VIAGGIO SOLA



Protagonista della nuova commedia di Maria Sole Tognazzi è Irene, di mestiere fa la ‘mistery guest’ ossia è colei che viaggiando tra un paese e l’altro, soggiorna nei più prestigiosi alberghi di lusso, ovviamente in incognito, e ne valuta l’effettiva qualità.
Grazie alla collaborazione con Francesca Marciano e Ivan Cotroneo, Maria Sole Tognazzi riesce nell’impresa di far entrare in un rapporto di empatia il pubblico in sala con i personaggi da loro portati in scena, a partire dalla protagonista stessa. Irene infatti è una donna come tante al giorno d’oggi: ha ormai passato la quarantina, vive sola, senza figli e senza compagno; insomma una donna vera in cui il pubblico potrebbe benissimo riconoscere un’amica, la collega, una sorella.
La strada più facile, che fortunatamente gli sceneggiatori e la regista decidono di non seguire, sarebbe stata quella di fare di questa single una donna un po’ ‘sfigata’ in amore ma in perenne attesa del principe azzurro che la salvi dalla solitudine. Invece no lei il principe azzurro non lo cerca, vive in pace questa condizione di solitudine, certo costellata da momenti di tristezza e malinconia, e va avanti con la sua vita, proprio come fanno tante donne tutti i giorni. Irene, invece di diventare l’ennesima eroina romantica, è il veicolo tramite il quale Maria Sole Tognazzi & soci lanciano al pubblico due importanti quesiti: cos’è la libertà? Ma soprattutto veramente come sosteneva il console Appio Claudio Cieco, nelle “Epistulae ad Cesarem senemdere publica” di Sallustio, “Faber est suae quisque Fortunae”? Oppure è molto più vero che non siamo proprio noi a decidere completamente del nostro destino ma esso è determinato da una serie di eventi che capitano un po’ per caso e che ci portano a condurre un determinato stile di vita più per inerzia che per una vera e propria scelta?
Come tutti, anche Irene ad un certo punto del cammino che compie alla scoperta di sé stessa si trova a porsi dei quesiti, sulla sua vita e sulla condizione di solitudine che a volte diventa un peso insostenibile e che a volte la spaventa.
La conclusione che viene scelta per lei, e tutt’altro che scontata, è quella di farla continuare a condurre la sua vita, senza stravolgimenti e colpi di scena che accadono solo nei film, trasmettendo così il messaggio che la vera ricetta per la felicità non è aspirare per forza a qualcosa che non si ha e che forse in realtà neanche si desidera, ma di imparare a scendere a compromessi e cercare di accettare la vita così come viene con leggerezza, rimanendo sempre fedeli alla propria natura.
A volte è vero anche che la vita gioca dei tiri mancini, ma in alcuni casi siamo noi a dover decidere che piega dargli. Questo è quello che succede nel caso di Andrea, miglior amico di Irene, che si trova ad aspettare un figlio da una donna che a malapena conosce. Anche in questo caso va agli sceneggiatori il plauso di aver evitato il clichè dell’uomo menefreghista che fugge davanti alla responsabilità della paternità, cercando di veicolare attraverso il suo personaggio i sentimenti provati da qualsiasi uomo che sta per diventare padre.
In “Viaggio sola” si parla di libertà, solitudine, ma anche di amore passionale o fraterno, ed è proprio il modo in cui Maria Sole Tognazzi con la sua pennellata lieve ritrae il rapporto tra le sorelle Irene e Silvia, che commuove maggiormente lo spettatore. Chiunque abbia una sorella non potrà che riconoscere un pezzetto della propria vita nelle dinamiche che regolano il loro rapporto in cui una leggera invidia, incomprensioni, litigi, alternati a manifestazioni di grande affetto sono all’ordine del giorno.
Una solida sceneggiatura, che non scivola mai nel banale, un cast di bravi interpreti capeggiato da Margherita Buy, nei panni di Irene, e da Stefano Accorsi in quelli di Andrea, fanno di “ Viaggio sola” una commedia da segnalare per la capacità di far divertire e commuovere chi guarda.
Di Mirta Barisi, ecodelcinema.com

Il cinema italiano, anche quello più illuminato, fino ad ora non ha mai elargito grandi regali alle sue protagoniste femminili. Anzi, relegandole spesso in una zona interpretativa ben delimitata tra l’happy end sentimentale e una solitudine inevitabilmente sofferta, sembra non essersi posto il problema di dar voce a delle figure più consapevoli e meno artificiose dal punto di vista drammaturgico. Un piccolo grande miracolo, invece, riuscito a Maria Sole Tognazzi che, con l’appoggio in fase di scrittura di Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, ha definito le caratteristiche di una donna finalmente plausibile, mai scontata e moderna senza troppe forzature. E’ per questo, dunque, che Irene, ispettore a sorpresa nelle strutture alberghiere extra lusso, si guadagna di diritto il titolo di protagonista innovativa, riflettendo con ironia e un pizzico d’introspezione sui limiti imposti da una società che ancora sembra opporsi ciecamente al diritto di scelta di una vita diversa. Così, arrivata ai critici quarant’anni senza un marito e dei figli, agli occhi di chi la osserva sembra essere l’emblema della solitudine e dell’egoismo più feroce. Ma questa è esattamente la vita che Irene ha voluto per se stessa, fatta di spostamenti continui, aerei da prende, camere d’albergo da visitare per pochi giorni, una casa spoglia e una sorella un po’ nevrotica cui tornare.
Una prospettiva desolante per molti ma non per lei che, facendo leva sulla consapevolezza della propria natura, ha definito il rifiuto di una regola sociale predisposta non per ottuso dispetto o per opposizione culturale ma, semplicemente, per continuare a rispettare se stessa anche nelle necessità più bizzarre. Dunque, conViaggio sola il nostro cinema al femminile si apre finalmente alla tematica della libertà che, non negando certo spazio al romanticismo o alla maternità, ha semplicemente concentrato la sua attenzione su una realtà diversa anche se raramente visibile. In questo modo, le così dette donne a metà, per comprenderci quelle prive di una fede nuziale o di un passeggino da spingere orgogliose, hanno avuto la possibilità di dimostrare tutta la loro interezza. Sarà per questo che il film, ruotando intorno ad un intreccio di per sé semplice fondato su degli avvenimenti quotidiani, rintraccia completamente la sua ricchezza nella profondità dei protagonisti. Definiti senza esasperazione alcune e naturali nei loro movimenti emotivi, Irene e il suo entourage affettivo abbandonano decisamente i toni isterici e ossessivamente sofferti che spesso abitano i nostri racconti. Al loro posto lasciano fluire la vita, quella vera e concreta capace di metterli alla prova giorno dopo giorno, di porli di fronte i propri limiti lasciando loro la possibilità di scegliere la soluzione migliore per se stessi. Così, regista e sceneggiatori non si pongono certo nella condizione di elargire soluzioni universali ma, concentrandosi su di un racconto fortemente soggettivo, lasciano che a parlare siano le esistenze dei singoli personaggi.
Figure, queste, sicuramente, non definite per tranquillizzare gli animi con reazioni sempre rassicuranti, ma capaci di porre lo spettatore di fronte all’avventurosa possibilità del libero arbitrio. Una novità, questa, che sembra aver donato particolarmente a Margherita Buy, finalmente al di sopra di toni troppo acuti ed esasperanti. Maria Sole Tognazzi le ha fatto dono di una donna concreta alla ricerca del proprio equilibrio e lei l’ha ripagata con un’interpretazione equilibrata e mai artefatta, tutta giocata sulle attese, gli sguardi e i tempi comici sul cui ritmo si muovono anche i passi di Stefano Accorsi e Fabrizia Sacchi. Perché della vita e dei suoi limiti si può riflettere anche sorridendo, comprendendo che le parole intimità e famiglia rappresentano, senza alcun dubbio, concetti fondamentali, ma che ognuno è libero di interpretare e applicare a proprio piacimento.
Di Tiziana Morganti, da movieplayer.it

Irene ha superato i quarant’anni, niente marito, niente figli e un lavoro che è il sogno di molti: Irene è l'”ospite a sorpresa”, il temutissimo cliente in incognito che annota, valuta e giudica gli standard degli alberghi di lusso. Oltre al lavoro, nella sua vita ci sono la sorella Silvia, sposata con figli, svampita e sempre di corsa, e l’ex fidanzato Andrea. Irene non ha alcun desiderio di stabilità, si sente libera, privilegiata. Ma è vera libertà la sua? Qualcosa metterà in discussione questa certezza…
Dopo Le fate ignoranti e Saturno contro, il grande ritorno della coppia Margherita Buy e Stefano Accorsi, qui diretti da Maria Sole Tognazzi in un film che mette al centro un’inedita figura femminile alle prese con l’amore, l’amicizia, il lavoro, la famiglia e il dubbio che la libertà confini con la solitudine.
Da cinema-tv.corriere.it

È il duplice significato della parola viaggio a essere centro del nuovo film di Maria Sole Tognazzi.
Viaggio, ovvero prendere le valigie e partire: Irene (Margherita Buy), la protagonista diViaggio sola, spesso lo fa per lavoro. Lei infatti è un’ospite a sorpresa ovvero colei che in incognito controlla gli standard degli alberghi di lusso verificando se possono essere considerati realmente tali.
Irene però è anche una donna indipendente che oltre al suo lavoro nella vita è legatissima alla sorella Silvia (Fabrizia Sacca), sposata con figli, svampita e sempre di corsa, e l’ex fidanzato Andrea (Stefano Accorsi).
Ma il viaggio come è noto può essere sinonimo di qualcosa che avviene all’interno di un individuo e che, attraverso scambi di opinioni e vere e proprie folgorazioni che lasciano il tempo che trovano, mette in discussione tutte le decisioni e le certezze che fino ad allora sono state un bagaglio sicuro.
Maria Sole Tognazzi con la sua delicatezza registica dirige un lungometraggio che è metafora del viaggio interiore di una donna la quale, partendo dal punto di arrivo della sua vita, si pone, anche e soprattutto grazie al contatto con le varie realtà che la circondano molto diverse dalla sua, alcune domande.
Il risultato di questo film, grazie soprattutto alla bravura degli interpreti, è una commedia godibile che sottolinea, in maniera non del tutto nuova ma comunque efficace, l’idea che ogni scelta, anche quella di una donna che ha deciso di non essere moglie e madre, se consapevole ha una forte dignità nonostante l’ombra del giudizio sempre in agguato.
Irene è una donna che intraprende un viaggio al di fuori delle sue certezze ma che poi, alla fine, più forte e convinta, torna a casa in quella convinzione consapevole che in nessun’altra vita, se non la sua, avrebbe potuto sentirsi se stessa.
Di Sandra Martone, da filmforlife.org

«Adesso che state per lasciare l’ambiente in cui avete soggiornato, prendetevi qualche secondo per ragionare su questa esperienza. È stata all’altezza delle vostre aspettative? La consigliereste a qualcuno, anche se in certi momenti vi siete sentita scomoda o addirittura sola? Fidatevi del vostro istinto. Questo viaggio è il vostro, sta a voi scegliere come farlo».
Sostituite a “viaggio” la parola “vita” e scoprirete l’essenza del nuovo film di Maria Sole Tognazzi, che nel rispondere alle domande sopracitate conduce una coraggiosa e originale riflessione sul sottile confine tra libertà e solitudine. Giungendo a conclusioni esattamente opposte a quelle dell’Into the Wild di Sean Penn: la felicità è tale anche se non condivisa.
Non condivisa è infatti la vita di Irene (Margherita Buy), 40enne single e in gran forma, di professione “ospite a sorpresa”, tradotto: ispettrice alberghiera che valuta e giudica gli standard degli hotel di lusso a insaputa del direttore e dello staff. Inflessibile e scrupolosa sul lavoro, vive con distacco anche la sua vita privata, alla quale concede spazio solo tra una trasferta e l’altra. A casa, del resto, non c’è nessun marito o figlio ad aspettarla, solo l’ex fidanzato ora migliore amico Andrea (Stefano Accorsi) e la sorella Silvia (Fabrizia Sacchi) con marito (Gian Marco Tognazzi) e bambine al seguito. Sono proprio le loro quotidiane vicissitudini famigliari a convincere Irene a crogiolarsi nella sua libertà e perseverare in un’esistenza nomade. Almeno fino a quando l’incontro con un’antropologa, altra viaggiatrice solitaria conosciuta nella spa di un albergo, fa vacillare le sue certezze ponendola per la prima volta di fronte alla paura della solitudine e della morte.
Il valore di Viaggio sola sta nella sua natura autentica e nella scelta di raccontare una tipologia di famiglia snobbata dal panorama cinematografico contemporaneo: quella composta da un unico componente, per di più donna, che volontariamente si astiene da qualsiasi legame sentimentale e legale. Una fotografia quasi rivoluzionaria, capace di sdoganarsi dalla diffusa credenza sociale per cui una 40enne ancora sola e senza figli è da considerarsi una persona fallita. Il film (insieme alla sua protagonista) si interroga ma solo per confermare la teoria per cui una famiglia o una relazione stabile non fanno la felicità, almeno non per tutti. E sarà solo dopo essere finita sotto le lenzuola di Andrea che Irene riuscirà a superare il momento di crisi e a ritrovare la sua vocazione con rinnovata consapevolezza. Portando a compimento quel viaggio dentro se stessa, necessario a riconoscere e riconfermare la propria irriducibile anima vagabonda. Incarnata perfettamente da una Margherita Buy splendida (sotto ogni punto di vista), capace di assumere su di sé il senso della pellicola.
Leggi la trama e guarda il trailer del film
Mi piace
La costruzione e l’evoluzione del personaggio di Irene, interpretata magnificamente da Margherita Buy. La coraggiosa riflessione condotta dal film. La fotografia, capace di ritrarre alcuni paesaggi suggestivi.
Non mi piace
Le sottotrame legate ai personaggi di Andrea e Silvia mancano di completezza nel loro sviluppo.
Consigliato a chi
Ama le commedie vagamente sentimentali, leggere ma non banali; a chi è curioso di ritrovare sullo schermo la coppia Buy-Accorsi di Le fate ignoranti e Saturno contro; e a chi vuole scoprire il lavoro più bello del mondo.
Di Silvia Urban ,da bestmovie.it

ROMA – Viaggio Sola,  è il titolo del nuovo film di Maria Sole Tognazzi in uscita nelle sale con Teodora, dal 24 aprile. A cinque anni di distanza da “L’uomo che ama”,  la regista  presenta alla stampa una storia  inedita: quella di Irene (Marherita Buy), quarantenne single e senza figli, che per mestiere verifica la qualità dei servizi offerti da alberghi extralusso.
Oltre al lavoro nella sua vita ci sono Andrea, suo ex fidanzato (Stefano Accorsi) e la sorella Silvia (Fabrizia Sacchi) sposata con figli, distratta e irascibile.
Il film promuove  l’universo femminile delle donne sole. La regista dichiara che la  protagonista  del film, è la “grande assente del cinema di oggi”; ovvero quel 17 % di donne single e senza figli, che in Italia rappresentano la minoranza. “Molto spesso” , aggiungono gli sceneggiatori Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, “buona parte dei film in circolazione oggi, hanno come tema ricorrente: le famiglia”. “Abbiamo pensato fosse venuta ora di rendere loro giustizia. Così è nata Irene, la protagonista”, conclude la regista.
Dopo le pellicole “ozpetekiane” la coppia Buy-Accorsi  mette al centro la vita di una donna alle prese con i quotidiani interrogativi: amore, amicizia, lavoro, famiglia. Ne resta uno insoluto: la libertà.
Viaggio Sola è la storia di chi superati i quarant’anni vive con piena soddisfazione il ruolo di donna indipendente. Lontano da qualsiasi preconfezionata ricetta di facile e tipica felicità “di  sposata e completa” Irene rappresenta la donna che conduce “la sua vita laddove voleva condurla”.Ha un lavoro particolare, che la costringe a viaggiare continuamente. Lo svolge con la meticolosità di un detective. Valuta gli standard, il soggiorno negli alberghi. Lo spettatore viaggia con lei, tra Gstaad, Marrakech, Berlino, Parigi e Shanghai. 
“L’idea di far svolgere ad Irene, la sua protagonista, un lavoro così particolare come quello dell’ispettrice d’alberghi”, rivela Maria Sole Tognazzi, “nasce da un elemento particolare: la famiglia di mia madre, Franca Bettoja (attrice) da generazioni, è una famiglia di albergatori e proprio per questo, da quando era bambina, sono stata affascinata da quel mondo.”. “Il personaggio di Irene è nato in seguito”, aggiunge , ”ad alcune ricerche su internet riguardo a questa strana professione e all’incontro con alcuni ispettori d’albergo in carne ed ossa che mi hanno raccontato la loro vita”.
Ad ogni modo, Irene nel film si racconta. Non vive di solo lavoro. Nella sua vita nomade, ella trova spazio per la sorella e per le nipoti. Ma il  suo grande punto di riferimento,  quando torna a Roma è Andrea, suo ex. Un rapporto paradossalmente perfetto e solido.’ 
La natura maggiormente sensibile e a tratti materna emerge fortemente in Andrea, quando scopre di diventare presto padre di un figlio avuto con una sconosciuta.
Irene vive la decisione dell’ex quasi come un abbandono. Lo stesso Accorsi omaggiando la sensibilità del suo ruolo nel film, dichiara come: “sorprendentemente il film ci porta dove non c’aspettiamo”. Irene, infatti non è solo una lucida “!entomologa” alberghiera, ma una donna sensibile e fortemente emotiva.
Il suo cammino interiore e la sua analisi circa il futuro umano e professionale, scaturiranno dall’incontro con Karen, antropologa, fautrice della libertà e dell’indipendenza femminile. La donna, fornirà alla protagonista, lo specchio con cui guardare il suo ipotetico avvenire.
Di Dalila Ferreri, da dazebaonews.it/

Irene è un’ispettrice di alberghi, professione insolita e interessante da vedere sullo schermo. Poiché Irene ha il potere di rivedere il numero di stelle di hotel e resort di lusso, viaggia sempre in incognito, vivendo vite non sue e rinunciando a una vita e ad affetti propri. Il film di Maria Sole Tognazzi prende un personaggio così forzatamente distaccato come una parabola delle relazioni umane al giorno d’oggi. Il bisogno di avere contatti umani più autentici si scontra con sciatterie emotive e ansia di cambiamento, tutto sotto lo sguardo spassionato di una splendida Margherita Buy.
Si potrebbe pensare che come personaggio abituato a vivere situazioni geografiche e relazionali di confine, Irene sia la più titolata a giudicare le situazioni che lascia a casa ad ogni suo viaggio, sempre pronte a modificarsi a ogni suo ritorno. Qui la regista evita la facile santificazione della protagonista rendendola un personaggio fallibile, confuso, non sempre in grado di capire quali siano le reali necessità di chi ama di più. Proprio qui è dunque il paradosso: mentre lei è abituata a controllare che il personale alberghiero sia sempre pronto a soddisfare i desideri più reconditi di un cliente, possibilmente anticipandoli, i rapporti umani sono molto di più di asciugamani puliti e di essenze profumate nella hall.
La relazione tra la cura di nomadi del viaggio e tra cura di rapporti familiari è così diretta da costituire il centro di un film molto interessante nella costruzione e molto autentico nella cura dei rapporti tra Irene e le persone a cui è legata. L’aspetto più rinfrescante di questa commedia è la mancanza di cinismo, che però non viene sostituito da un ottimismo di maniera. Quello che prevale è un senso di realismo temperato dalla speranza che le cose possono cambiare. Se solo si è pronti a cambiare davvero e dal profondo.
La frase:
“Perché mi guardi così? Mi stai facendo paura”.
Di Mauro Corso, da filmup.leonardo.it

Irene ha superato i quarant’anni, niente marito, niente figli e un lavoro che è il sogno di molti: Irene è l’”ospite a sorpresa”, il temutissimo cliente in incognito che annota, valuta e giudica gli standard degli alberghi di lusso. Oltre al lavoro, nella sua vita ci sono la sorella Silvia, sposata con figli, svampita e sempre di corsa, e l’ex fidanzato Andrea. Irene non ha alcun desiderio di stabilità, si sente libera, privilegiata. Ma è vera libertà la sua? Qualcosa metterà in discussione questa certezza.
Con questa semplice premessa, Maria Sole Tognazzi racconta il suo Viaggio Sola, commedia drammatica che pur non avendo grandi sconvolgimenti nella trama riesce a raccontare con grande sensibilità dei veri e proprio ‘smottamenti’ emotivi che si verificano nell’animo di una donna quando, superati i quarant’anni, si rende conto che non ha una casa e una famiglia a cui tornare, finito il lavoro che la tiene lontana dalla sua ‘fissa dimora’. Detta in questi termini, Viaggio Sola potrebbe sembrare l’ennesimo capitolo di una storia già vista e sentita, in cui una donna isterica e insoddisfatta, trova l’amore della sua vita e ci fa un bambino. Non è questa la scelta della Tognazzi, che grazie alla sempre brava e affascinante Margherita Buy, realizza un ritratto di una donna completa in se stessa, pur senza la qualificazione di moglie e madre che la nostra società vuole per ogni donna. La sua Irene è indipendente e felice, presa dal suo lavoro e intenta, con un po’ di fatica, a coltivare gli unici rapporti che per lei contano: la sorella, con le sue figlie e il marito, e il suo ex Andrea, amico di sempre.
Il racconto della trasformazione e della presa di coscienza di sè di Irene ci viene narrato attraverso il suo lavoro, i suoi incontri, con uno stile intimista che si addentra nell’animo ma soprattutto nelle figure di edifici, lussuose camere d’albergo e città sparse in tutto il mondo. Maria Sole Tognazzi questa volta confeziona un film che si lascia guardare, senza eccessivo entusiasmo ma con grande leggerezza e semplicità, avvalendosi di una magnetica protagonista e di un comprimario d’eccezione, Stefano Accorsi, nel ruolo di un uomo che accetta la paternità con grande serenità e spirito d’avventura, anche quando questa condizione non è cercata. Nel cast del film anche Fabrizia Sacchi, Gian Marco Tognazzi, Alessia Barela e Lesley Manville.
Una riflessione sulla donna, una riflessione sull’uomo, ancora meglio, Viaggio Sola è una riflessione sull’umanità in cerca di ridefinizione in un mondo con cui è sempre più difficile rimanere al passo.
Di Chiara Guida, da cinefilos.it

Condividi!

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Fondazione Gabbiano, in quanto ente religioso, non deve ottemperare a quanto disposto
dall'art. 9 comma 2 del D.L. 8 agosto 2013 n.91, convertito con Legge 7 ottobre 2013 n. 112.
Sviluppato da NextMovie Italia Blog