ONE DAY


Edimburgo. Emma e Dexter si laureano il 15 luglio 1988 e trascorrono la notte nello stesso letto. Da allora seguiremo la loro vita fino al 2006 fotografandone l’evoluzione sempre lo stesso giorno di ogni anno. Emma è un’idealista entusiasta ma al contempo riflessiva, capace di lavorare come cameriera in un ristorante messicano se questo diventa necessario. Dexter è ricco di famiglia, seducente e con la voglia di sfondare nel mondo della comunicazione. Riuscirà a condurre un programma televisivo anche se questo non servirà a placare le tensioni che ha dentro. I due continueranno a cercarsi, anno dopo anno, sia che si trovino nello stesso luogo sia che siano lontani l’uno dall’altra.
L’annosa questione (destinata a non risolversi) del rapporto cinema/letteratura si complica ulteriormente quando lo sceneggiatore è l’autore del romanzo a cui il film si rifà. Perché David Nicholls, che ha scritto il fortunato best seller pubblicato nel 2009, è anche colui che ha steso lo script di questo film diretto da Lone Scherfig la quale, anche quando aveva come suo punto di riferimento il Dogma di Von Trier (Italiano per principianti), sapeva come mostrare la propria originalità. In questa occasione il rapporto diretto con l’autore/sceneggiatore avrebbe potuto frenarla. Anche perché, e qui torniamo al tema di cui sopra, il pubblico a cui riferirsi era chiaramente (sin dall’inizio del progetto) da dividere in due blocchi. Chi ha letto ed apprezzato il libro non può fare a meno di notare che le prime 90 pagine vengono condensate in 16 minuti di film con inevitabili decurtamenti di senso e di atmosfere. Chi invece non lo conosce o lo ha ancora intonso sullo scaffale della libreria di casa potrà finalmente apprezzare una commedia romantico/drammatica credibile e non piegata forzatamente agli stereotipi imposti da Hollywood. Hathaway e Sturgess sono credibili nei loro andirivieni nei labirinti di un sentimento che vorrebbe essere di amicizia e di amore al contempo. Amicizia per poter continuare a vivere anche se lontani. Amore per il desiderio/bisogno di una contiguità, di una vicinanza pur nella profonda diversità di scelte e di stili di vita. 
La scelta di percorrere le loro vicende non è in nulla debitrice al Bernard Slade di “Tra un anno alla stessa ora” (là i protagonisti si rivedevano all’appuntamento prefissato, qui siamo noi a coglierli mentre esercitano il mestiere di vivere ovunque e con chiunque si trovino). Semmai è a Dickens che bisogna rifarsi come Nicholls nel libro quando cita questo passo da “Grandi speranze”: “Per me fu un giorno memorabile, perché mi cambiò molto: Ma in ogni vita succede lo stesso. Immaginiamo un giorno a scelta isolato dal contesto e pensiamo a come sarebbe stato differente il corso della vita. Fermati, lettore, e rifletti a lungo sulla lunga catena di vil metallo o oro, spine o fiori, che non ti avrebbe mai legato, se non fosse stato per la formazione di quel primo anello in quel giorno memorabile.” Anche perché è bene sapere che il 15 luglio nel mondo anglosassone si festeggia San Swithin e la tradizione popolare vuole che le condizioni del tempo di quella particolare giornata si protrarranno per quaranta giorni a venire. Quanti di noi vorrebbero (o avrebbero voluto) che accadesse lo stesso nella loro vita sentimentale? Che è invece quanto di più imprevedibile ci possa accadere. Questo film sa come ricordarcelo.
Giancarlo Zappol i, da mymovies.it

Quanti modi esistono di raccontare l’amore? Lo sappiamo, è una domanda davvero troppo retorica per essere presa anche solo in considerazione per una risposta, ma è normale chiederselo quando ci si ferma ad analizzare come il mondo della comunicazione affronta l’argomento più vecchio e sfruttato dell’umanità. La cinematografia contemporanea ormai tende a porre una base sentimentale anche in quelle storie che dell’amore dovrebbero fregarsene in pieno, conducendo le commedie romantiche verso una strada sempre più stucchevole e sdolcinata. Difficile venirne fuori e i risultati si vedono in un susseguirsi di storie tutte uguali a se stesse che si arrampicano sulla celluloide per cercare un modo alternativo che porti i personaggi verso il lieto fine che tanto sembra piacere agli spettatori di genere. È una storia che va avanti da così tanto tempo che, nell’immaginario comune, le storie d’amore da film sono tutte perfette, ricche di imprevisti ma con una conclusione quasi sempre positiva. Ma i film sentimentali, fortunatamente, non sono sempre tutti così e ogni tanto qualcuno si ricorda, oltre che del lato drammatico dell’amore, anche di quello più cinicamente realista, in cui non basta sapere di provare qualcosa per l’altro per vivere per sempre felici e contenti. 
Tra questi progetti si può inserire (non senza dubbi) One Day, film diretto da Lone Scherfig, regista di An Education, e basato sul struggente best seller di David Nicholls, autore in questo caso anche della sceneggiatura.
Emma Morley (Anne Hathaway) e Dexter Mayhew (Jim Sturgess) hanno frequentato lo stesso college eppure non si sono mai rivolti la parola fino alla sera della loro laurea: dopo una notte passata tra strane chiacchiere e una giornata, quella del 15 luglio 1988, insieme iniziano un’amicizia destinata a durare tutta la vita, nonostante le grandi differenze che li separano. Emma, infatti, è precisa, minuziosa, una lavoratrice ambiziosa e dai saldi principi, mentre Dexter è il manifesto di una generazione affascinata dal mito della televisione e della celebrità, un ragazzo ricco e affascinante che pensa di fare del mondo il suo parco divertimenti personale. Nel corso dei successivi vent’anni i due vivono momenti cruciali del loro rapporto: il trasferimento di Em a Londra e il successo di Dex come conduttore tv, i primi rapporti stabili e i fallimenti, tutti gli scontri e le speranze, le opportunità mancate e le lacrime di una vita in costante evoluzione. Raccontata così la storia di Emma e Dexter sembra uguale a tante altre ed effettivamente non c’è nulla di particolarmente originale nel rapporto di questi due amici che sfiora ripetutamente le pareti dell’amore scontrandocisi, per poi ritornare sui suoi passi. Una storia talmente già vissuta e raccontata da essere affine all’esperienza personale di molti di noi e proprio in questo risiede parte della sua facile presa sul pubblico. Il successo del One Day letterario va ricercato però anche nel modo, tutto ruffiano, che Nicholls ha adottato per raccontare questa storia. Nonostante il tutto si svolga in un arco temporale molto ampio, che fiora i vent’anni, il lettore ha accesso solo a una piccola finestra sulla vita dei due protagonisti, identificata con il 15 luglio di ogni anno, anniversario di quella prima pazza giornata che li ha uniti per sempre. La loro è una storia che si racconta per istantanee, grazie a piccoli flash sulla loro intimità: si ha appunto la sensazione di sfogliare un album di fotografie, assaporando l’emozione che ogni immagine è capace di suscitare, pur non essendo a conoscenza delle sue immediate connessioni cronologiche. L’istantanea in questione è il 15 di luglio e, che i personaggi abbiano 23 o 43 anni, sembrano tutti così familiarmente uguali eppure diversi. In qualsiasi modo lo si voglia guardare, One Day rimane comunque una storia d’amore: “Ma è anche un romanzo sull’amicizia e sulla famiglia, sulla nostalgia e sui rimpianti, sul modo in cui i sogni e le speranze non si avverano mai del tutto, perlomeno non come ci aspettavamo. C’è una nota dolceamara in questa storia…”, racconta David Nicholls, ed è proprio questo suo essere romantico ma disilluso, eterno ma cinico ad aver ammaliato i lettori di tutto il mondo che lo hanno eletto tra i migliori romanzi del 2009. “È una sfida interessante cercare di condensare vent’anni di un personaggio in un romanzo. Quando poi si deve comprimere ulteriormente la storia nelle due ore circa di durata di un film è inevitabile che qualcosa vada perduto; bisogna rassegnarsi a questo fatto. Comunque sia One Day è un adattamento molto fedele, sia per quanto riguarda il tono e l’atmosfera, sia per quanto riguarda lo stile narrativo”. Ed effettivamente i pregi dell’utilizzare lo scrittore anche come sceneggiatore del prodotto cinematografico si vedono tutti. Pur mancando di alcuni pezzi e mostrando episodi che per alcuni anni si trasformano seriamente in un fotogramma sbiadito, le atmosfere della storia originale rimangono esattamente le stesse, senza perdere una sola sfumatura dei caratteri complessi e in conflitto di Dex ed Em. Ed è proprio questa particolarità a distinguere One Day dagli altri film che utilizzano lo stesso espediente per raccontare una storia, primo fra tutti il nostro recente Dieci Inverni. Il film di Lone Scherfig è fresco e dinamico, lineare nella narrazione frammentaria quanto interiorizzato nei meccanismi psicologici, ricco di richiami a quegli anni Novanta in cui tutti abbiamo vissuto qualcosa che lega indissolubilmente il nostro passato a quello dei protagonisti. Ma indubbiamente One Day non è un film per tutti: gli scontri tra Emma e Dexter sono estenuanti e inconcludenti, vittime di un’era in cui tutti rincorrono quello che pensano possa renderli felici senza accorgersi di quello di cui hanno realmente bisogno. Il loro amore si scontra continuamente senza mai trovare pace: uno di quei tipici atteggiamenti che, sullo schermo come nella vita, si amano o si odiano. Gli appassionati di amori impossibili e struggenti non potranno fare a meno di adorare la corsa infruttuosa verso la felicità di Emma e Dexter, i più realisti vedranno la pellicola solo come un inno al procrastinare. In entrambi i casi One Day rimane comunque un progetto interessante, ben diretto e raccontato, il cui cuore restano i due protagonisti. Emma è spiritosa, insicura, grande lavoratrice e amante dei libri. “Ci chiediamo sempre, noi e lei, se Dexter non sia troppo privilegiato per lei, troppo sicuro di sé”. Non è difficile essere contrari all’affermazione della regista, soprattutto quando a dare il volto a Emma è Anne Hathaway che, con la sua vasta gamma interpretativa, riesce a esprimere queste insicurezze ma anche la sua tenacia e forza, oltre che la sua capacità di vedere oltre la facciata di Dexter. La sua interpretazione è empatica e ricca di sfumature, in grado di mettere in luce tutto il talento di un’attrice che ancora una volta si dimostra fresca e professionale, malleabile e sempre credibile. La sua alchimia con Jim Sturgess, poi, fa letteralmente scintille. L’attore britannico riesce a trovare in Dexter un punto fermo che lo guidi per tutta la narrazione, una cosa rara in un personaggio che di natura è completamente contraddittorio: “La cosa più coerente che fa Dexter, per tutto il film, è essere l’amore della vita di Emma Morley. Questa è una forza stabilizzante. Come sceglierà Dex di comportarsi di fronte a questo fatto? Questo è il percorso che il personaggio compie”, racconta Sturgess e di pari passo è lo stesso percorso che compie lo spettatore, incastrato in questa storia che ti tiene attaccato allo schermo con il suoi frammenti, che sei smanioso di mettere insieme per capire finalmente il quadro generale del loro destino. One Day comincia all’alba del 1988 e finisce nell’estate del 2011, al crepuscolo, attarversando tutti i momenti intensi, spiritosi e commoventi della storia scritta da David Nicholls. Gli appassionati del libro troveranno nel film le stesse atmosfere e quelle dinamiche tra Emma e Dexter che tanto li hanno appassionati. Per tutti gli altri spettatori One Day può rivelarsi un’esperienza agli antipodi: affascinante e struggente come allo stesso tempo ridondante e procrastinante…in ogni caso si tratta di una pellicola che gioca furbescamente con i rimandi emotivi di ognuno di noi, facendo leva su nostalgie ed esperienze adolescenziali, paure e romanticismi, tutti racchiusi in un unico film.
Di Antonella Murolo , da everyeye.it

Edimburgo 1988, 15 di luglio. Emma ( Anne Hathaway ) e Dexter ( Jim Sturgess ) sono due giovani inglesi che si conoscono la notte in cui festeggiano con altri amici il diploma di laurea appena conseguito. Ebbri ed eccitati dalle tante bottiglie bevute, i due finiscono nello stesso letto ma quella che si prometteva come una calda e passionale notte di sesso si rivela un fiasco. In compenso tra i due nascerà quella sera una splendida e duratura amicizia destinata a conservarsi nel tempo. Emma, intellettuale, timida e idealista è in realtà innamorata di Dex il quale, da classico figlio di papà, pensa solo a godersi la vita tra donne ed eccessi vari. Ogni anno al 15 di luglio i due si ritroveranno nonostante la vita li conduca su strade diverse e lontane. Trascorrono quasi vent’anni in cui i due non riescono ad incrociare i propri sentimenti e dare concretezza all’amore che li lega sino a quando l’amore stesso si rivelerà da sé.
One Day, film tratto dal romanzo di David Nicholls, best seller in Italia e in tutta Europa, è una commovente e coinvolgente storia d’amore. Una storia d’amore come da tempo non se ne raccontavano, in modo semplice, classico se vogliamo, ma incredibilmente intenso e vero. La storia di Em e Dex è la storia di due vite, due esistenze presentate con tutti gli alti e i bassi che la vita può serbare. E’ la storia di un amore vero e intenso che resiste nel tempo e nonostante tutto; è una storia di rimpianti e rimorsi, di quello che doveva essere è non è stato, di quello che poteva essere e non è stato. La vita. One day di Lone Scherfig, ottima regista danese, è un film capace di divertire, strappare un sorriso grazie a dialoghi mai banali, è un film capace di far commuovere grazie anche alle ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma soprattutto è un film capace di far riflettere perché parla di una storia semplice e al contempo vera in cui lo spettatore non fatica a ritrovarsi.
La Jacobson, che in passato ha prodotto film di successo  come Sesto Senso di M. Night Shyamalan, I pirati dei Caraibidi Gore Verbinski e Le cronache di Narnia di Andrew Adamson, si è innamorata come altri milioni di lettori dei personaggi protagonisti del libro di Nicholls che senza esitare ha acconsentito ad occuparsi della sceneggiatura.
Lone Scherfig si presenta a questo progetto forte del grande successo avuto con il suo ultimo lavoro An Educationuno dei film più discussi degli ultimi anni che ha anche ottenuto tre nomination all’Oscar tra cui quella per il miglior film. La regista danese è stata ovviamente costretta a compattare la storia raccontata nel libro ma ne mantiene lo stile narrativo senza stravolgere il profilo dei personaggi.
I due interpreti principali sono perfetti nella parte; esprimono e trasmettono complicità, un legame vero e di intimità. Anne Hathaway è un’attrice che qui non fa altro che consolidare una reputazione già importante grazie soprattutto alle brillanti interpretazioni in film come Il diavolo veste Prada, o I segreti di Brokeback Mountain.
Jim Sturgess invece gode ancora della lunga scia di ammirazione e successo ottenuto con l’interpretazione di Jude Feeney in Across the Universe film di Julie Taymor; da non dimenticare anche la partecipazione a 21 di Robert Luketic o in Fifty dead man walking in cui interpreta un terrorista dell’IRA al fianco di Ben Kingsley.
La grande curiosità attorno al film è giustificata e spiegata dal cast di alto livello ma soprattutto dall’incredibile successo editoriale del romanzo di Nicholls da cui è tratto, ma il film merita un giudizio critico e sincero ma come film con tutte le compromissioni che comporta il suo mezzo espressivo; in ogni caso “One Day è un adattamento molto fedele”, parola di Nicholls.
Di Gianluca Chianello, da cinefilos.it

Emma (Anne Hathaway) e Dexter (Jim Sturgess) passano insieme la giornata del 15 luglio del 1988. Si sono appena laureati e sono profondamente attratti l’una dall’altro, ma timidezze e goffaggini li trattengono dall’andare subito a letto insieme. Da un’occasione mancata nasce comunque una grande intimità, che permette al loro rapporto di attraversare vent’anni tra alti e bassi, lavori relativamente appaganti e relazioni più o meno soddisfacenti. Tutta la narrazione – tratta dal romanzo Un Giorno di David Nicholls, che è anche sceneggiatore del film – si svolge mostrando di ogni anno solo il 15 luglio, giorno ormai simbolico che i due protagonisti affrontano di volta in volta con attitudine diversa.
Lone Scherfig, già candidata all’Oscar per il suo precedente An Education, confeziona un filmromantico e toccante, che però non rientra negli schemi puri del genere a cui pure strizza l’occhio, ma anzi cerca costantemente piccole vie di fuga dagli “ingabbiamenti” tipici delle storie d’amore: una notevole attenzione è dedicata per esempio al paesaggio, e di conseguenza alla costruzione delle inquadrature, che sono molto più che descrittive e di sfondo, ma costituiscono un vero e proprio teatro delle emozioni dei protagonisti (e di riflesso degli spettatori). Altre cure molto interessanti, sempre legate in parte alla ricostruzione dello spazio, sono dedicate alla caratterizzazione degli anni che fanno da contesto alle vicende di Emma e Dexter: la selezione musicale (arricchita, oltretutto, da un brano ad hoc di Elvis Costello), la moda e i costumi sociali (notevole la parentesi sul prossimo boom del telefono cellulare a metà degli anni Novanta).
Quelle che potrebbero essere scelte tutto sommato marginali all’interno del film, magari semplici note di sceneggiatura facilmente sacrificabili per la godibilità dell’insieme, sono invece risaltate dalle scelte di regia, che portano direttamente al centro dell’azione molti oggetti, usi e modi di fare: dopotutto, i protagonisti di One Day non vivono una storia d’amore convenzionale, se non altro sotto il profilo del tempo e dei rapporti, e la loro vicenda, diluita in un ventennio, non può non incrociare la quotidianità e l’immersione nelle “piccole cose della vita”. Quindi la regia della Scherfig, attenta ai particolari, mette in scena un’accorta, ragionata e sensata composizione delle inquadrature per narrare una storia certamente molto lunga, ma concentrata sempre nello stesso giorno.
Anne Hathaway è sempre eccezionale, un’attrice in vero stato di grazia che riesce a rendere con semplicitàpersonaggi dalle mille sfumature. A farle da spalla Jim Sturgess, simpatico e ben calato nella parte, grazie anche alle abili trasformazioni apportategli nel look dal superbo reparto di trucco e parrucco capitanato da Ivana Primorac. Al fianco dei due protagonisti si muovono un insieme di figure interpretate in modo eccellente (su tutti Rafe Spall, che copre il ruolo del tedioso Ian) e sfumate nella descrizione quanto basta per rendere la narrazione organica col fluire del tempo.
Chi scrive sente, ad ogni modo, di fare una piccola menzione al personaggio della madre di Dexter, Alison (interpretato da Patricia Clarkson): non tanto per la resa attoriale (comunque più che buona), né per l’importanza a livello narrativo (comunque non indifferente), ma solo per evidenziare quella che ultimamente sembra una tematica sempre più presente nei film di “genere romantico”, ossia quella – parallela al plot principale della love story – del male che non lascia scampo, dal tumore alla sindrome di Alzheimer. Hollywood negli ultimi tempi si sta mostrando molto sensibile all’argomento – quale sia il motivo non è dato saperlo – ma al di là di una sicura potenza drammatica ci si aspetta di capire, magari tra qualche anno, quali siano la tendenza, la consapevolezza e l’ambizione sociale che si nascondono dietro queste scelte.
Splendidi paesaggi bene riproposti – urbani o di campagna che siano – uniti a un efficace supporting cast: questi gli ingredienti che consentono a una storia d’amore di fare un salto di qualità. E sebbene vada forse da sé che un film come One Day non sia letteralmente un’opera memorabile, resta sicuramente un prodotto qualitativamente superiore alla media, e dalla passione infusa manifesta.
Lo spettatore osserva Emma e Dexter sfiorarsi, allontanarsi, amarsi una volta all’anno per vent’anni, e avrebbe forse altrettanto piacere a sapere che almeno una volta all’anno, nello sconfinato panorama dei film “d’amore”, ce ne sia uno girato, come questo, con tanta cura e passione: la stessa passione che due persone possono dedicare una all’altra per tanto tempo e che il pubblico dedicherebbe volentieri a un tipo di cinema che purtroppo, invece, lascia spesso delusi.
Di Gianni Barchiesi, da persinsala.it

Eccoci qui a commentare il film che Oracolo – Alf aveva predetto, avrebbe visto i natali. Una delle recensioni che ha provocato tra le più animate discussioni dello scorso anno terminava, infatti, con la premonizione che dal discutibile libro sarebbe sicuramente discesa una sceneggiatura di successo e così è stato. Non ci si aspettava (o forse si?) che sarebbe sorta dalla penna dello stesso autore del romanzo e soprattutto che funzionasse, ma il risultato c’è.
Mai visto un’anteprima serale, con pioggia torrenziale accompagnata da un fastidioso sciopero dei mezzi pubblici, tanto gremita e soprattutto con una platea ad alta presenza maschile così coinvolta in un film che si presentava a tutti gli effetti come una commedia romantica. Abbiamo tutti riso e apprezzato il sarcasmo delle battute della poi non troppo fragile Emma – Anne Hathaway e ci è piaciuto rivivere gli ultimi vent’anni attraverso eccessi e debolezze, ma soprattutto mise e tagli di capelli, del nostro Dexter – Jim Sturgess. “One Day” piace perché porta all’immedesimazione involontaria dello spettatore nonostante sia una storia prevedibile (o forse proprio per questo), poiché in noi ci sono troppe delle caratteristiche di Emma o Dexter per riuscire a rimanere distaccati, e quelle che ci mancano le avremmo volute.
E’ la storia di due persone normali, diverse e imperfette, il cui legame sopravvive attraverso le decadi, modificandosi secondo le stagioni della vita che stanno attraversando. La regia, affidata a Lone Scherfig (già apprezzata per l’opera drammatica “An Education”), ha scelto un taglio giocoso ma sagace per mostrare stereotipi contro cui preferisco non scagliarmi posto che la maggior parte sono stati vissuti da molte persone. Ho intravisto e sentito che per alcuni la Scherfig non avrebbe superato la prova (dopo le nomination all’Oscar le attese erano alte), da semplice spettatrice so che il drammone con tutti crismi non ci viene risparmiato, anzi…
La sensibilità dello spettatore è sapientemente sollecitata toccando differenti corde così da provocare una sicura risposta emotiva, al punto che tutta (si tutta, ma proprio tutta) la sala ha iniziato a nuotare in una valle di lacrime durante l’ultima parte della pellicola. Non so se la mancata accensione delle luci a fine proiezione fosse intenzionale o meno, di sicuro ha agevolato l’uscita in anonimato di parecchie gote solcate da improvvisa e non voluta lacrimazione. Senza distinzione di genere e/o età ci siamo ritrovati tutti sulla medesima barca e garantisco che mai avevo visto una platea ridursi in un simile stato, quindi chapeau agli autori!
Commedia brillante e film romantico con sviluppi drammatici che si chiude tragicamente, ma che in ogni momento focalizza sull’importanza di vivere la vita, di godersi ogni momento e di provare emozioni. I ragazzi inseguono dei sogni, molti dei quali si infrangeranno, ma grazie alla joie de vivre che li contraddistingue creano una solida liason che permette loro di superare le avversità man mano che si presentano.
Questa versione moderna delle epiche romantiche (si potrà dire?) che proverà in tutti i modi a farvi reagire, è totalmente inadatta agli insicuri e ai boriosi. I primi ci rimarrebbero troppo male, i secondi probabilmente sono troppo terrorizzati dal mestiere di vivere per ammettere che un semplice film possa farli emozionare.
Il libro non rimarrà negli annali della letteratura, il film è sicuramente un efficace melodramma e il maggior spoiler lo trovate nel eccessivamente dettagliato trailer con cui vi lasciamo.
Da masedomani.com

È l’ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un’epoca. Ormai si sentono adulti e indipendenti, hanno davanti a sé l’intera vita, da afferrare a piene mani. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, il giorno successivo lasceranno l’università. Dopo una serata di grandi bevute sono finiti a baciarsi con passione, e poi tra le lenzuola. Ora sono lì, l’uno accanto all’altra, nell’alba di una vita nuova. Quel giorno, il 15 luglio 1988, Dexter e Emma si dicono addio per la prima volta. Le loro strade si separano, lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza. Emma non ha soldi, ha bisogno al più presto di un lavoro, e sogna di cambiare il mondo. Emma si sposterà a Londra, farà la cameriera in un pessimo ristorante messicano e prenderà due decisioni importanti: diventare insegnante e andare a vivere con il suo ragazzo, Ian, un comico che non riesce a strappare una risata. Nel frattempo Dexter, grazie alla sue conoscenze e alle possibilità economiche, entra nell’industria dello spettacolo. Presenta un programma televisivo di dubbio gusto, assieme a una donna con cui si trova a uscire fin troppo spesso. È diventato dipendente dalle droghe, dal sesso facile e dalle celebrità di terza categoria che frequentano il suo mondo. Ma ogni 15 luglio c’è un momento speciale per entrambi: dove sarà Emma, cosa farà Dexter? Per venti anni, in quel giorno, si terranno in contatto. Nel corso di venti anni, ogni anno, per un giorno, saranno di nuovo assieme…
Tratto dal romanzo di David Nicholls, qui in veste anche di sceneggiatore, il film è distributo da Bim. 
“Lo stile brillante di David Nicholls mi piace molto – ha dichiarato Lone Scherfig- ma il suo romanzo mi ha definitivamente conquistata perché è una autentica storia d’amore, e di un livello che raramente si incontra”. Non è la prima volta che un romanzo di Nicholls arriva in sala: era già successo con Starter for Ten, (uscito in Italia col titolo Le domande di Brian), portato sullo schermo come Starter for 10 (Il quiz dell’amore). Il romanzo Un giorno era più ambizioso dal punto di vista narrativo, ma come osserva Nicholls, “È una sfida interessante cercare di condensare vent’anni della vita di un personaggio in un romanzo. Quando poi si deve comprimere ulteriormente la storia nelle due ore circa di durata di un film, è inevitabile che qualcosa vada perduto; bisogna rassegnarsi a questo fatto. Comunque sia, One Day è un adattamento molto fedele, sia per quanto riguarda il tono e l’atmosfera, sia per quanto riguarda lo stile narrativo”.
Protagonisti sono Anne Hathaway, che ha praticamente pregato la produzione di affidarle il ruolo e Jim Sturgess: i due sono stati scelti per la grande affinità mostrata durante i provini: “Anne è adorabile, siamo andati subito d’accordo -ha rivelato l’attore -Sono felice di aver recitato al fianco di un’attrice che aveva profondamente a cuore la storia, molto divertente, ma anche commovente”.
One Day è stato girato in otto settimane in varie città : Londra, Edimburgo, Parigi, e nei loro dintorni, durante l’estate del 2010, dato che la storia di Dexter ed Emma si svolge in estate. Nel complesso, le riprese sono state effettuate in 50 location diverse.
Da Primissima.it

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