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I pinguini di Madagascar

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Ci sono pinguini che si accontentano di un’esistenza da carini e coccolosi e ci sono pinguini che, al contrario, hanno fatto dell’avventura mozzafiato il loro pesce quotidiano. Come Skipper, Kowalski, Rico e Soldato. E poco importa se Soldato è davvero carino e coccoloso: il suo desiderio più grande è proprio quello di liberarsi di questa etichetta e poter dimostrare a Skipper di essere un membro a tutti gli effetti della squadra, meritevole e coraggioso. L’occasione gli verrà fornita dalla missione contro il malvagio Octavius Tentacoli, un ex polpo invidioso (ora umanoide geneticamente modificato) che minaccia di trasformare tutti i pinguini della terra in mostri.
Se avete pensato anche solo per un attimo che i tanti “Madagascar” erano sufficienti e che non c’era dunque bisogno di uno spin-off dedicato ai pinguini della serie, basteranno pochissimi minuti di questo film per farvi ricredere del tutto, nonostante, magari, siate persino già passati attraverso la serie televisiva.
Sì, perché Skipper, Kowalski, Rico e Soldato sono davvero un’unità di élite, come amano presentarsi, e non solo quando si tratta di salvare il mondo, ma anche e soprattutto quando si tratta di far funzionare una commedia. Non c’è una sola tipologia di umorismo che sfugga loro, dalla presa in giro metacinematografica (dei documentaristi in Antartide, per esempio, pronti a tutto per movimentare il loro girato) allo slapstick, che percorre tutta la lunghezza del film, all’umorismo più surreale, che è la loro vera arma segreta. Pronti a tutto per salvare la Terra, persino a rinunciare al corso di teatro già prenotato, i magnifici quattro non falliranno l’obiettivo, nonostante l’ora dedicata ai rimbalzi sui gonfiabili proprio quando tutto sembrava ormai perduto.
Virtuosi della strategia dell’ultimo minuto e persino dell’azione in assenza di qualsivoglia strategia, i pinguini di Madagascar hanno gioco facile nel superare di gran lunga in simpatia i loro sodali in quest’avventura, ovvero la task force segreta Vento del Nord. L’agente Classified (un husky pieno di sé) e i suoi compagni, infatti, sono soliti alle entrate in scena con effetti speciali e allo sfoggio di alta tecnologia, ma si tratta molto spesso di puro fumo negli occhi. I nostri, invece, regalano allo spettatore effetti speciali molto più pirotecnici, anche se spesso prodotti involontariamente. In questo senso, non possiamo che rallegrarci, infine, per la comparsata fuori tempo massimo di re Julien, sovrano indiscusso del nonsense e campione di scervellato ottimismo.

Marianna Cappi, da “mymovies.it”

 

La saga di Madagascar si era rivelata un prodotto godibile ma nettamente inferiore ai mostri sacri del cinema d’animazione targati Disney, Pixar e anche della stessa DreamWorks. Una delle cose migliori venute fuori dal brand, però, erano proprio i pinguini con la mania dell’evasione. Quelli di “Tu non hai visto niente”, quelli “carini e coccolosi”. Skipper, Kowalski, Rico e Soldato tornano con un film tutto loro, dopo averci divertito con una simpatica serie animata, e lo fanno in grande, grandissimo stile.

La loro avventura stavolta è roba serie, un malefico polipo umanoide, Octavius Tentacoli (chiaro riferimento al Doc. Octopus di Spider-Man), minaccia di trasformare tutti i pinguini in spaventosi mostri per distruggere la terra. L’agente classified (un husky altezzoso e supponente) non ha altra scelta che rivolgersi ai nostri per salvare le sorti del pianeta, in una sorta di Mission: Impossibile ma con 4 protagonisti molto più carismatici di Tom Cruise.

Uno spasso totale. DreamWorks ha sapientemente accolto le richieste di milioni di fan che chiedevano a gran voce questo spin-off interamente dedicato ai demenziali pinguini e il risultato è eclatante. Un’avventura condita da umorismo surreale e battute irresistibili che vi farà letteralmente piegare in due sulla poltrona. La cosa straordinaria però è che il film non punta soltanto sull’umorismo non-sense dei quattro superbi protagonisti (che oscurano tutti gli altri personaggi) ma si getta in una satira sul mondo del documentarismo televisivo graffiante divertente come poche altre cose.

Anche la storia in se risulta godibile e regge pienamente i giusti 90 minuti di proiezione, che infatti volano via come niente. Balzo in avanti (e forse era fisiologico) anche con il livello di animazione, rispetto alla serie originale.

Se li avete amati nelle loro brevi apparizioni nella saga di Madagascar, fiondatevi al cinema e lasciatevi conquistare dalla loro follia…La scena del mimetismo sulle strisce pedonali è la cosa più divertente e al tempo stesso geniale che si sia mai vista.

Simone Bravi, da “35mm.it”

 

 

Ricordate gli audaci e simpatici pinguini della saga di Madagascar? I quattro intrepidi pennuti che, sprezzanti del pericolo, hanno la propensione a gettarsi in missioni impossibili? Per la gioia di grandi e piccini (è il caso di dirlo), da qualche ora hanno invaso le sale della Penisola! Il film spin-off della serie animata più divertente degli ultimi anni è infine al cinema.

Skipper, Kowalski, Rico e Soldato sono tornati con una nuova avventura che li porterà in giro per il mondo all’inseguimento del Dr. Octavius Tentacoli, un frustrato polpo gigante, mago del travestimento, geniale inventore d’intrugli malefici, che cerca soddisfazione per esorcizzare le frustrazioni giovanili provocate proprio dai “coccolosi” pinguini che tutti amiamo. I piccoli animali, che un tempo rubavano le luci della ribalta all’octopus, ora assaggeranno su scala globale il sapore della sua vendetta.

Photo: courtesy of 20th Century Fox

Per riuscire nella missione più ardua di sempre, i quattro moschettieri pinnati si troveranno a dover unire le loro forze con un’unità super-segreta, super-tecnologica e super-competitiva, il Vento del Nord. Insieme scoveranno Octavius e lo renderanno inoffensivo, ma prima il viaggio sarà lungo e li porterà intorno al globo passando per la nostra Venezia, l’Estremo Oriente e il Nuovo Mondo. Una corsa contro il tempo, condita da una gara nella gara, alla cui fine trionferanno il buon senso, lo spirito di squadra e il far fronte comune per il bene di tutti.

Il film è un coloratissimo giro sulle montagne russe: parte con sali-scendi sui ghiacci del Polo e si chiude con un sali-scendi da un aereo-astronave ultramoderno. I quattro bizzarri eroi grazie alla loro incoscienza, all’innata voglia di avventura e di vedere il mondo, si gettano verso l’ignoto senza timore e affrontano spavaldi un nemico più grande di loro, regalandoci momenti d’immenso divertimento.

Photo: courtesy of 20th Century Fox

Le risate saranno incontenibili sin dai primi attimi, le (dis)avventure dei quattro eroi piumati si susseguiranno incalzanti sin dopo la sigla di chiusura, i piccoli spettatori non potranno resistere ad alternare ilarità a domande, e i loro accompagnatori, non adusi a film per bambini in grado di sedurre anche un adulto, si ritroveranno a (mal) celare le risa.

Il nuovo cartoon firmato Dreamworks ha tutti i presupposti per sbaragliare la concorrenza: è variopinto, imprevedibile, carico di humor, trasuda buoni sentimenti ed è in costante movimento. Anche quando sembra addentrarsi in un terreno scontato riesce, infatti, a sfoggiare una battuta sottile e tagliente a esclusivo uso e consumo dei grandi.

“I pinguini di Madagascar” è un divertente e intelligente passatempo, perfetto premio per essere sopravvissuti ad una settimana ricca di impegni. Peccato non aver potuto sentire la versione originale, in cui spiccavano due doppiatori d’eccezione come John Malkovich e Benedict Cumberbatch.

Vissia Menza, da “masedomani.com”

 

Prima di essere “carini e coccolosi”, I Pinguini di Madagascar Skipper, Kowalski, Rico e Soldato erano semplici animaletti nati nel freddo per poi essere addestrati a diventare agenti segreti nelle missioni più rocambolesche. Tutto cambia quando vengono reclutati da Classified e la squadra Vento del Nord, una Task Force che proteggere gli animali del mondo, per sventare i piani del malvagio dottor Octavius Brine che minaccia di trasformare tutti i pinguini del mondo in mostri.

Dopo la trilogia di Madagascar e la serie animata dedicata ai pinguini, i simpatici eroi sbarcano al cinema con il primo spin-off prodotto dalla Dreamworks. I quattro pinguini sono i protagonisti, anche se l’attenzione è focalizzata sul povero Soldato, il quale, stanco di essere considerato solo “carino e coccoloso”, vuole dimostrare a Skipper di che pasta è fatto. Come i Minions di Cattivissimo Me, I Pinguini di Madagascar sono l’ennesimo esempio di come dei personaggi secondari finiscano per essere più amati dei protagonisti stessi. Merito del loro umorismo sagace, delle battute frizzanti, dei loro modi di fare fuori dal comune, con quel muso e quelle espressioni impossibili da decifrare: ci stanno prendendo in giro o stanno facendo sul serio?

Anche in questo film d’animazione, i pinguini sono sempre i protagonisti. Collaborano con il Vento del Nord, capitanata da un husky, pieno di orgoglio e fiero di sé (nell’originale è doppiato da Benedict Cumberbatch), che potrebbe considerarsi la versione canina di Skipper. Mentre gli agenti segreti appaiono ricchi di super tecnologia, i pinguini ne sono privi, ma questo non cambia il fatto che riescono a cavarsela in qualunque situazione – in una scena, rimasti in tre senza Soldato, fanno il verso alleCharlie’s Angels.

Poi ci sono i cattivi, e qui troviamo la maestosa e invidiosa piovra gigante Dave (doppiato da John Malkovich), che vuole avere la rivincita sui pinguini, e al suo seguito lo Scoiattolo Rosso, la sorvegliante dello zoo Alice e il serpente Savio.

I Pinguini di Madagascar è una pellicola che funziona grazie ai piccoli e ingegnosi protagonisti che parlano da sé. Un film d’animazione per tutta la famiglia, che diverte con un sano quanto surreale umorismo che li ha da sempre caratterizzate, prese in giro cinematografiche, e scene d’azione tra Venezia, Shangai e l’amata New York.

Verdiana Paolucci, da “filmforlife.org”

 

La rivincita dei “carini”

La divertente serie Madagascar aveva come personaggi collaterali un gruppetto di surreali pinguini, capaci di attirare immediatamente le simpatie degli spettatori, quanto e più dei veri protagonisti. Un altro personaggio marginale era anche il tenerissimo Mortino. Li ritroviamo tutti nel nuovo film I pinguini di Madagascar, con un “cameo” finale del piccolo animaletto con gli occhioni lacrimosi.

La narrazione ci mostra i nostri eroi fin da piccini, quando la Band of Brothers si è formata, teneri cuccioli sulla banchisa dell’Antartico, già ben decisi a essere protagonisti di una vita spericolata. Avventure, esplorazioni, viaggi, anche rischi mortali, tutto pur di sfuggire a un destino già scritto, a marciare in fila sotto l’occhio delle telecamere delle varie troupe televisive. Perché al pubblico i pinguini piacciono tanto e i cuccioli sono quanto di più tenero si possa sfruttare per vendere giornali o attirare clic su Internet. Non paghi di un’esistenza da “carini” (ci viene in mente Crozza con la sua imitazione di Luca di Montezemolo), emigrano verso il vaso mondo esterno all’Antartide. Dopo innumerevoli avventure, anche insieme ai protagonisti della serie di Madagascar, durante l’ennesima spericolata missione i quattro sconsiderati incappano in una trappola e finiscono nelle mani, anzi nei tentacoli, del polipo Octavius Tentacoli, una specie di scienziato pazzo assetato di vendetta perché da loro scalzato dal cuore dei visitatori dello zoo di New York, dove i pinguini erano finiti a un certo punto della loro avventura. E quale vendetta più sadica che privare i pennuti della loro “carineria”? Dall’Antartico a Venezia, da Shanghai a New York City, i quattro inseparabili amici vanno così incontro a tutta una serie di avventure in compagnia di alcuni nuovi amici (che amici davvero si riveleranno solo alla fine), una misteriosa unità di élite, la squadra del Vento del Nord. Composta da un husky, un orso polare, una piccola foca bianca e una gufetta delle nevi molto sexy. Ma nonostante tutte le loro dotazioni tecnologiche non arrivano neanche alla caviglia degli eroici pinguini quanto a coraggio e lealtà fraterna. In un delirante e divertente finale c’è spazio per un intervento decisivo del mitico Mortino e del sempre folle Re Julien. La conclusione della storia non può non ricordare Cattivissimo me 2, dove un altro malvagio cercava di modificare gli adorabili Minion tramutandoli in mostriciattoli grazie a una macchina diabolica. Insomma, i “carini” attirano ostilità. Assurgerà alla statura di eroe il tenerone Soldato, mentre sono confermati i caratteri dei tre altri amici, l’energico Skipper, il pessimista Kovalski, l’inghiottitore Rico. Fra le varie cose che ci perdiamo nel doppiaggio, oltre alle voci di Cumberbatch, Malkovich e Stormare, c’è anche Werner Hrzog che si diverte a dare brevemente voce a un documentarista. Questo spin off di Madagascar si rivela un riuscito prodotto, un film leggero e divertente, adattissimo a grandi e piccini, in puro slapstick demenziale senza citazioni da cinefilo e messaggi esistenziali profondi.
Giuliana Molteni, da “moviesushi.it”

Skipper, Rico, Soldato e Kowalski, dopo aver fatto il giro di mezzo mondo tra zoo, parchi acquatici e improbabili, quanto riuscite, missioni sotto copertura, si ritrovano a dover affrontare la sete di vendetta del polpo Dave. Con il supporto e contemporaneamente in competizione con il Vento del Nord, una task forceatta a proteggere le specie a rischio, dovranno fermare il malevolo piano del perfido mollusco prima che la sua ira possa abbattersi su tutti i pinguini del mondo.

La saga dei quattro pinguini, cominciata quasi dieci anni fa con il primo Madagascar, è sempre stata uno dei punti di forza della serie omonima, col suo umorismo dal registro cinico, eccessivo e impertinente. Una struttura comica che ha sempre dato il meglio di sé su sketch singoli inseriti all’interno di altre produzioni (vedi i principali film della serie) o corti e medio metraggi; portarla sul grande schermo comportava le giuste valutazioni e una buona dose di impegno per non rischiare di trasformare il film in un episodio dellaserie tv stiracchiato su novanta minuti.
Dando ormai per scontato il comparto tecnico Dreamworks, anche qui sfavillante e adatto al character design pulito e volutamente deformato, esso ci regala ancora una volta animazioni fluide e colori sgargianti (il 3D invece non infastidisce, ma nulla aggiunge all’impatto visivo d’insieme) e la regia lo asseconda dirigendo con mano sicura, inquadrature ricercate e idee sempre originali.
La narrazione delle origini dei pinguini fa da prologo e contemporaneamente da trampolino di lancio per lo sviluppo e la caratterizzazione dei singoli protagonisti e delle dinamiche ormai consolidate per gli spettatori di vecchia data. Il pretesto narrativo è lineare, a tratti banale, ma più che funzionale all’evoluzione di una vicenda il cui obiettivo principale è chiaramente strappare una risata; un intento riuscito in più di un’occasione, malgrado alcune gag siano più riuscite di altre e diverse citazioni fin troppo rocambolesche.
Erik Darnell e Simon Smith però non dimenticano di attingere a una solida morale di fondo: il sentimento di iniziale inadeguatezza che viene vinto col coraggio delle proprie responsabilità, l’accettazione del diverso oltre le apparenze e l’asserto, già di burtoniana memoria,  che in fondo molte delle creature che crediamo malvagie sono semplicemente sole.
I pinguini di Madagascar fa centro perché rende felici i più piccoli e diverte gli adulti con unintrattenimento intelligente che fa leva su una comicità abbondantemente demenziale, condito da una realizzazione tecnica perfetta. Da godere con tutta la famiglia.

Michele Parrinello, da “persinsala.it”

 

 

Nell’ormai lontano 2005 arrivava nelle sale cinematografiche italiane il film d’animazioneMadagascar: Alex, Marty, Melman e Gloria ci hanno subito conquistato con le loro peripezie. Eppure c’erano dei personaggi di cui fin dal primo sguardo ci siamo letteralmente innamorati, soprattutto per la loro tecnica di “Carini e Coccolosi”. Avrete sicuramente capito di chi sto parlando, i famosi pinguini, che ci hanno letteralmente conquistato.

Era davvero impossibile non pensare a uno spin-off tutto incentrato su di loro, così, dopo averli visti protagonisti anche di una serie su Nickelodeon, il 27 Novembre esce nelle sale cinematografiche italiane la pellicola d’animazione I Pinguini di Madagascar, in cui Skipper, Kowalski, Rico e Soldato sono pronti per una nuova missione ad alto tasso di divertimento.

In questo film diretto da Eric Darnell e Simon J. Smith, prodotto dallaDreamWork Animation e distribuito dalla 20th Century Fox, vediamo come ha avuto inizio l’amicizia tra i quattro pinguini e come si è evoluta con il tempo.

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Ci sono pinguini che non si accontentano di essere uccelli incapaci di volare, perché sono consapevoli del fatto di essere destinati a qualcosa di più grande e epico, che a una esistenza da carini e coccolosi. Questi pinguini sono Skipper, Kowalski, Rico e Soldato; non importa se quest’ultimo sia davvero un pinguino carino e coccoloso, perché il suo più grande sogno è diventare un membro effettivo della squadra d’élite guidata da Skipper.

L’occasione della ribalta arriva quando il malvagio professor Octavius Tentacoli, un polpo invidioso, cercherà di trasformare tutti i pinguini in veri e propri mostri, grazie a un’arma da lui progettata. Così i quattro amici si uniranno alla task force soprannominata “Vento del Nord” e guidata da un Husky, nome in codice Agente Segreto, per salvare la Terra e la razza dei pinguini dal terribile Octavius.

La caratteristica che fa di Skipper, Rico, Kovalski e Soldato delle vere star è sicuramente l’umorismo surreale che percorre tutta la lunghezza del film: la vera arma dei pinguini è il loro modo di presentarsi, il loro modo sfrontato di prendere in giro ogni personaggio. È la tipologia di comicità che adoperano a renderli in tutto e per tutto una forza della natura.

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La pellicola è ben ritmata, non c’è forzatura nei dialoghi o nella satira dei pinguini, tutto viene costruito strada facendo e ogni passaggio è incastrato ad hoc. La  storia non conta, così come la morale, ciò che colpisce è il surrealismo dell’intreccio narrativo che permette a quattro pinguini di intrufolarsi nell’edificio più sicuro del mondo non per rubare lingotti d’oro, ma semplicemente per fare un regalo a Soldato, le patatine al formaggio; è questo il focus vincente che i due registi hanno adottato, il quale riesce a strappare una sana risata in più di una scena del film.

Per quanto mi riguarda Skipper, Rico, Kowalski e Soldato sono senza dubbio il tassello più riuscito dell’operazione Madagascar, perché in fondo è il loro essere grotteschi, quella gestualità del corpo, la simpatia, la comicità pura, l’umorismo surreale e le battute tormentone che rendono I pinguini di Madagascar amati da  grandi e piccini.

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Molto interessante il doppiaggio originale del film, che si avvale di nomi eccellenti come John Malkovich, che presta la sua voce a Octavius Tentacoli, Benedict  Cumberbatch, che è l’Husky Agente Segreto, Tom McGrath che da la voce a Skipper e che è anche produttore esecutivo del film,Christopher Knights alias Soldato, Chris Miller il mitico Kowalski e Conrad Vernon Ka-boom Rico. Ci sono anche Peter Stormare che da la voce all’orso bianco Caporale, il Ken Jeong di Una notte da Leoni che è la mini-foca Miccia e Annet  Mahendru la sensuale Eva. Non manca neanche un gustoso cammeo di due personaggi a cui siamo molto affezionati, ossia Re Julien e il dolcissimo Mortino.

Camilla Lombardozzi, da “darksidecinema.it”

 

 

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