pets_duke

Pets – Vita da animali

118421

 


pets_locandina

Il cane Max vive in massima serenità il suo tran tran con la padrona, almeno finché questa non torna a casa con l’enorme Duke, salvato da un canile: dovrà convivere con lui d’ora in poi. L’inevitabile tensione trasforma il primo giorno in un disastro colossale: Max e Duke si ritrovano lontanissimi da casa, mentre i cani loro amici (tra cui l’innamoratissima Gidget) cercano di raggiungerli, e una banda di animali selvatici nascosti nelle fogne, capitanati dal folle coniglio Nevosetto, vuole la loro pelle.

Pets – Vita da animali è il ritorno alla regia di Chris Renaud, creatore di Cattivissimo Me e già regista di Lorax: cofondatore dell’Illumination Entertainment col producer Chris Meledandri, ha generato un altro colossale successo annunciato.
Pets è un cartoon stracolmo di personaggi e caratterizzazioni: la sua struttura è molto simile a quella offerta dalla Disney nei classici degli anni Sessanta-Settanta, quando più di una storia molto coesa e significativa contavano tic, battute, scene spassose, una galleria di caricature e smorfie, nonché grandi performance al doppiaggio e alla matita. Il tutto immerso però qui nella tecnica della CGI e nel ritmo fulmicotonico, ai quali il pubblico di tutte le età si è ormai abituato. Pets è una commedia d’azione esagitata e sfrenata, che non lascia un attimo di tregua agli spettatori, travolti da buffonate totali, incidenti rocamboleschi, crolli e devastazioni come in un kolossal cinecomic. Si ride in modo collaudato, perché Renaud e Meledandri ripetono la loro formula vincente: mantengono lo stile visivo pressocché inalterato dagli altri loro film, tanto che il design di forme e colori, così come il character design, sono praticamente indistinguibili dai loro precendenti lavori. Preferiscono concentrarsi per spremere da ogni singola scena ogni possibilità comica, ogni equivoco, ogni eccesso che si possa celare dietro una qualsiasi situazione. Il loro budget va nel limare i tempi comici e nel casting (in lingua originale Kevin Hart è un esilarante Nevosetto); non va quindi nella progettazione di un prodotto d’evoluzione, bensì nella produzione di puro intrattenimento.

Non c’è dubbio quindi che lo spettacolo valga il prezzo del biglietto, ma proprio il paragone con quello stile d’antan evidenzia l’unico vero limite di Pets: nell’horror vacui di una sceneggiatura e di una regia che hanno paura di rallentare e di lasciarci accarezzare i simpatici quadrupedi, il film è ricolmo di simpatia, ma è scarso in tenerezza, dolcezza ed empatia. Il rischio è che, trasformando un film in un otto volante giullaresco, si metta a repentaglio la capacità dei migliori personaggi animati di mettere radici nel cuore.

Voto: 3,5 / 5

Domenico Misciagna, da “comingsoon.it”

 

 

Cosa ci fa alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia un lungometraggio animato uscito due mesi fa in America, poi visto in quasi tutto il mondo e ad oggi campione d’incassi con 726,613,071 dollari rastrellati al botteghino? Pets – Vita da Animali non è altro che l’ultimissima fatica della Illumination Entertainment, casa animata fondata da Christopher Meledandri, dopodomani celebrato al Lido con un Tributo Speciale per quanto fatto in campo animato nel corso degli ultimi 15 anni (L’era Glaciale, Cattivissimo Me, i Minions, Dr. Seus).

Persa inspiegabilmente la presa su Sing, nuovo titolo Illumination in uscita a Natale e tra pochi giorni presentato in anteprima mondiale al Festival di Toronto, alla Mostra veneziana è così rimasto il ‘contentino’ promozionale di Pets, originale ed esilarante titolo di Chris Renaud, già regista di Lorax e dei primi due capitoli di Cattivissimo Me.

Semplice ma geniale la vincente idea di partenza. Cosa diamine faranno mai i nostri animali domestici quando tutti noi li lasciamo soli in casa durante il giorno? Da questa brillante premessa si sono mossi gli sceneggiatori Ken Daurio, Brian Lynch e Cinco Paul, riusciti a mixare action, luoghi comuni, le immancabili cine-citazioni e divertimento all’interno di una storia come al solito centrata sui rapporti d’amicizia tra i protagonisti. Come accaduto in Toy Story 3 della Pixar, anche in Pets si assiste ad un confronto tra personaggi della stessa specie divisi da un destino infame.

Da una parte i coccolati animali domestici, che se la spassano tutti i giorni una volta rimasti soli in casa, e dall’altra gli animali abbandonati, incattiviti dal mancato amore ricevuto. Nel mezzo, ovviamente, gli umani-padroni da ritrovare, per la prima volta conquistare oppure punire, se ritenuti colpevoli di bestiale allontanamento. A causa dell’erronea cattura di un cane d’appartamento da parte dell’accalappiacani, figlia della malsana ma immancabile gelosia nei confronti del proprio padrone, prenderà vita una caccia all’amico animale con varie specie sulle sue orme, sapientemente suddivise tra superficie e sottosuolo, tra grattacieli da scalare e spaventose fogne da perlustrare cullando la speranza di uscirne vivi.

Un confronto/scontro che tra risate e ovvietà, cliché a non finire e caratterizzazioni limitate, riuscita animazione e personaggi esilaranti trascina Pets verso porti di sicura fama animata. Non a caso Pets 2, annunciato e realizzato a tempo di record, uscirà tra meno di due anni (luglio 2018).

Voto: 6,5 / 10

Federico Boni, da “cineblog.it”

 

 

Continua la fortunata serie di lungometraggi animati ad opera di Illumination Entertainment, lo studio già autore di successi come Cattivissimo Me e Minions che film dopo film,  acquista sempre più personalità con una identità propria che si contrappone con indubbia qualità allo strapotere di Pixar. Ultima opera di Illumination è Pets: Vita da animali, che vede alla regia proprio il ritorno di Chris Renaud,  già dietro la telecamera virtuale di Cattivissimo Me.

Pets ci introduce già dai titoli di testa negli appartamenti di alcune palazzine nel centro di New York. Il prologo setta già perfettamente i toni del film, presentandoci il cane Max, protagonista della pellicola, che ogni giorno attende il ritorno della sua padroncina con grande fervore, e facendoci scoprire cosa accade nelle case quando i molti compagni a quattro zampe rimangono da soli. Come è pratica dello studio Illumination da un po’ di tempo a sta parte, i 20 minuti iniziali, prima che parta la vicenda vera e propria, meriterebbero di essere un cortometraggio a sé. È esilarante infatti il modo in cui vengono tratteggiati in questa fase di presentazione le abitudini di ogni personaggio, che si tratti di un gatto, un cane o un volatile. Le Gag e i siparietti che accentuano in maniera parodistica il comportamento tipico della natura animale, si fondono con la spiccata personalità di ogni quadrupede, che emerge nel momento in cui i vari animali interagiscono tra loro, creando così un mix entusiasmante. Abbiamo quindi la Gatta sovrappeso e menefreghista, il Carlino ingenuo e incazzoso che abbaia agli scoiattoli sempre con testa fra le nuvole, ecc. Tutti con l’unica preoccupazione di vivere la loro quotidianità fra incidenti domestici e vizi esilaranti. Prima ancora quindi di stendere un qualsiasi tipo di plot narrativo vero e proprio, Pets vi avrà già strappato più di una risata.

pets-1

Le cose cominciano a smuoversi con l’arrivo di Duke, cagnone randagio e nuovo “coinquilino” di Max. La convivenza tra i due non sarà semplice e li porterà presto in una situazione piuttosto critica per la quale, persa la  strada di casa, dovranno riuscire a tornare incolumi tra le braccia della giovane e amorevole padrona, mentre nel frattempo, amici e soci pelosi di vario genere, formeranno una spedizione per cercarli. A questo punto parte un road-movie a briglie sciolte corale, in cui dobbiamo dire, è stato fatto un ottimo lavoro per dare egual spazio a tutti i singoli personaggi del film, rendendo spesso più simpatici e interessanti i cosiddetti “comprimari” piuttosto che i protagonisti veri e proprio Max e Duke. Pets infatti è un film che sfrutta ogni singola situazione e possibilità per estremizzare la vena comica della pellicola, e in questo riesce alla grande, tanto da diventare in moltissime occasioni forse sin troppo surreale, ma di sicuro divertente. Non ci sta troppa empatia con lo spettatore, non fa retorica, non si prende pause  introspettive, non inserisce momenti canori, né si lascia andare ad un buonismo troppo spinto.

pets-vita-da-animali

Pets è in tutto e per tutto una commedia ottimamente orchestrata, finalizzata a traghettare lo spettatore al ritmo fulmicotonico di scene sempre estreme e personaggi sempre più improbabili, ma tutti decisamente ben costruiti.

Temi sociali come l’abbandono degli animali o l’amore tra questi e i loro padroni rimangono si nel sottofondo della pellicola, ma mai espressamente trattati, e i toni sono quindi sempre estremamente leggeri, ma concretizzati in una serie di situazioni brillanti e spesso demenziali che, complici le originali personalità donate a tutto il cast protagonista della vicenda, non risultano mai stanche o già viste, nonostante le dinamiche che muovono queste “montagne russe in  CG” (con un 3d tra l’altro convincente, volendo) siano comunque chiaramente derivative da quel mondo comico e surreale che animava i corti di Pippo, Paperino e compagnia bella già cinquanta o più anni fa.

pets-vita-da-animali-full-trailer-13

Dal lato estetico il film è sicuramente encomiabile, per quanto lo stile artistico non sia ancora cosi virtuoso come quello delle migliori produzioni Pixar, dal mero punto di vista tecnico il lavoro sulla espressività e sulle animazioni ha raggiunto davvero livelli stellari.

Voto: 8 / 10

Davide Salvadori, da “staynerd.com”

 

 

Pets ovvero la vita segreta degli animali. Noi crediamo che i nostri cani e gatti, quando ce ne andiamo, rimangano in casa ad aspettarci, invece non appena ci chiudiamo la porta alle spalle, come i giocattoli de Il soldatino di stagno, prendono vita. Si incontrano, escono, danno feste. Ma il momento più atteso è sempre quello del ritorno del loro padrone, per il quale, sia chiaro, rinuncerebbero a tutto. Dai creatori di Cattivissimo me e i Minions, Pets è un’ innocua e divertente favola per bambini senza elaborati sottotesti da decifrare, che paga più di un debito nei confronti di Toy Story. I due momenti migliori: l’inizio e la fine ovvero la lunga panoramica che mostra il momento e le reazioni dei vari animali all’uscita e al rientro a casa degli umani, una sequela di siparietti lineari, comici e poetici al contempo, capaci di pizzicare le corde giuste delle emozioni, in cui chiunque abbia o abbia avuto un animale domestico non potrà non identificarsi. Tra il prologo e l’epilogo, un lungo e reiterato inseguimento a perdifiato fin troppo rocambolesco, secondo un canovaccio che non spicca certo per originalità (viene in mente ancora Toy Story) durante il quale, a dispetto della quantità di eventi e scontri e capriole che si susseguono sullo schermo, l’attenzione rischia di assopirsi. E’ il pericolo che si corre quando si predilige l’azione nuda e cruda ad una scrittura drammaturgica più ponderata e meglio strutturata a legare i vari snodi della vicenda. Peccato perchè ciononostante Pets si può fregiare di alcune perle degne di menzione, a dimostrazione che l’inventiva e la capacità di osservazione non mancano, come ad esempio il candido coniglietto bianco dagli occhioni teneri a capo della gang di animali di strada, l’antagonismo tra gli animali di strada e gli animali domestici (noi non siamo “Pets” rivendicano con orgoglio i primi), la gatta un po’ obesa che esprime la sua indole felina standosene senza motivo dentro una scatolina minuscola, l’anziano cane che per spostarsi è costretto ad utilizzare una carrozzella al posto delle zampe posteriori ma non per questo ha perso in combattività. La carezza e lo sguardo che il padrone, al ritorno dal lavoro, gli riserva nel finale, risarciscono di tutte le piccole lacune che si possono imputare al film. Sullo sfondo, il luccicante skyline di Manhattan che con la sua sola presenza contribuisce a rendere più incantevole qualsiasi racconto.

Mirko Nottoli, da “cinema4stelle.it”

 

 

 

Condividi!

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Fondazione Gabbiano, in quanto ente religioso, non deve ottemperare a quanto disposto
dall'art. 9 comma 2 del D.L. 8 agosto 2013 n.91, convertito con Legge 7 ottobre 2013 n. 112.
Sviluppato da NextMovie Italia Blog