Tutto l’amore del mondo

Matteo Marini è un trentenne impiegato presso la Magic Planet Book, per cui redige pagine sugli antichi pecorini del Molise e altre delizie nazionali. Deciso a cancellare il debito della madre e un padre che ha dimenticato di crescerlo per girare il mondo, Matteo accetta di scrivere una guida sui luoghi romantici del Vecchio Continente. Scostante in amore e poco avvezzo ai sentimenti, si accompagna in giro per l’Europa con un fotografo cialtrone che ha allargato la compagnia a Valentina, ragazza intraprendente conosciuta in rete, e ad Anna, laureata da un giorno e prossima al matrimonio. Viaggiatore per lavoro e innamorato per caso, Matteo capitolerà sotto i dardi romantici di Anna, correggendone il destino e costruendo un’inedita geografia del cuore.
Trasposizione di “InterRail”, pièce teatrale di Massimiliano Bruno, Tutto l’amore del mondo è una commedia sull’innamorarsi, dove tutto va come dovrebbe andare o come canone romantico vorrebbe. Per Matteo, Anna, Ruben e Valentina, innocuo quartetto in viaggio per l’Europa e dentro un racconto di formazione lezioso, il rischio fatale è l’amore, corteggiato “prima dell’alba” e consumato “dopo il tramonto”. Acquistato un biglietto di corsa semplice e lanciata lungo i binari e dentro le capitali dei paesi comunitari, la commedia romantica dell’esordiente Riccardo Grandi arranca dietro all’inesorabile e fisiologico soddisfacimento delle previsioni: l’instaurarsi di una relazione al tempo stesso attrattiva e repulsiva, il prevalere dell’attrazione sulla repulsione, il colpo di coda con rigurgiti di cariche repulsive (i nobili sentimenti degli amanti si corrompono nel confronto con le asprezze della realtà: un padre avido per Anna, un padre negligente per Matteo), fino all’assestamento finale e la neutralizzazione degli elementi esecrabili.
Le decifrabili logiche del cuore provvederanno a innamorare infine i protagonisti, facendo tabula rasa delle rispettive convinzioni e spingendoli verso l’altare. Incerta di tono e debole di stile, Tutto l’amore del mondo adotta la formula del road movie intraprendendo un viaggio sentimentale da cui si riemerge segnati e modificati. Formatosi come regista di pubblicità e di video musicali, Riccardo Grandi non si lascia però condizionare dai suoi trascorsi se non per una certa labilità nella struttura unitaria del film, che si presenta come un insieme di scene risolte in sé. Questa intenzione ben asseconda la sceneggiatura che prevede un percorso a tappe, ognuna delle quali è carica di avvenimenti che si sommeranno e completeranno nell’epilogo risolutivo, dislocando il desiderio del quartetto adulto rispetto ai loro sogni di bambini.
Ricalcando Closer, la commedia interpretata e prodotta da Nicolas Vaporidis chiude sull’elegante snellezza di Ana Morariu mentre avanza ondeggiando lieve e sorride a un’altra vita e a un attore che non ha mai trovato la magia e la capacità di essere creduto prima che ammirato.
Marzia Gandolfi, da “mymovies.com”

L’idolo delle teenager Nicolas Vaporidis torna sul grande schermo con una fiaba romantica generazionale che ci porta in giro per l’Europa tra fiumi di sentimentalismo e montagne familiari.
Amour in tour
Matteo Marini è un giovane aspirante scrittore di guide turistiche, un po’ cinico e molto macho-finto intellettuale, che un giorno viene incaricato dalla direttrice-canaglia della casa editrice Magic Planet Books di svolgere una missione retribuita con un cospicuo gruzzoletto: avrà tre mesi di tempo per raccogliere materiale e scrivere Tutto l’amore d’Europa, una guida sulle location più romantiche del Vecchio Continente. Ad accompagnarlo nell’impresa per lui assai rischiosa, visti i suoi preconcetti sull’amore, il fotografo Ruben Sebastiani, un tontolone che, a sua insaputa, ha invitato a seguirli la ragazza di turno, la vivace Valentina, e la sua amica Anna, timida neolaureata e prossima alle nozze. Durante il viaggio Matteo e Anna, provenienti da due mondi sentimentali e sociali estremamente diversi, finiscono per l’innamorarsi e il loro nomadismo finisce per arrestarsi al porto sicuro dell’amore.

Ana Caterina Morariu e Nicolas Vaporidis in una scena romantica di Tutto l’amore del mondo Con Tutto l’amore del mondo sembrerebbero finiti i tempi degli esami per il giovane attore Nicolas Vaporidis che con questa favola romantica racconta la generazione dei trentenni: Vaporidis prova infatti a superare i limiti ristretti dei teen movies, ma finisce per segnare un semplice passaggio di testimone, anzi di testimonial, da Riccardo Scamarcio, che ha saputo recentemente mettersi in gioco con ruoli e generi completamente diversi dando prova di coraggio oltre che di talento. Protagonista di blockbuster fortemente apprezzati dal pubblico giovane, come Notte prima degli esami e Come tu mi vuoi, l’attore romano, classe ’81, tenta il passo lungo e, dopo gli ultimi flop, torna sugli schermi nella doppia veste di attore e produttore esecutivo. Non basta però il solo cambio generazionale a fare di questa leggera commedia on the road un film che punti a un pubblico più vasto di quello degli adolescenti, complice una sceneggiatura che continua ad ammiccare a spettatori minorenni con una semplicità estrema sia nella costruzione della trama sia nei dialoghi.

Nicolas Vaporidis con Alessandro Roja nella commediaTutto l’amore del mondo Il film è diretto dal regista Riccardo Grandi che, dopo aver lavorato per dieci anni in pubblicità, esordisce al cinema confezionando un prodotto che tecnicamente non presenta alcun difetto e che anzi, grazie anche al contributo di una piacevole e variegata colonna sonora che non passa certo inascoltata, rende più fluida la materia che modella: un inno all’amore in salsa rosa, una full immersion nel sentimentalismo che piacerà soprattutto alle più tenere sognatrici.
Tratto da Inter-rail, pièce teatrale dell’autore Massimiliano Bruno, già sceneggiatore della premiata ditta “degli esami”, Tutto l’amore del mondo è un film giovanilistico, ma non per il cast nel quale spiccano le attrici Ana Caterina Morariu e Myriam Catania, perfettamente intonate con le corde delle romanticaglie imperanti. Il suo principale difetto sta nel raggrumarsi nella banalità di frasi da cioccolatini e in citazioni poetiche preconfezionate, che gonfiano le storie dei protagonisti come bolle d’amore fiacche, che svaniscono poi al primo déjà vu dietro l’angolo. La commedia mette in scena un giro dei sentimenti in tre mesi e in cinque città (Roma, Barcellona, Parigi, Loch Ness e Amsterdam), un girotondo fulmineo con soluzioni poco credibili e mai originali. Se le situazioni e gli equivoci risultano prevedibili, ancor di più lo sono, infilate tra una cartolina e l’altra, le brevissime escursioni nelle psicologie dei personaggi, tutti ridotti a cliché abusati: dal borghesuccio con le ambizioni in tasca al posto del portafogli vuoto, alla figlia dell’avvocato (del diavolo) di turno (Enrico Montesano) destinata a perpetuare la professione della famiglia “bene” di Roma, dalla piccola libraia, la madre di Matteo, che lotta contro la crisi economica e i cavilli legali, al padre artistomane (un irreprensibile Sergio Rubini) che ha abbandonato il figlio e si gioca la sua ultima chance al poker.

Anna (Ana Caterina Morariu) e Matteo (Nicolas Vaporidis) passeggiano a Loch Ness in Tutto l’amore del mondo Da una simile girandola, impegnata a sciogliere vicende di amori acerbi che precipitano in ritriti happy end e conflitti genitori-figli districati dalle casualità, non fanno fatica a emergere i personaggi minori del film, quelli marginali rispetto alla storia cardine e depositari di un piglio di creatività e di esperienza attoriale: la divertente e godereccia coppia Monica Scattini-Riccardo Rossi, che pure si cala nella formula reiterata del duetto capo-assistente, ben più riuscita in commedie brillanti come Ricatto d’amore, e il giovane Alessandro Roja, nel ruolo di Ruben, che, lontano dalla cupezza di Romanzo criminale, sorprende con la sua versione italiana del divertente GnocBuster di American Pie. Sono personaggi e interpreti come questi che riescono ad ancorare un brio inaspettato a un road movie di formazione mancato e a farci dimenticare per qualche scena la sciatteria di interrogativi come “D’altronde cosa c’è di più entusiasmante dell’amore?”.
Angela Cinicolo, da “movieplayer.it”

Il film racconta la storia di un viaggio in Europa fatto allo scopo di scrivere una guida turistica romantica da un gruppo di trentenni diversissimi.
Lo scrittore (Nicolas Vaporidis) è un viaggiatore appassionato che non crede nell’amore, che parte per un giro d’Europa con un amico fotografo sbandato (Alessandro Roja) e la sua compagna sessualmente conosciuta su internet (Myriam Catania) e la sua amica romantica e intellettuale (Ana Caterina Morariu), una neolaureata in legge che sta per sposarsi con un avvocato (Eros Galbiati) che lavora nello studio del padre (Enrico Montesano).
Un viaggio interiore destinato a far innamorare i due ragazzi che sembrano essere agli estremi, lo scrittore cinico e la ragazza romantica e dove compaiono personaggi curiosi mostrati in maniera gradevole: il padre fuggiasco di Vaporidis (Sergio Rubini), donnaiolo, bevitore e giocatore incallito che lo ha abbandonato da piccolo; la titolare della casa editrice Monica Scattini e il suo segretario/vittima Riccardo Rossi; la ex amante francese di Vaporidis, artista che usa preservativi e falli come oggetti di design (Isabelle Adriani).
“Volevamo raccontare un film attraverso un viaggio anche personale e intimo”, ha spiegato Vaporidis. “Ovviamente lo abbiamo fatto in chiave di commedia. Volevamo sottolineare l’importanza del viaggio, quando incontri persone che non conosci e che non rivedrai più La domanda da cui siamo partiti era: cosa succede se metti due persone molto diverse tra loro in un luogo decontestualizzato? In un viaggio puoi tirare fuori l’io che è in te e che a casa terresti sempre nascosto. Per me viaggiare è importantissimo e io lo faccio da quando ero piccolissimo e credo che dovrebbe essere reso obbligatorio, dopo i 18 anni, per tutti i ragazzi. Per me proprio questo è il focus del film: quanto può un viaggio cambiare una persona? Conoscere altre culture, mettersi in gioco, quanto influisce sulle persone?”.
da “dgmag.it”

Tutto l’amore del mondo
In viaggio non bisogna portare mai le pantofole perché sono da soggetti, i preservativi perché portano sfiga e le donne, mentre non si devono dimenticare le scarpe di riserva e la fotocamera digitale.
E’ quanto sostiene Nicolas Vaporidis nel primo lungometraggio del regista pubblicitario Riccardo Grandi, il quale, prendendo spunto dalla piéce teatrale “Interrail” di Massimiliano Bruno, qui anche sceneggiatore insieme ad Andrea Bassi ed Edoardo Falcone, lo vede nei panni di un disincantato giovane tutt’altro che propenso a credere nell’amore e che, paradossalmente, si trova per necessità economiche ad accettare di scrivere in tre mesi, con un budget in contanti, la guida “Tutto l’amore d’Europa”, riguardante i luoghi romantici del Vecchio Continente.
Il giusto pretesto per dare il via ad una commedia on the road in cui il nome di spicco dei due “Notte prima degli esami” viene affiancato dal bravo Alessandro Roja noto per essere stato il Dandi nella serie tv “Romanzo criminale”, qui simpatico fotografo che coinvolge nel viaggio di lavoro anche la sua nuova fiamma Myriam Catania e la sua amica del cuore Ana Caterina Morariu, laureatasi da poco in giurisprudenza e promessa in sposa al giovane avvocato Eros Galbiati – anch’egli proveniente dal dittico brizziano.
Quindi, con una ricca colonna sonora comprendente, tra gli altri, “This is life” di Amy McDonald e “Not fair” di Lily Allen, si va da Barcellona ad Amsterdam, passando per un incontro con Sergio Rubini a Londra e una sosta in casa di un’artista francese fissata con il sesso ed interpretata dalla prosperosa Isabelle Adriani già vista in “Amore 14” e “La prima cosa bella”.
Mentre il protagonista, continuamente preso a confrontarsi con la romantica neolaureata amante dei film a lieto fine e secondo la quale vale la pena di sognare, arriva a convincersi meno che non sempre, durante il viaggio, si può contare in maniera esclusiva su sé stessi.
Con i veterani Enrico Montesano e Monica Scattini inclusi nel cast, per circa 99 minuti di visione decisamente nella media, tra imprevisti, tutt’altro che volgari battute ironiche e tanti luoghi comuni del filone cinematografico sentimentale indirizzato al pubblico giovanile. Ricordando che il treno, nella vita, potrebbe passare anche due volte.

La frase:
– “Le storie d’amore finiscono tutte, e male anche”
– “Questo lo dici tu”

Mirko Lomuscio, da “filmup.leonardo.it”

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