Maldamore

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“Maldamore” è una storia di amori incrociati, una storia di tradimenti e riconciliazioni nel tipico filone della commedia all’italiana. Traditori e i traditi, però, più che cinici e votati all’infedeltà si rivelano fragili, inadeguati ad affrontare e risolvere i problemi che la vita di coppia inevitabilmente pone. La relazione extraconiugale diventa lo specchio di questa fragilità analizzata nelle vicende di due coppie tra i trentacinque e quarant’anni: Marco e Veronica, Paolo e Sandra. La loro vita, solo in apparenza serena, verrà sconvolta in seguito a un banale incidente…
Due coppie un po’ stanche e “scoppiate” si rivelano un ottimo spunto comico per riflettere e divertirsi su una tematica che ossessiona gli italiani a tal punto da esser entrata a far parte – in modo sembrerebbe perenne – della nostra cultura e modo di vivere: quella dell’infedeltà di coppia, o tradimenti, o volgarmente apostrofata come “corna”.
Il primo pregio evidente di Maldamore è di riuscire a mantenere un punto di vista molto diverso dal quello solito, che aleggia da tempo in questo tipo di commedia, e di riuscire allo stesso tempo a intrattenere e senza banalità: ci si distacca nettamente dallo sguardo ipocrita ancora molto diffuso in proposito e nemmeno si adotta un facile sguardo sadico nei confronti dei poveri “cornuti”, né si incoraggia al tradimento, strizzando l’occhio ai fedifraghi.
La lezione è quella di far tesoro del fatto che i sentimenti totalizzanti non portano da nessuna parte e che solo la comprensione può portare una coppia a maturare e ad acquisire consapevolezza di una fragilità amorosa che non è necessariamente un dramma, ma al contrario può essere una tragicommedia o una commedia, se la si guarda con una buona dose di ironia. Del resto chi soffre pene d’amore, visto da fuori, è da sempre esagerato, ridicolo e smisurato dinnanzi agli altri.
Maldamore si sofferma comicamente su un fenomeno diffusissimo in amore: quello del doppiopesismo, per il quale le proprie scappatelle sono sciocchezze mentre l’esser traditi rappresenta un’offesa quasi insuperabile. Queste e tante altre piccole contraddizioni sono il tessuto di questo film corale, la cui forza sono in particolar modo i dialoghi in grado di mettere alla berlina quelle debolezze umane causate dall’eterno dissidio tra le forze della natura che ci tirano da una parte e quelle della cultura che invece tendono a farci proseguire per la strada perbene o almeno perbenista.
Da notare il cast rinomatissimo che ci permette di vedere in ruoli insolitamente comici attori come Alessio Boni, Luisa Ranieri, Luca Zingaretti. Spassosi anche i camei di Claudia Gerini e Maria Grazia Cucinotta.
A. Graziosi, da “storiadeifilm.it”

Veronica (Ambra Angiolini) e Marco (Luca Zingaretti) sono felicemente sposati e hanno una figlia di sei anni. Lei è una donna devota alla famiglia, con la paura di invecchiare, lui è all’apparenza un marito ineccepibile.
Poi ci sono Sandra (Luisa Ranieri) e Paolo (Alessio Boni) anch’essi sposati. Si amano ma non hanno niente in comune, a parte il desiderio di diventare al più presto genitori.
Una sera, in occasione del compleanno della figlia di Veronica e Marco, i quattro amici si ritrovano per festeggiare. Mentre le due donne sono in cucina a chiacchierare, un interfono per bambini lasciato acceso per caso determinerà le sorti delle due coppie. Ignaro di essere ascoltato dalla moglie, Marco rivela al caro amico, nonché cognato, di avere un’amante. Di fronte alla reazione contrariata di Paolo, Marco gli sottopone la sventurata domanda: “In questi anni non hai mai tradito Sandra?”. Ed è qui che inizia il film.
Dopo la prima scena, la narrazione delle vicende dei personaggi continua a svilupparsi su quattro filoni differenti ma sempre connessi l’uno con l’altro. Ognuno dei personaggi si ritroverà a dover fare i conti con una realtà niente affatto facile: quel “male” chiamato infedeltà. Perdonare o vendicarsi rivelando altri segreti inconfessabili? Ciascuno sceglierà soluzioni diverse nel tentativo di guarire dal mal d’amore. Avranno modo di conoscere meglio se stessi attraverso esperienze dalle quali, infine, ciascuno di loro risulterà cambiato, o quasi. Il regista Angelo Longoni realizza una commedia azzeccata, perlopiù brillante, dal sapore a volte amaro ma mai patetico, ricca di battute che strappano non poche risa. Il tutto irrobustito dalla presenza di attori del calibro di Luca Zingaretti, nel film convintissimo traditore seriale, Alessio Boni, uomo intenso, riflessivo e anche fragile, dall’esilarante isteria e insicurezza di Ambra Angiolini e dagli episodi di reiterata goffaggine messi in scena da Luisa Ranieri.
Insomma: La struttura della storia è robusta e senza crepe. Il film, nonostante il contesto comico ben riuscito, lascia spazio alla riflessione su argomenti delicati, tipici della vita a due. Non solo l’infedeltà, ma anche la paura cronica di invecchiare, la presa di coscienza che la passione non dura per sempre, l’angoscia di non riuscire ad avere figli, la dura sfida della vita matrimoniale.
Mi piace: Il cameo di Maria Grazia Cucinotta, produttrice della pellicola, nelle vesti della defunta zia di Marco che, come un grillo parlante in calze autoreggenti, si prende la responsabilità della dissolutezza del nipote; e il cameo di Claudia Gerini che recita brillantemente la parte di un’ubriaca con abitudini sessuali originali.
Non mi piace: La fotografia, il fatto che i colori siano poco vividi toglie energia alle immagini e forza espressiva. L’ultima scena.
Voto: 7+
Paola Settimo, da “italiapost.it”

Angelo Longoni per indagare le dinamiche delle relazioni di coppia parte proprio dal suo massimo punto di rottura, il tradimento, declinandolo in tutte le sue sfaccettature e conseguenze: dal desiderio incontenibile che lo genera, all’imprevedibile rapidità con cui fa abbandonare ogni raziocino, all’indulgenza sottile con cui porta a dimenticare i propri errori, e forse ad accettare (ma quasi mai perdonare) quelli degli altri. Perché, per usare le parole di Laura (un’affascinate Ranieri che a conoscenza di un tradimento ne confessa uno a sua volta), “è solo una questione di corna”… ma l’adulterio non è un percorso a senso unico. Chi ritrova nell’impulso sessuale l’unico conforto alla paura della morte, chi ricerca in un fugace incontro le affinità elettive perdute con la compagna, chi prova a sconfiggere le insicurezze che minano l’autostima seducendo il vicino di casa e chi ancora s’illude di ricorrere al tradimento solo per vendetta… Con un divertente espediente emergono i reciproci tradimenti. Marco (Zingaretti), messa a letto la figlia, fuma una sigaretta con il cognato (Boni), i due si lasciano andare ad alcune confidenze, confessando relazioni extraconiugali presenti e passate… Ascoltatrici inconsapevoli le rispettive mogli nell’altra stanza che ascoltano le sconcertanti rivelazioni dall’interfono per i bambini, lasciato distrattamente acceso e pericolosamente pronto a recepire confidenze troppo intime. Da questo momento la storia si divide in quattro e lo spettatore sarà portato a seguire gli impulsi e le gelosie che muovono azioni e reazioni dei protagonisti. Nonostante alcuni tempi comici ben riusciti, il film inciampa tra una puntata e l’altra, con una recitazione a tratti esageratamente teatrale, e con musiche che forzatamente scandiscono episodi più adatti a una sitcom che a un lungometraggio. Tra una coppia improbabile (Angiolini-Zingaretti), una Cucinotta che sembra uscita direttamente dallo spot di Dolce&Gabbana, emerge Claudia Gerini nella parte di una disperata ma sempre seducente quarantenne che, a colpi di vodka e frustini sadomaso, rimorchia avventurieri al bancone di un bar. Il finale è già preannunciato, è una commedia dalle tonalità rosa, non si aspetta certo un effetto sorpresa, ma si rivela un po’ scontata anche nelle battute conclusive… i personaggi evolvono in minima parte e con (debole) ironia riconfermano la natura umana in tutte le sue debolezze.
Clara Gipponi, da “cinema4stelle.it”

Da una parte Ambra Angiolini e Luca Zingaretti, dall’altra Luisa Ranieri e Alessio Boni. Due coppie di sposi destinati inevitabilmente ad abbracciare in pieno la crisi matrimoniale, tradimento incluso. Prodotto da Maria Grazia Cucinotta, Maldamore è una commedia più teatrale che cinematografica: si tratta soprattutto di un film di interni girato e ambientato nel cuore di Trento e recitato da attori più divertiti che divertenti.
Il film di Angelo Longoni esplora l’effetto domino della crisi secondo lo schema “tradimento – confessione – ferimento del partner – ferimento di se stessi e successivo ritrovamento – e (forse) riconciliazione”. La Ranieri ci mette la bellezza, Boni (suo marito nello schermo) la capacità di incassare delusioni e schiaffi, Zingaretti (suo marito nella vita) è totalmente a suo agio nell’incarnare spirito goffo e una punta di cattiveria del suo personaggio traditore (è lui che apre il vaso di Pandora) e Ambra è ormai impavida alle prese con i registri della commedia (si tratta della quarta commedia consecutiva).
Inevitabile però rimanere intrappolati in cliché e superficialità di trama, con tanto di personaggi che alle prese con la prima difficoltà afferrano il pacchetto di sigarette. Più interessante nelle performance che nell’esecuzione, Maldamore è una commedia prodotta da Maria Grazia Cucinotta che a vent’anni da Il postino, pur continuando a recitare (e riservarsi il cameo più sexy del film) passa dall’altra parte del set.
da “film.it”

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