Pino Daniele – Il tempo resterà

locandina

 

Ci sono due o tre scene almeno che mozzano il fiato in «Pino Daniele. Il tempo resterà» il docufilm di Giorgio Verdelli che sarà presentato in anteprima domenica sera al San Carlo. C’è  il Nero a Metà che, nella penombra di casa sua, fa ascoltare per la prima volta a Massimo Troisi un abbozzo di «Quando». Ci sono rarissime immagini del concerto grossissimo del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito con un saluto finale («Io esisto grazie a voi, ciao guagliù») e poi il racconto dell’amico Peppe Lanzetta che lo trova dopo, solitario in un pulmino («Pe’ ma li hai visti quanti erano?»).
C’è il Lazzaro Felice dal barbiere che spiega che cosa vuol dire fare «addove». E poi, tra qualche contributo un po’ troppo televisivo e apparizioni live dei marziani Eric Clapton e Pat Metheny, trovate narrative più o meno originali (le riprese del supergruppo in bus stancano), live storici e riprese mai viste, c’è un bel pezzo della carriera del cantautore napoletano che ha cambiato la canzone napoletana, e italiana, unendo radici e ali, melodia e ritmo, mandolini e blues elettrico, Partenope e Chicago. E c’è James Senese che ricorda la prima telefonata che gli fece Giuseppe Daniele: «Gli piaceva la mia band, Napoli Centrale, si presentò da me, sembava un indiano, e questo già mi pareva promettente. Gli dissi: “A noi manca un bassista”. E lui: “Ma io suono la chitarra”. ” io: “Accattate ‘o basso e vieni a suonare con noi”». Fu l’inizio di una grande storia.

Tantissime le presenze importanti, qualche assenza è inevitabile e poi ci sarà tempo di raccontare altre storie pinodanieliane in futuro. Per ora, non perdete l’uscita del film nelle sale, solo dal 20 al 22. O meglio: perdetela se non amate Pino Daniele.

Federico Vacalebre, da “ilmattino.it”

 

 

 

Per Pino Daniele, affermare di poter “tenere il tempo” era una forma di presunzione: “siamo noi che dobbiamo entrare nel tempo, non possiamo tenerlo. Noi poi ce ne andremo, ma il tempo resterà”, diceva. Giorgio Verdelli, il regista e sceneggiatore del docufilm Il Tempo Resterà, che arriverà al cinema per soli tre giorni i prossimi 20, 21 e 22 marzo, ha quindi preferito non ricordare il cantautore napoletano con un racconto per tappe in ordine cronologico della sua storia, e ha deciso invece di omaggiarlo attraverso la sua musica.

“Non è la biografia di Pino Daniele, ma per certi versi gli assomiglia molto”, ha chiarito il regista: difatti è piuttosto un collage di performance dal vivo con un audio impeccabile, video inediti e testimonianze della sua influenza all’interno del panorama musicale italiano, con interviste ad alcuni suoi storici amici e collaboratori, dalla sua leggendaria band composta da James Senese, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo, Tony Esposito e Joe Amoruso, passando per Renzo Arbore, Massimo Ranieri, Stefano Bollani, Ezio Bosso, Jovanotti, Clementino, Giuliano Sangiorgi e Vasco Rossi e tanti altri. Mancando una narrazione lineare, che faccia capire l’evoluzione del suo caratteristico sound “nero a metà”, è un documentario indirizzato quasi esclusivamente ad ascoltatori fedeli e nostalgici di Daniele, più che a chi ne conosce solo le canzoni più famose e vorrebbe scoprirne più nel dettaglio la portata artistica. Gli aneddoti raccontati vertono principalmente sul suo rapporto con la città di Napoli, che viene metaforicamente percorsa sulle ruote di un pullman, come quello su cui per anni hanno vissuto in tour Daniele e la sua storica formazione, e la cui ultima tappa è uno dei luoghi simbolo della sua carriera, Piazza del Plebiscito.

Tantissimi i filmati inediti, di cui forse il più affascinante è una registrazione della sera in cui Daniele suonò a casa di Massimo Troisi una prima versione di “Quando”, la canzone che fu poi scelta per la colonna sonora di Pensavo fosse amore… invece era un calesse. In poche parole, Il Tempo Resterà è un viaggio emotivo e appassionato, fondamentalmente istintivo e un po’ disordinato, che sottolinea il ruolo da protagonista di Pino Daniele nella storia della musica italiana, senza tecnicismi e spiegazioni teoriche, quindi in linea con l’idea di comunicazione del musicista, a cui non importava spiegarsi a parole: “l’importante è sapé suonà”.  E Pino Daniele, in musica, sapeva dire tutto.

Federica Carlino, da “comingsoon.it”

 

 

A due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, arriva nei cinema italiani Pino Daniele – Il Tempo Resterà, un viaggio attraverso la musica, i concerti e la vita del grande artista partenopeo con una straordinaria serie di immagini – molte delle quali mai mostrate finora -, testimonianze e performance musicali. Il docu-film, diretto da Giorgio Verdelli, sarà distribuito in esclusiva da Nexo Digital solo il 20, 21 e 22 marzo come evento cinematografico pensato per offrire ai fan di Pino Daniele l’opportunità di ritrovarne su grande schermo la musica e il percorso artistico dagli anni ’70 agli ultimi concerti.

Molto del materiale utilizzato per comporre Pino Daniele – Il tempo resterà è assolutamente inedito ed è stato selezionato appositamente dal regista Giorgio Verdelli attraverso una lunga e paziente ricerca che ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Pino Daniele, supportato dal contributo di Claudio Amendola.

Il Tempo Resterà non è la biografia di Pino Daniele, ma per certi versi gli assomiglia molto” spiega il regista, Giorgio Verdelli. “Mi sono fatto guidare dalle canzoni e dalle frasi di Pino che sono diventate il filo conduttore del film documentario. Abbiamo voluto fare un percorso emozionale e siamo letteralmente saliti su un autobus (ribattezzato Vaimò, come il tour del 1981) che ci ha riportato nei luoghi della Napoli di Pino Daniele, per raccontare la sua idea di musica in movimento perenne, come la società di quegli anni che lui ha interpretato con una cifra innovativa e inimitabile”.

Verdelli, grazie alla sua profonda conoscenza di Pino Daniele, realizza così un ritratto inedito del musicista, raccontandone il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale. Così da Pino Daniele – Il Tempo Resterà emergono la vita e gli incontri di un uomo unico, tra appocundria, musica e poesia: un nero a metà, un Masaniello, un uomo in blues capace di parlare un linguaggio aperto a tutti grazie a una relazione empatica e straordinaria con le terre in cui era nato.

da “mymovies.it”

 

 

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