Les Sauteurs

locandina

 

La vita di attese di un rifugiato al confine con l’Europa

Il Monte Gurugu affaccia sull’enclave spagnola di Melilla, sulla costa mediterranea settentrionale dell’Africa. L’Unione europea e l’Africa sono separate qui da un impianto di confine ad alta sicurezza, composto da tre recinzioni. I rifugiati, per lo più provenienti dalla regione sub-sahariana, vivono in un centro ai piedi del monte. Da qui sono in molti a tentare di attraversare la frontiera terrestre tra il Marocco e la Spagna. Uno di loro è Abou Bakar Sidibé, proveniente dal Mali, che in Les Sauteurs è sia il protagonista che uno dei registi. Dopo 14 mesi nel campo e numerosi tentativi – falliti – di battere il sistema di recinzione, Abou inizia le riprese di un documentario, concentrandosi sulla sua routine quotidiana, le perlurstrazioni della zona e le attese noiose tra un “salto” e l’altro.
Le immagini che ne derivano sono un documento imprescindibile per capire l’organizzazione sociale della comunità dei rifugiati, senza tralasciare quel velo di tristezza rappresentato dalla presunta Eldorado d’Europa.

da “mymovies.it”

 

 

Sono più di mille sul monte Gurugu, in Marocco, a sognare di tentare la fortuna nella vicina Spagna, Melilla. Il tedesco Moritz Siebert e il danese Estephan Wagner hanno dato una videocamera a Abou Bakar Sidibé, giovane maliano vissuto temporaneamente su questa montagna, per testimoniare la sua vita e quella dei suoi compagni. Il documentario Les Sauteurs [+], scoperto nella sezione Forum della Berlinale 2016, è stato presentato qualche giorno fa nella Competizione documentari del festival Crossing Europe a Linz.
Sidibé viveva sul monte Gurugu da 15 mesi quando è stato contattato da Siebert e Wagner. Per diverse settimane, dapprima per soldi, poi per il piacere di filmare (Sidibé è accreditato come regista), documenterà la sua vita e quella dei suoi fratelli di sventura. Una vita fatta di lotta e di regole rigide dettate in funzione di ciascuna nazionalità che vive nel campo, di miseria e di speranza, di sessioni di rap improvvisate e di partite di calcio, ma soprattutto di attesa. Per sperare di lasciare l’inferno della foresta ed entrare in questa “Europa in terra d’Africa”, i migranti maliani, ivoriani e gli altri devono attendere la notte per tentare di saltare tre barriere di metallo e lamiera senza farsi prendere dalla polizia spagnola, sempre in agguato.

Le immagini a infrarossi delle camere di sorveglianza della polizia spagnola, che rappresentano l’unica concessione a questo documentario immersivo, mostrano chiaramente i tentativi di salto. Bisogna quindi elaborare delle strategie, mentre si cerca di fasciarsi le ferite provocate dal filo spinato delle recinzioni e dalla polizia, per sperare di riuscire a entrare in Spagna al prossimo tentativo.

Ma nessuno si illude, entrare in questa Europa in crisi non risolverà tutti i problemi. Malgrado tutto, per Sidibé e gli altri migranti del monte Gurugu, l’Europa resta l’Eldorado, e non intendono aver fatto questo lungo viaggio e vissuto lunghi mesi di sofferenza per niente. Un futuro migliore è così vicino, ma così difficile da raggiungere.

Les Sauteurs, la cui forza principale risiede in queste immagini forti e catturate dall’interno più che nella scoperta di una realtà sconosciuta, è prodotto dalla società danese Final Cut for Real e venduto nel mondo da Wide House.

Laura Nanchino, da “cineuropa.org”

 

 

 

 

 

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