinema solo il 3, 4, 5 aprile!

Laura Siracusano, da “cinematographe.it”

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