Qualcosa di nuovo

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Lucia e Maria sono amiche fin dal liceo, ma non potrebbero essere più diverse: Lucia è esigente e rigorosa o, come direbbe Maria, “gufa e spadona”; Maria si descrive come “morbida, positiva e vibrante” o, come direbbe Lucia,”un po’ mignotta”. Anche il loro rapporto con gli uomini è diametralmente opposto: Lucia, scottata da un matrimonio infelice, ha elevato un muro ed è diventata una “donna di nessuno”; Maria invece è una “donna di tutti” che colleziona avventure occasionali con partner improbabili alla segreta ricerca dell’uomo giusto. A scompigliare le carte arriva Luca, amante di una notte di Maria, 19 anni e una fame inesauribile di sesso e di esperienza di vita. Le due amiche finiranno per contenderselo, non secondo le trite dinamiche della competizione “femminile”, ma secondo un percorso di ricerca individuale della propria identità.
È proprio la reinvenzione dell’identità la principale chiave di lettura di Qualcosa di nuovo, basato sulla piéce teatrale La scena scritta e diretta per il teatro da Cristina Comencini, e riadattata per il grande schermo con la collaborazione alla sceneggiatura di Giulia Calenda e Paola Cortellesi e il montaggio agile di Francesca Calvelli. Identità di genere, innanzitutto, tanto femminile quanto maschile, in un presente caratterizzato dalla rivoluzione dei ruoli e dei rapporti di potere, dalla disgregazione della famiglia tradizionale e dalla crisi economica, nonché dalla mancanza di un’educazione sentimentale e sessuale che non insegni tanto come si indossi un preservativo, quanto come si debba rispettare la natura e le inclinazioni altrui, e l’altrui libertà di essere altro da noi.
Come ogni storia ben costruita (e rodata sulle assi di un palcoscenico) Qualcosa di nuovo parla anche di altro: di maternità negata, ricattatoria, accogliente, colpevole e generosa; di amicizia femminile, disposta alla solidarietà ma anche esposta alla severità del reciproco giudizio; dell’esigenza delle donne di avere accanto un uomo “ma anche”: dolce ma anche forte, comprensivo ma anche protettivo, dotato di sensibilità ma anche virilmente assertivo, tenero ma anche muscoloso. E mentre le donne sono specialiste nell’essere tante cose insieme, gli uomini sembrano disorientati da queste aspettative (apparentemente) contradditorie.
Luca, ad esempio, si relaziona con coetanee che sembrano sapere esattamente quello che vogliono, quando il ventenne maschio di oggi difficilmente sa decidere di che colore scegliere la camicia al mattino. Le “donne mature” Lucia e Maria, invece, hanno già superato la fase in cui si attenevano rigidamente ai loro progetti di vita, e anche quella del successivo smantellamento del castello di carte da loro costruito con ottusa determinazione: sono dunque libere di sperimentare, anche con un liceale che usa bene le mani ed è capace di ascoltare. Lucia e Maria cominciano a dire a Luca quello che non riescono a dire a se stesse, e scoprono quanto stia loro stretto il personaggio che si sono ritagliate nel tempo.
Cristina Comencini ha un talento particolare per raccontare le contraddizioni del femminile, toccando argomenti tabù e sfidando le accuse di maschilismo che certamente verrebbero indirizzate ad un regista uomo in almeno due scene. E la commedia le è particolarmente congeniale perché le permette di veicolare domande scomode sotto le mentite spoglie di battute umoristiche. La malinconia che sottende l’intera vicenda non sfocia mai nel melodramma, anche se un po’ di amarezza in più sarebbe stata tollerabile anche dallo spettatore più escapista.
Già dalla presentazione alternata inziale delle due protagoniste, Comencini non si accontenta di riprodurre il suo testo teatrale fra quattro mura, e anzi quelle pareti le scioglie, facendo letteralmente entrare l’una nell’altra stanze di diverse abitazioni, perché le tre vite che racconta si mescolano senza soluzione di continuità seguendo i cambiamenti intimi (più ancora che interiori) dei personaggi. E se gli scambi di battute rimangono talvolta troppo ancorati al testo teatrale senza osare le acrobazie verbali (e fisiche) della screwball comedy che Qualcosa di nuovo era nata per essere, in alcuni monologhi le sceneggiatrici affondano il coltello nella piaga in modo coraggioso e commovente.
Paola Cortellesi è più efficace di Micaela Ramazzotti nel disegnare un personaggio che esce gradualmente dallo stereotipo e conquista credibilità (e cuore), e Eduardo Valdarnini, che ha la fisicità giusta per il ruolo, sconta un’immaturità artistica che va a scapito, invece che a favore, di Luca. Ma ciò che conta è che a questi tre esseri umani imperfetti si vuole bene, si segue la loro intricata vicenda sospendendo l’incredulità e ci si porta dietro interrogativi cui non è facile rispondere.

Voto: 3 / 5

Paola Casella, da “mymovies.it”

 

 

Cristina Comencini torna alla regia con Qualcosa di nuovo, libero adattamento di una sua pièce teatrale di successo, La scena, portando al cinema questa storia tutta al femminile, fatta di due amiche quarantenni in crisi sentimentale che ritrovano smalto e vigore dopo l’entrata in scena di un amante diciannovenne.
Tratto dallo spettacolo teatrale La scena e alla cui sceneggiatura hanno collaborato anche Giulia Calenda e Paola Cortellesi che ne è anche una delle protagoniste, Qualcosa di nuovo porta al cinema l’amicizia tra Lucia e Maria (Micaela Ramazzotti), due donne, quarantenni, diametralmente opposte ma per questo indispensabili l’una per l’altra che vivono, per due motivi differenti,  una crisi sentimentale. Un giorno a rivoluzionare le loro vite arriva Luca (Eduardo Valdarnini), 19enne in cerca della propria strada,  che farà riscoprire ad entrambe le due donne un po di loro stesse che col tempo avevano perso.

Commedia da situazione, da salotto, in cui l’universo femminile è molto credibile e rappresentato fuori da ogni cliché, Qualcosa di nuovo ha sicuramente il pregio di fornirci una figura femminile libera che ha il potere dello sguardo e del suo corpo, abbastanza atipica nella commedia italiana con due protagoniste molto brave ed adeguate nei ruoli opposti che si trovano ad interpretare. Rivelazione è, inoltre, Eduardo Valdarini che riesce a tener testa a Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, impresa non da poco conto.

Senza nessuna volgarità, ma con realismo e irriverenza, Cristina Comencini riesce a raccontare questa storia al femminile (anche se per sua stessa ammissione non fa mai film senza uomini), la forza dell’amicizia tra donne, la satira delle nevrosi contemporanee e soprattutto il ritratto di molte debolezze. Queste ultime puntuali, esatte, mostrate senza filtri. Una commedia giocata sulla battuta al vetriolo, sulla rapidità degli sketch. Peccato che la matrice teatrale del racconto sia fortemente avvertibile tanto da rallentare la narrazione, nella prima parte sicuramente più frizzante e veloce.

Commedia sofisticata incentrata sugli equivoci, Qualcosa di nuovo tende a sdoganare alcuni tabù e a raccontarci con garbo una realtà dei nostri tempi.

Voto: 6,5 / 10

Federica Rizzo, da “darumaview.it”

 

 

Ci voleva un film di Cristina Comencini, in piena continuità con le commedie sofisticate del cinemaitaliano, dotato di volto buono e sceneggiatura garbata, capace di sedere senza timore di sfigurare in qualsiasi buon salotto, per presentare al pubblico che non lo conosce il concetto di MILF. Categoria del porno (ma prima ancora del piacere maschile) canonizzata dal cinema, cioè da American Pie, per quanto già presente da tempo nell’immaginario collettivo, il concetto di MILF è approdato solo recentemente alla consapevolezza femminile. Solo tre anni fa il cinema americano, con Two Mothers, faceva infatti la medesima operazione di allargamento al pubblico femminile di una categoria ad uso e consumo maschile.

In Qualcosa di Nuovo ci sono due amiche che si spupazzano un ragazzo di almeno 20 anni più giovane di loro. Lui è un 19enne che deve fare ancora la maturità, loro hanno figli oppure hanno deciso di non averne. Per un equivoco lui, andato a letto con una delle due (la più passionale e irrazionale) in una notte alcolica, crederà di essere in realtà stato con l’altra (più controllata e algida), le frequenterà carnalmente separatamente per ottemperare all’intreccio da commedia degli equivoci. Solo alla fine si renderanno conto di quanto questa frequentazione partita su basi sessuali si sia rivelata un modo per tutti e tre di arricchirsi.

Quel che conta in questo caso però è altro dalla trama, cioè la maniera in cui qualcosa di estremamente sessuale e parente intimo dell’eccitazione (provare attrazione per qualcuno verso cui solitamente non si usi provarne), viene ricondotto in un ambito controllato e pacato. L’irrefrenabile pulsione che spinge verso una donna più grande o l’ancor più viscerale desiderio di essere posseduta da un corpo giovane, vengono asciugati da qualsiasi perversione e qualsiasi traccia di bassi istinti. Per entrare nel discorso sociale dalla porta principale il concetto di MILF viene privato della sua spinta erotica e ammantato di una più ecumenica voglia di stimolo intellettuale. American Pie, commedia di tutt’altro tono, partiva invece dal lurido per fondare un immaginario che ha poco a che vedere con la seduzione di Mrs. Robinson (la MILF in tempi non sospetti di Il Laureato) ed è molto più prossimo al sesso.

Qualcosa di Nuovo invece viene da un copione teatrale della stessa Comencini e diventa film con il contributo di Paola Cortellesi (da poco sceneggiatrice dei film in cui recita e con risultati quasi sempre ottimi). Tuttavia come già accadeva in Bianco e Nero, la maniera in cui Cristina Comencini facommedia mira ad esporre e mettere in scena un nodo irrisolto della società, organizzandogli intorno un racconto bonario. Trasportando qualsiasi questione nei lidi che preferisce, quelli della commediasofisticata per l’appunto, quindi della buona borghesia moderna e degli stili di vita molto contemporanei,Cristina Comencini certifica la pregnanza di una questione la quale, arrivata in un suo film, è da considerarsi sdoganata.

Gabriele Niola, da “badtaste.it”

 

 

Lucia (Paola Cortellesi) e Maria (Micaela Ramazzotti) conducono vite molto diverse e hanno rapporti molto differenti con il genere maschile: la prima ha deciso di non concedersi più nella vita e nell’amore, la seconda è un tipetto un po’ leggero, praticamente l’opposto di Lucia ma questo le unisce e fa di loro in qualche modo l’una la salvezza dell’altra.

Una serie di eventi ma soprattutto di equivoci, porta i loro universi a scontrarsi con quello di Luca (interpretato da Eduardo Valdarnini) e a rendere le une il centro dell’altro e viceversa.

Qualcosa di nuovo, nelle sale italiane a partire dal 13 ottobre, è diretto daCristina Comencini, autrice, tra l’altro, della commedia teatrale La Scena da cui questo film è tratto.

La differenza tra le due opere consiste principalmente nella durata di ciò che in esse è raccontato: nell’opera originale gli eventi si susseguono nell’arco di una giornata, mentre nel film la narrazione occupa più giorni. Questo ha consentito alla Comencini (anche sceneggiatrice) e alle sue co-sceneggiatrici Paola Cortellesi e Giulia Calenda di approfondire alcune dinamiche e soprattutto approfondire i personaggi che danno vita a questa storia: sono messe in evidenza le caratteristiche e le storie che fanno di Lucia e Maria le donne che sono e soprattutto vengono messe a nudo le loro fragilità e anche quelle di Luca. Quest’ultimo è il qualcosa di nuovo del titolo, una ventata d’aria fresca nelle vite di Lucia e Maria, la maturità che non conoscevano più o che forse non avevano mai conosciuto in un uomo ed è anche il motore della scoperta che le due donne fanno di sé stesse.

La figura della donna è messa in risalto, ma Lucia e Maria – in quanto personaggi – non avrebbero avuto modo di esistere se non ci fosse stato Luca a tenere loro testa e sconvolgere (e capovolgere) totalmente le idee che l’una ha dell’altra e, in modo particolare, ciò che ognuna di loro pensa di sapere su se stessa.

Divertente, a volte drammatico, esilarante, decisamente poco realistico (il che può essere un punto a favore e di evasione dalla realtà) in alcuni punti,Qualcosa di nuovo sa come attirare i sorrisi e le attenzioni del pubblico, anche grazie ai numeri canori di Lucia (non a caso, Paola Cortellesi ha una discreta carriera come cantante) sebbene ce ne siano un po’ troppi, il che rischia di annoiare qualche spettatore.

Non abbiate comunque paura di uscire a divertirvi. Qualcosa di nuovo vi aspetta nelle sale, distribuito da 01 Distribution, non perdetelo!

Luca Lobuono, da “darksidecinema.it”

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