Programmazione da venerdì 23 a mercoledì 28 maggio (clicca qui per dettagli)
Questa settimana al Cinema Gabbiano in programmazione:
“Be kind rewind”
di Michel Gondry
e
“Sangue pazzo”
di Marco Tullio Giordana
GABBIANO 1
Be kind rewind
Regia: Michel Gondry
Con: Jack Black, Danny Glover, Mia Farrow
Genere: commedia
Durata: 98′
Distribuzione: BIM Distribuzione
da venerdì 23 a mercoledì 28 maggio
Orari:
venerdì – sabato – domenica: 20.30 – 22.30
lunedì – martedì – mercoledì: 21.30
Trama:
Mentre cerca di sabotare la centrale elettrica che è convinto gli stia bruciando il cervello, Jerry (Black) si ‘magnetizza’, e finisce per cancellare involontariamente tutte le cassette del vecchio videoshop in cui lavora il suo migliore amico, Mike (Mos Def). Per non deludere i pochi clienti, Jerry e Mike decidono di girare un remake di uno dei film cancellati, nel cortile di Jerry. Con loro grande sorpresa, quella singolare versione del film è un successo. Ben presto, prima Mike e Jerry poi anche gli amici del quartiere si ritroveranno impegnati a tempo pieno a girare nuove versioni dei film più amati, da Ghostbusters a King Kong, dando nuovo impulso non soltanto agli affari del negozio ma alla vita dell’intera comunità.
GABBIANO 2
Sangue pazzo
Regia: Marco Tullio Giordana
Con: Monica Bellucci, Luca Zingaretti, Alessio Boni
Genere: drammatico
Durata: 148′
Distribuzione: 01 Distribution
da venerdì 23 a mercoledì 28 maggio
Orari:
venerdì – sabato – domenica: 21.30
lunedì – martedì – mercoledì: 21.30
Trama:
L’alba del 30 aprile 1945, cinque giorni dopo la Liberazione, vennero trovati nella periferia di Milano i cadaveri di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, giustiziati poche ore prima dai partigiani. Coppia celebre nella vita oltre che sullo schermo, Valenti e Ferida erano stati due divi di quel cinema dei “telefoni bianchi” che il fascismo aveva incoraggiato, incarnando quasi sempre personaggi ribaldi e negativi. Anche la loro vita privata era dominata dal disordine; entrambi cocainomani e, si diceva, sessualmente promiscui. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando il paese si spaccò in due e i tedeschi da alleati si trasformarono in esercito d’occupazione, Valenti e Ferida risalirono al Nord e aderirono alla Repubblica di Salò, ultima incarnazione della follia mussoliniana. Si stabilirono prima a Venezia, dove girarono fortunosamente qualche film, poi a Milano dove – arruolati in una banda di torturatori – si dettero alla borsa nera. Perlomeno queste erano le voci. Consegnatisi ai partigiani pochi giorni prima della Liberazione, i due negarono ogni addebito. Valenti giustificò i suoi traffici col bisogno continuo di stupefacenti, sminuì le presunte malefatte attribuendole alla diffamazione e all’invidia. Il Comitato di Liberazione pretese una punizione esemplare. Così calò il sipario su quei due attori un tempo celeberrimi; Valenti nel ruolo del villain, Ferida in quello della donna perduta. Chissà che alle dicerie che li rovinarono non abbiano contribuito proprio i film che ne avevano costruito la leggenda, proprio i personaggi riprovevoli tante volte incarnati sullo schermo.
