Programmazione da venerdì 19 a martedì 23 dicembre
Questa settimana al Cinema multisala Gabbiano
“Il bambino con il pigiama a righe”
di Mark Hermane
e
“L’ospite inatteso”
di Thomas McCarthy
GABBIANO 1
Il bambino con il pigiama a righe
Regia: Mark Herman
Con: David Thewils, Vera Farmiga, Rupert Friend
Genere: drammatico, guerra
Durata: 100′
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion
da venerdì 19 dicembre a martedì 23 dicembre 2008
Orari:
venerdì – sabato: 20.30 – 22.30
domenica: 16.30 – 18.30 – 20.30 – 22.30
lunedì – martedì: 21.30

Trama:
Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la “fattoria” che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.
GABBIANO 2
L’ospite inatteso
Regia: Thomas McCarthy
Con: Hiam Abbass, Amir Arison, Danai Jekesai Gurira
Genere: commedia, drammatico Durata: 103′
Distribuzione: Bolero Film
da venerdì 19 dicembre a martedì 23 dicembre 2008
Orari:
venerdì – sabato: 20.30 – 22.30
domenica: 16.30 – 18.30 – 20.30 – 22.30
lunedì – martedì: 21.30

Trama:
Un professore universitario, va a New York per partecipare ad un convegno, ma quando entra nel suo appartamento, scopre che una giovane coppia l’ho utilizza come abitazione.Curriculum da attore, al secondo film (da lui anche scritto) da regista dopo “The Station”, premiato in diversi festival internazionali, Tom McCarthy denuncia le condizioni di detenzione per migranti irregolari in strutture dove vigono luci sempre accese, niente privacy, autorità che tengono all’oscuro i parenti dei reclusi e non danno loro informazioni quando richieste. Per farlo, si avvale di Richard Jenkins (interprete – d’origine teatrale – di un ruolo di prim’ordine, prima catatonico poi indignato) e di una Hiam Abbass in apprensione, di richiami simbolici (all’interno del centro di detenzione, il grottesco manifesto “la forza dell’America: gli immigrati” e un murales con le Twin Towers e la Statua della Libertà, oppure la bandiera a stelle e strisce che si sfoca in dissolvenza) e di emozionanti scene a effetto, come i colloqui con le percussioni mimate e con la lettera visionata attraverso il vetro divisorio, o il protagonista mentre batte sul “djambè” sempre più veloce, rabbiosamente, coperto alla vista dai vagoni e all’udito dal frastuono della metropolitana.
