Alla ricerca di un senso

locandina

 

Alla ricerca di un senso è un film on demand nel vero senso della parola: a disposizione cioè di qualunque associazione, scuola o gruppo di cittadini ne faccia richiesta, e già in questo sta la sua singolarità. Non si tratta infatti di un classico documentario pensato, scritto, prodotto e distribuito, ma di un film nato dalle spontanee esigenze degli autori, amici d’infanzia, che si sono ritrovati dopo 10 anni che non si vedevano: Marc de la Ménardière a 26 anni vive a New York e ha un lavoro prestigioso per una grande azienda francese, che lo mette a contatto quotidianamente col glamour e le celebrità (in pratica, si tratta di vendere l’acqua d’Oltralpe agli americani), mentre Nathanael Coste, geografo, ha realizzato dei documentari sull’ambiente e si è occupato tra l’altro dei problemi della distribuzione dell’acqua (non certo in bottiglia) in India.

Prima di tornarci, Nathanael lascia a Marc alcuni di questi film, che lui vede quando è costretto a casa per un incidente che lo immobilizza. Da lì, inizia a porsi delle domande sul senso di quello che è e quello che fa e decide di lasciare il lavoro, tra lo sconcerto dei suoi famigliari, e raggiungere l’amico in India, dove fanno le prime interviste. Quando tornano, visionando il materiale, decidono di continuare il loro viaggio alla ricerca di forme di vita alternative a quelle che conosciamo e lì nasce l’idea di un film, che vede la luce dopo 5 anni, una campagna di crowdfunding che permette di pagare la post-produzione e arriva alla gente, autodistribuito, completando un ciclo virtuoso.

È significativo che a porsi domande sul senso della vita e sullo scollamento tra l’uomo e la terra che gli dà i mezzi di sostentamento ma che lui spesso neanche vede, costretto com’è per tutta la vita a vivere dentro scatole, siano ragazzi di meno di 30 anni. Tocca infatti agli esponenti delle nuove generazioni, che hanno avuto in eredità un mondo depredato dall’ingordigia delle multinazionali, dove in pochissimi possiedono una ricchezza oscena in confronto ai milioni di poveri totali, provare a fare quello che i loro genitori non sono stati in grado di ottenere: rendere la terra un luogo più vivibile e cooperare per uno sfruttamento che assecondi i cicli della natura, senza veleni e pesticidi, lasciando spazio all’individuo per riconnettersi con le proprie esigenze interiori.

A chi è già sensibile a questi problemi possono sembrare a tratti ovvie le risposte che gli intervistati danno a Marc, ma è significativo che si trovino tutti sulla stessa lunghezza d’onda, ovunque vivano e attuino la loro alternativa di vita e qualunque sia la loro identità e il loro lavoro: l’astrofisico, lo sciamano, i coltivatori di agroecologia, il filosofo, il biologo o la psicoterapeuta concordano sul fatto che un vecchio modello sta morendo e che non si debba rianimarlo ma pensare a nuovi modi di vita che in parte costituiscono nel recuperare la conoscenza della terra e i vecchi metodi di coltivazione.

Saper ascoltare, saper domandare, cercare ognuno il proprio senso della vita: è questo che si propongono Marc De La Ménardière e Nathanael Coste col loro lavoro (in cui tra l’altro ci ricordano anche quanto è bello e vario il mondo): suscitare un dibattito e una consapevolezza anche nel più abitudinario ed esaurito tra di noi. Anche se non tutti – molto pochi a dire il vero – possono permettersi di lasciare il lavoro o di frequentare seminari di meditazione dall’altra parte del mondo, ognuno a modo suo può trovare il suo spazio di ricerca interiore, fare pace con se stesso e con il mondo che lo circonda. In un pianeta di cui siamo ospiti e che abbiamo sempre trattato da colonizzatori, fermarci a riflettere e ad analizzare la causa della nostra insoddisfazione è il minimo che possiamo fare e la visione di Alla ricerca di un senso può essere di stimolo per farlo.

 

Voto: 3 / 5

Daniela Catelli, da “comingsoon.it”

 

 

Marc è un giovane manager francese che vive e lavora a New York, dove esporta dell’acqua in bottiglia per conto di una multinazionale. Nathanaël, suo amico d’infanzia, ha intrapreso la strada opposta: quando si incontrano, ha appena finito di girare un documentario sul problema dell’accesso all’acqua in India. Ritrovandosi, mettono in discussione la loro vita e la società dove vivono e decidono di partire per un incredibile viaggio. Nasce così Alla ricerca di un senso.

 

Dopo il grande successo di Domani, dalla Francia arriva un altro docu-film sorprendente, profondo, destabilizzante, che testimonia da un lato la voglia di cambiamento che continua a emergere nella società occidentale, dall’altro la necessità drammaticamente urgente di trovare soluzioni ai grandi problemi del nostro tempo.

Emblema di questo processo di trasformazione è il giovane Marc, che dopo aver raggiunto ciò che nel mondo dell’economia globale viene considerato un grande traguardo, mette tutto in discussione, si rende conto di essere inconsapevole strumento di disuguaglianza sociale e devastazione ambientale e molla tutto, cambiando radicalmente strada alla ricerca di un senso.

senso3

Da qui, il titolo della pellicola che sta per arrivare anche in Italia grazie al lavoro di Cineama. «Siamo stati contattati direttamente dai produttori francesi», ci raccontano i responsabili della casa di distribuzione. «Evidentemente la notizia del successo di pubblico che abbiamo ottenuto con la distribuzione del documentario su Paramahansa Yogananda “Il Sentiero della Felicità – AWAKE: The Life of Yogananda” si era sparsa oltralpe!».

Da lì, la decisione di impegnarsi per portare anche in Italia il lavoro di Nathanaël e Marc: «Appena lo abbiamo visionato ci siamo resi delle sue grandi potenzialità. Del film ci è piaciuto soprattutto lo spirito positivo e costruttivo, in quanto non vengono solamente elencati gli effetti negativi del cosiddetto “progresso economico”. Si offre una seria e valida alternativa sia al mondo occidentale che ai paesi in via di sviluppo».

Due i principali obiettivi di questo progetto: divulgare e diffondere. «Per prima cosa – proseguono i responsabili di Cineama – far conoscere, soprattutto attraverso i canali social, le tematiche e i protagonisti del film. Il secondo obiettivo è quello di portare il film anche nei centri minori, così come abbiamo fatto in passato con “Il Sentiero della Felicità”, che ha raggiunto circa 150 località italiane, e attualmente con i due documentari sul tema dei cammini: “I Volti della Via Francigena” e “Sei Vie per Santiago”». “Alla ricerca di un senso” ha avuto un grande successo di pubblico in Francia e Cineama sta lavorando affinché questo accada anche in Italia.

senso2

Ma questo film si rivolge soprattutto al pubblico italiano, a chi lo andrà vedere, agli spettatori. Cosa può fare dunque chi vuole sostenere questo progetto? «Per prima cosa andare a vedere il film! E se il film gli è piaciuto, dirlo ai suoi cari, ai suoi amici, condividere critiche e pensieri su Facebook e, nel caso, scriverci!».

Questo film è stato fatto per parlare di temi difficili e per tessere connessioni e legami. Quindi è un mezzo, non solo un fine. Com’è stato fatto in Francia e in altri paesi dove il film è già uscito, e come Cineama ha già sperimentato con altri film che ha distribuito, è un tentativo di “distribuzione dal basso”. Cittadini singoli, gruppi, associazioni, istituzioni… ognuno può organizzare una proiezione del film, basta contattare Cineama e tutta l’equipe sarà più che felice di accompagnare e supportare gli organizzatori.

Come detto in apertura, è inevitabile tracciare un parallelismo con Domani, l’altro docu-film che ha suscitato grande interesse sia in Francia che in Italia. A questo proposito, abbiamo interpellato anche Kamea Meah, l’associazione fondata da Nathanaël e Marc per produrre il film. «Entrambi i film – dicono – sono delle testimonianze di una società che sta cambiando, che sta evolvendo verso nuove forme di collaborazione per la realizzazione di una diversa visione del mondo. “Domani”, mette in mostra progetti diversi che raccontano questa trasformazione. “Alla ricerca di un senso”, invita lo spettatore alla scoperta della natura delle idee che ne sono alla base; fino ad arrivare a parlare con gioia del posto e del ruolo dell’individuo, di tutti noi come singoli e come comunità, in questa nuova era che sta arrivando».

senso1

Entrambi i film sono stati un grande successo di pubblico in Francia. “Domani” ha messo in piedi un sistema di produzione e distribuzione molto forte che ha richiesto un grande investimento economico. Diverso è stato per “Alla ricerca di un senso”: «Con Kamea Meah siamo partiti in auto-produzione e auto-distribuzione. Una scelta guidata non solo da questioni economiche, ma soprattutto dalla voglia di scoprire e sperimentare nuovi modi per fare cinema indipendente e salvaguardare il più possibile la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.

La distribuzione è avvenuta “dal basso” grazie ad associazioni e cittadini che hanno contribuito. Come Kamea Meah li abbiamo supportati e aiutati. Il film parla della riscoperta della forza e del potere che abbiamo quando siamo uniti, quando collaboriamo. La sua distribuzione non poteva essere diversa da come è stata e da come cerchiamo che sia nei diversi paesi in cui sta uscendo. È per questo motivo che per l’Italia abbiamo deciso di lavorare con Cineama».

Francesco Bevilacqua, da “italiachecambia.org”

 

 

Alla ricerca di un senso non è un documentario pensato e realizzato convenzionalmente, ma nasce da un’esigenza tutta personale degli autori, e in questo sta la sua singolarità. Il film non assurge a nessuna voce dogmatica, non è una ricerca giornalistica e nemmeno un film fatto per dare risposte. Alla ricerca di un senso è un documentario genuino, innocente e spontaneo, finanziato da 963 internauti ed è il meglio di 80 ore di girato su tre continenti.

Nathanaël e Marc sono amici che non si vedono da tempo. Le loro vite li avevano allontanati non poco: il primo aveva appena finito un film sulla problematica dell’accesso all’acqua in India, il secondo esporta dell’acqua in bottiglia per una multinazionale a New York… Poi un incidente interrompe il “sogno americano” di Marc che, immobilizzato a letto, finisce per guardare tutta una serie di documentari che Nathanaël prima di partire, gli aveva consigliato sulla “mercificazione del mondo”. La malattia si sa, porta spesso a riconsiderare la propria esistenza e le basi sulle quali abbiamo costruito i nostri valori e Marc non riesce proprio a lasciare la sua coscienza in pace. Molla il lavoro e raggiungere l’amico in India, dove avrà iniziò per loro un’epopea improvvisata. Con una piccola telecamera e un microfono, i due ragazzi cercano di capire quali siano i motivi che abbiano portato la nostra società allo stato di crisi attuale e da dove possa arrivare il cambiamento che tutti, in qualche modo, stiamo aspettando. Dall’India al Guatemala, passando per San Francisco e l’Ardèche, le loro convinzioni iniziano a vacillare…

Lo spettatore segue piano piano Marc e il suo cambiamento interiore, la sua vorace curiosità di spingersi sempre più in là per capire come possa avvenire il cambiamento all’interno di ogni persona. Per questo il film che hanno realizzato non è un semplice prodotto audiovisivo ma un’esperienza partecipativa che ha coinvolto quasi mille sottoscrittori che hanno dato fiducia al progetto. E’ un film giovane di portata mondiale, positivo e che guarda con speranza al futuro grazie anche alle testimonianze di molte persone che da anni hanno rivoluzionato il loro modo di vivere, puntando tutto sul concetto di comunità. La dottoressa Vandana Shiva è, ad esempio, una delle grandi figure dell’altermondialismo. Con Satish Kumar, la donna ha creato “Navdanya”: un’associazione che opera per la conservazione delle semenze contadine; Satish Kumar, monaco Jaïn che ha incominciato, nel 1961, una marcia per la pace di più di 12000 chilometri senza denaro; Chaty Secaria, fondatrice di un centro di meditazione, aperto a viaggiatori di tutto il mondo; Marianne Sébastien che ha fondato Vox Libre, un ONG a taglia umana che lavora in Bolivia con i bambini nelle miniere e con le persone disagiate; Frédéric Lenoir, filosofo e sociologo che riporta stronca in toto il pensiero di Descartes e la sua visione di un mondo come macchina inerte che l’uomo può utilizzare a suo piacimento.

I temi sollevati da Nathanaël e Marc sono come olio essenziale per la nostra società attuale, e il loro film dovrebbe essere proiettato in qualsiasi scuola del mondo, con urgenza, con estrema urgenza.

Anna Pennella, da “cinemamente.com”

Condividi!

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Fondazione Gabbiano, in quanto ente religioso, non deve ottemperare a quanto disposto
dall'art. 9 comma 2 del D.L. 8 agosto 2013 n.91, convertito con Legge 7 ottobre 2013 n. 112.
Sviluppato da NextMovie Italia Blog